Berlusconi frena l'intesa con Salvini: "Chi ha più voti indica premier"
E sulla legge elettorale: "È il miglior compromesso che si potesse trovare"

"Con Salvini siamo d'accordo sul fatto che la forza politica del centrodestra che prenderà più voti sarà quella che indicherà al capo dello Stato il nome del premier per l'intera coalizione. Io non ho alcun dubbio sul fatto che quel nome lo dovremo indicare noi". Così Silvio Berlusconi, in un'intervista al Corriere della Sera. "Salvini è irruente all'esterno. È quello il suo stile e il suo modo di conquistare consensi, ma quando ci sediamo intorno a un tavolo è un interlocutore serio e ragionevole - aggiunge il leader di Forza Italia - Le mie previsioni? Di vincere le elezioni, governare e di cambiare il Paese, con i nostri alleati del centrodestra". 

Per il referendum in Lombardia e Veneto "noi voteremo convintamente sì, perché non è un referendum contro l'unità nazionale, è un referendum che la rafforza. Non è neanche un referendum di parte, raccoglie consensi trasversali. Nulla a che vedere con la Catalogna, un dramma che io spero si risolva pacificamente e nel quadro della legalità costituzionale spagnola".

"Nel caso della Lombardia e del Veneto - continua Berlusconi - si tratta di dare più potere e più competenze ad amministrazioni che hanno dimostrato di funzionare bene. Questo non è egoismo regionale: se le due locomotive d'Italia funzionano meglio, ne guadagna l'intero Paese. D'altronde a me piacerebbe che non solo Veneto e Lombardia, ma tutte le Regioni italiane, potessero godere di maggiore autonomia, di poteri più chiari e definiti - ha aggiunto il presidente di Forza Italia - Si compirebbe quel federalismo che è nei nostri programmi dal '94 e che abbiamo già provato ad introdurre nella riforma varata nel 2005, ma bocciata poi dalla sinistra per ragioni solo ideologiche". 

"Non è la migliore legge elettorale possibile, io avrei preferito un proporzionale puro (20% di voti uguale a 20% di parlamentari) sul quale in passato tutti d'altronde si erano detti d'accordo. Ma oggi questa legge è però il migliore compromesso possibile. Non potevamo sottrarci alla responsabilità di mandare a votare gli italiani con una legge coerente, come chiesto giustamente anche dal capo dello Stato. Direi che senz'altro passerà. Mi pare che esista — come è giusto su questa materia — un consenso vasto e il deplorevole fenomeno dei franchi tiratori si è dimostrato fortunatamente limitato - ha aggiunto - L'essenziale è che a questo punto gli elettori dopo quattro governi di sinistra che non sono mai stati votati dagli italiani, possano scegliere la migliore soluzione". 

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