Berlusconi con un occhio su Pd e l'altro alla Lega: "No a nuove elezioni"
Ma la 'pazza idea' dell'ex Cav, una larghissima intesa con tutto il centrodestra, Lega inclusa, assieme al centrosinistra, al momento non sembra realizzabile

Scherzando, si potrebbe parlare di un Berlusconi un po' strabico. Con un occhio fisso alla Lega, e da parecchio tempo ormai. E un altro occhio che oggi era rivolto al Nazareno. Quel luogo dove lui è stato una sola volta, per siglare un Patto ormai archiviato. Ma che forse si potrebbe far rinascere sotto altre forme.

L'ex premier ha guardato quel che accadeva nella sede del Pd da lontano, leggendo resoconti e ascoltando consiglieri fidati. Senza alcuna reazione ufficiale. In mattina invece, con una intervista su 'La Stampa', aveva mandato un messaggio chiaro: "Nessuno, fra chi ha ottenuto un consenso importante dagli elettori, può pensare di non farsi carico della necessità". Il leader di Forza Italia non l'ha detto esplicitamente, ma l'appello - che ricalca quelli lanciati di recente dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella - è rivolto al Partito democratico.

La 'pazza idea' dell'ex Cav - una larghissima intesa con tutto il centrodestra, Lega inclusa, assieme al centrosinistra - al momento non sembra realizzabile. Molto però dipenderà da come si muoveranno le altre forze politiche, in un gioco di scacchi le cui dinamiche potrebbero cambiare dopo un ulteriore richiamo del Colle. Non a caso Berlusconi, molto abilmente, si colloca sulla scia degli appelli del Quirinale. E così facendo tenta di spingere acqua al suo mulino. Ad una domanda su eventuali nuove elezioni, la posizione è netta: "Sarebbero allo stesso tempo un pessimo segnale per la democrazia e una strada probabilmente non risolutiva".

Il capogruppo uscente di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, la dice in maniera più chiara: "C'è chi vince - come ha fatto il centrodestra in queste elezioni - ma non ha tutti i voti per governare, e dunque deve trovare appoggi in Parlamento tra chi ha perso", ha detto intervenendo a 'Circo Massimo' su Radio Capital. Per l'esperto di economia, "il centrodestra potrebbe anche dire 'diamo una presidenza delle Camere al Partito democratico', nella linea di un percorso da costruire, di un appoggio esterno ad un prossimo governo".

Ma veramente Berlusconi pensa al Pd come possibile alleato, magari in appoggio esterno, per un governo a trazione leghista? In realtà, fonti accreditate leggono nelle parole del Cav un invito per gettare le basi di qualcosa che potrebbe svilupparsi dopo un primo tentativo di pre-incarico, magari affidato a Luigi Di Maio o allo stesso Matteo Salvini. Fantapolitica? In realtà, a dar credito ai retroscena, sembra proprio che il leader della Lega abbia cominciato una trattativa con il Movimento 5 Stelle. In pubblico, Berlusconi boccia "nel modo più assoluto" anche solo l'idea di un governo giallo-verde.

"Non vedo come una forza della nostra coalizione possa immaginare di collaborare al governo con i Cinque Stelle", dichiara l'ex Cav. Ma alcuni parlamentari azzurri immaginano che, se davvero Di Maio e Salvini stanno parlando, il tentativo naufragherà presto. E a quel punto le carte verranno redistribuite. Si potrà pensare ad un nome alternativo a Palazzo Chigi, magari quello di stimati governatori (Zaia) o ex governatori (Maroni), entrambi apprezzati da Berlusconi. Forse a quel punto il Pd potrà aprire un ragionamento. Ragionamento che, ovviamente, potrebbe reggere anche per un 'governo di scopo'. 

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