Berlusconi: Col M5S Italia è in pericolo, peggio dei comunisti
"Mai fatto lavorare Grillo nelle mie tv, voleva sempre essere pagato in nero"

Oggi chi aggredisce la democrazia sono altri ma, se possibile, "ancor più pericolosi dei comunisti del '94: il Movimento Cinque Stelle. Loro sono la mia più grande preoccupazione, non da politico, ma da italiano. La cosa migliore da fare se andassero al governo, sarebbe cambiare Paese". Lo dichiara Silvio Berlusconi in un'intervista al Giornale. "Naturalmente è un paradosso - precisa - ma se ci dovesse essere una certa forza al potere, io credo che non avremmo di fronte un avvenire positivo. Al contrario. Si figuri che non ho mai fatto lavorare Grillo nelle mie tv perché voleva sempre essere pagato in nero. Possiamo consegnare il Paese a questa gente qua? L'Italia sta correndo un grave pericolo per la democrazia e il nostro dovere è quello di impedirlo".

L'ex Cavaliere è sicuro che il centrodestra si presenterà unito. "Non ci sono dubbi a riguardo, di nessun tipo, siamo d'accordo tutti, assolutamente indispensabile - ha spiegato -  Ho presentato il mio programma sia a Fratelli d'Italia che alla Lega. La prima occhiata ha dato dei risultati molto favorevoli. C'è il problema sulla diversa posizione sull'euro. Io dopo aver sentito diversi premi Nobel dell'economia, propendo per una non uscita dall'euro che ci costerebbe molto cara: l'euro va mantenuto soprattutto per il commercio internazionale, e va messa in circolazione una nuova lira, che diventerebbe la moneta di uso comune per le famiglie".

Berlusconi è certo di "poter arrivare a superare il 40%, come riuscì nel 2008, e guidare di nuovo il Paese. Puntiamo su quel 50% di italiani che, disgustati della politica e dai politici passati da un gruppo all'altro, non va più a votare e ha deciso di stare a guardare dalla finestra. Io mi ero staccato da Forza Italia. Nel 2013 venni richiamato prepotentemente perché da quel 40%, il partito, nelle mani di Verdini e Alfano, era arrivato all'11,7%. Con me, dopo pochi mesi di campagna elettorale, terminammo al 21,7%".

Per quanto riguarda il caso Consip, l'ex premier ritiene che "il garantismo sia un obbligo per tutti noi e sono felice che anche Renzi abbia manifestato delle posizioni garantiste. Finalmente ci è arrivato anche lui".
 

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