Berlusconi: Forza Italia ritorna, sarò ancora il numero uno

Roma, 28 giu. (LaPresse) - "Io sono convinto che sarò ancora chiamato a essere il numero uno". Lo ha detto Silvio Berlusconi, leader del Pdl, in un'intervista rilasciata al Tg1, la prima dopo la condanna a sette anni di carcere nell'ambito del processo Ruby. "Tra poco rinascerà Forza Italia, il Pdl resterà come coalizione che raccoglie le forze del centrodestra, al cui interno si inserisce Forza Italia", ha annunciato il Cavaliere, specificando poi che il Pdl rimane in ogni caso "leale" al governo Letta. "Se c'è un settore che ha bisogno di essere riformato in Italia - ha specificato Berlusconi - quello è il settore della giustizia".

In riferimento poi al Lodo Mondadori, Berlusconi ha spiegato che la vera vittima "sono io". "Quanto all'indennità del danno - ha affermato - si chiedono a noi più di 500 milioni, contro un danno di 100 milioni. Cinque volte e mezzo il valore degli azionisti". "De Benedetti - ha aggiunto - infatti si alzò da quel tavolo molto soddisfatto, come testimonia una intervista dell'epoca. Io mi alzai da quel tavolo addolorato". "Fui costretto a vendere giornali, riviste e perfino una cartiera", ha detto ancora Berlusconi.

E sul caso Ruby: "Quella è una sentenza davvero grottesca, la sentenza Ruby: una concussione - ha detto - con un concusso che nega di averla subita, un'induzione alla prostituzione con una indotta che nega di aver avuto alcun rapporto, oltretutto per arrivare a quella sentenza il collegio ha dovuto invitare la procura a sottoporre ad indagine 32 testimoni a favore. Una cosa che davvero non si è mai vista".

Non si è fatta attendere la risposta di Carlo De Benedetti in una nota: "La consuetudine di Silvio Berlusconi di manipolare la verità va di pari passo con la sua spudoratezza. Intervistato dal Tg1, riferendosi alla vicenda Mondadori, l'ex presidente del Consiglio ha un'altra volta semplicemente omesso di dire la verità fondamentale e cioè che il controllo del gruppo Mondadori-Espresso fu sottratto alla Cir attraverso la corruzione di un giudice". "Una sentenza - ha affermato ancora De Benedetti - passata in giudicato ha stabilito categoricamente che la corruzione è stata effettuata da Cesare Previti per conto e nell'interesse della Fininvest di Berlusconi. Previti e Metta, il giudice corrotto allo scopo, sono stati per questo reato condannati".

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