Cav lancia Manifesto e annuncia: "Candidato alle europee? Penso di sì"

Il leader di Forza Italia attacca Salvini: "Sue uscite sgradevoli e inaccettabili. Follia alzare il deficit". E su Casalino: "In democrazia sarebbe fuori"

Silvio Berlusconi ritorna dopo mesi di silenzio e annuncia la candidatura alle elezioni europee di maggio: "Penso di sì. È quello che mi chiedono tutti". La riserva viene sciolta al termine della kermesse di Fiuggi 'L'Italia e l'Europa che vogliamo, durante la quale con un sibillino "tornerò in campo alle prossime elezioni" aveva messo fatto capire che ormai la decisione era stata presa.

 

I ben informati rivelano infatti che il Cav avrebbe ceduto al pressing di Antonio Tajani e che correrà nella circoscrizione Sud. Ed è sempre davanti alla platea di Fiuggi che l'ex premier lancia il Manifesto della libertà, perché "è l'ora di una grande mobilitazione delle coscienze per noi che rappresentiamo l'Italia seria, onesta, concreta, fattiva". Il leader azzurro, accolto da una platea osannate sulle note dell'inno di Forza Italia, entra nella sala del Grand Hotel Palazzo della Fonte con il discorso sotto braccio, 22 pagine che lui stesso definisce "troppo lungo" e decide di distribuirlo perché dentro, sottolinea, "ci sono tutti gli argomenti che porteranno al rilancio di Forza Italia nei prossimi mesi". L'appello è ai moderati, a "l'Altra Italia" quindi "quella che oggi non ha una rappresentanza politica, all'Italia che crede nel lavoro, nello studio, nella competenza, nell'impegno".

Berlusconi, sintetico come non mai con un intervento che non arriva a un'ora, appare però affaticato. Dopo il breve discorso, viene riferito, il leader ha un abbassamento di pressione, complice il caldo nella sala, troppo affollata. Fuori dal canovaccio comunque Berlusconi prima di tutto attacca il portavoce del premier Giuseppe Conte: "L'uscita di Casalino? In una democrazia il signor Casalino dovrebbe stare già fuori con la valigia in mano".

Poi la stoccata all'alleato di coalizione, che non a caso chiama "signor Salvini" facendo capire chiaramente di non aver digerito le parole pronunciate dalla manifestazione di Atreju di Giorgia Meloni. Il leader della Lega "ha delle uscite che non sono gradevoli e accettabili da parte nostra - attacca - Essendo al governo la scusa che abbiamo reso pubblica è che non deve far scoppiare un diverbio con i 5stelle, un diverbio che noi aspettiamo e auspichiamo anche presto". E poi l'affondo quando ricorda che "ci troviamo qua a fare i conti con questo governo dove ci sono due squadre. Una, la Lega, che si è presentata con il nostro stesso programma, scritto al 95 per cento da noi. L'altra, il Movimento 5 Stelle, che si sta rivelando peggio di quello che noi abbiamo anticipato prima della campagna elettorale".

Il bersaglio preferito resta però Luigi Di Maio, a capo di una parte del governo "nemico della libertà". "Incompetenti e ignoranti" sono questi gli aggettivi che l'ex premier riserva al Movimento 5 Stelle e quando affronta il caso del giorno, l'attrito con il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, non si risparmia: "Se si deve usare il deficit lo si usi per qualche cosa di serio che crei ricchezza, che crei lavoro. La risposta del Vice-Premier grillino è caratteristica del loro dilettantismo: chiedere al Tesoro più soldi e - di fronte alle resistenze del Ministro Tria che non vorrebbe sfasciare i conti pubblici - minacciare di cacciarlo. Trattano il Ministero dell'Economia come un Bancomat da cui prendere i denari di cui hanno bisogno per finanziare le loro promesse elettorali".

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