Berlusconi: Io mi candido, ma vanno bene anche Monti o Alfano

Roma, 12 dic. (LaPresse) - Monti, Lega e Montezemolo. Silvio Berlusconi forse per la prima volta in 20 anni non sa che fare. Perché sono più i veti e le incognite sul suo ritorno, che le voci a favore. Durante l'abituale ospitata alla presentazione dell'annuale libro di Bruno Vespa, il 24° della serie si chiama 'Il palazzo e la piazza', al Residence Ripetta di Roma, l'ex premier si è perciò guardato molto in giro, ed è parso sorpreso delle molte interruzioni alle sue risposte. "Al momento sono candidato a Palazzo Chigi", ma se Monti se riesce a raggruppare tutti i moderati "sono disposto a farmi da parte", ma in fondo anche Alfano e Montezemolo non sono ipotesi da scartare. Specie se convinceranno la Lega, che di Berlusconi premier non vuol sentir parlare, ma sugli altri nomi potrebbe essere d'accordo. Anche sul nemico Monti, secondo Berlusconi: "Dobbiamo vedere se senza la Lega i moderati sono in grado di ottenere la maggioranza, non trovo scontato il fatto che la Lega sia contraria a Monti".

Di certo se Maroni e i suoi non ci staranno ad appoggiare Berlusconi o Monti verso Palazzo Chigi, anche le alleanze in Piemonte, Lombardia e Vento salteranno. E la pancia del Carroccio già parla di ricatto. Stessa cosa con Monti, che pare difficilmente intenzionato a farsi tirar dentro dall'ex premier, ma il suo predecessore a palazzo Chigi è ottimista: "Dovevamo dare un segnale ai nostri sostenitori della non identificazione delle nostre idee con quello del Governo Monti, in più, ed è un motivo più politico, serviva un segnale di rottura con il Governo Monti per iniziare la trattativa". A Berlusconi potrebbe essere il ruolo di leader di coalizione, quello che c'è sulle schede elettorali del Porcellum, che non è automaticamente quello dell'inquilino in piazza Colonna, ha spiegato con dovizia il leader del Pdl a Vespa. Praticamente una presidenza onoraria.

Insomma una situazione fluidissima con l'impossibilità di tirar dentro Casini: "Ho parlato tante volte con Casini e lui mi disse: 'Se fai un passo indietro io starò con i moderati'. Casini ha un complesso nei miei confronti. Io feci un passo indietro, rinunciai alla mia posizione di presidente e segretario del mio movimento. Divenne segretario Alfano e ci aspettavamo tutti che Casini si pronunciasse per un ritorno tra i moderati. Questo, però, non avvenne". Sprezzante anche il giudizio verso la Corte Costituzionale: "Gli ultimi tre presidenti della Repubblica hanno messo 5 loro amici alla Corte Costituzionale. Che è stata così trasformata in un organismo politico di sinistra". Chiariti anche i contorni sulle parole di ieri a proposito dello spread: "Ho detto che lo spread è stato un imbroglio nel novembre 2011 e l'ho confermato perché è stata fatta una battaglia durissima contro il mio Governo e contro di me e si disse che avevamo portato il Paese sull'orlo del baratro, questa fu una menzogna colossale".

Alla fine anche Vespa, alla pari di Massimo Franco e Marcello Sorgi, sono parsi frastornati dal fiume di parole di Berlusconi. Che esclude primarie del Pdl, "sono inutili" e critica anche quelle del Pd: "A sentir Renzi non è andato tutto in modo chiaro". Già il Pdl, ci sarà ancora o gli ex An se ne andranno? "Abbiamo messo insieme 7 partiti con il Pdl. Stiamo pensando in accordo amichevole se non sia opportuno, per accrescere i consensi, passare da uno a due partiti". E il nome? "Tutti i nomi a cui abbiamo pensato - spiega - sono riconducibili ad acronimo, tranne Forza Italia". Però "potremmo anche tenere il nome Popolo della Libertà perché sulla scheda elettorale è scritto per esteso". Stessa sorte per Alfano, che di colpo torna premier in pectore: "Ho ricevuto ieri sera un benestare da parte della Lega, quindi è in pole position". Chi invece è fuori gara e Dell'Utri: "E' un amico fraterno, cui voglio benissimo, ma non possiamo ricandidarlo".

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