Becchi: "Primarie M5s una farsa: non si vota per Di Maio ma contro Grillo"
Intervista al filosofo: "Beppe è un parassita, senza Casaleggio no ha più idee da succhiare"

Per il professore Paolo Becchi non ci sono dubbi: con queste primarie il M5S ha subito una mutazione irreversibile, trasformandosi da movimento a partito, sostenuto dai poteri forti. Il cambio di pelle, secondo il filosofo, ha coinciso con il passaggio di potere dall'asse Grillo-Casaleggio a Di Maio-Casaleggio Jr, consumato nell'ultimo anno. Il docente di Genova, da profondo conoscitore delle dinamiche interne al M5S e, insieme, da ex deluso, punta il dito anche contro la comunicazione passata secondo lui totalmente in mano al futuro candidato presidente del Consiglio.

Professore, cosa rappresenta il doppio incarico di candidato premier-capo politico? E' la conferma palese che ci troviamo di fronte a un partito che non ha nulla a che fare con il Movimento del 2013 o degli anni precedenti. E' stata una trasformazione totale. Di solito avviene attraverso un processo di metabolizzazione, qui invece è stato tutto repentino. La svolta c'è stata dopo la malattia di Gianroberto Casaleggio. Grillo è sempre stato, per così dire, un 'parassita' di Gianroberto Casaleggio, viveva succhiando il suo sangue e le sue idee. Tant'è che dopo la sua morte, avrebbe voluto fare un passo di lato... Con queste regole sulle primarie c'è una rottura totale rispetto all'idea originaria di movimento inteso in senso orizzontale e si è imposta un'idea verticistica.

Adesso Grillo abdica a favore di Di Maio? Di Maio ha scalato con sua corte il M5s e l'ha conquistato. Ha un ottimo rapporto con Casaleggio figlio e controlla l'ufficio della comunicazione: è lui che decide chi va in tv, è lui che decide che il M5S non va in tv se c'è Becchi in studio... Ha un potere pari a quello di Renzi.

Come vede le norme delle primarie che si concluderanno sabato? Sono regole ad personam per Di Maio. Ironia della storia: il Movimento che ha fatto dell'esclusione degli indagati dalle proprie liste la sua bandiera, ora è diventato un partito che presenta come premier un indagato. E i sette sfidanti semisconosciuti sono una pagliacciata. Abbiamo sempre criticato le primarie del Pd, queste sono peggio: una farsa. Almeno Renzi è stato sfidato da politici di peso come Orlando ed Emiliano.

Roberto Fico rumorosamente tace. Fico opportunamente non si è presentato alle primarie per non legittimare il potere di Di Maio e un sistema che, di fatto, avrebbe creato delle correnti dentro il Movimento.

La responsabilità delle nuove regole sulle primarie vanno attribuite a Casaleggio o a Grillo? Grillo non sa neppure cosa siano le regole. E' tormentato dai ricorsi, vuole liberarsi da quel peso. L'avvocato Borrè è diventato il vero garante del M5S: Grillo caccia i Cinquestelle e lui li riabilita.

Cosa cambia nel M5S con queste primarie? Queste primarie sono importanti perché sanciscono l'allontanamento di Grillo da leader del M5S: non stanno votando per Di Maio, stanno votando il passo indietro di Grillo. All'asse Grillo-Casaleggio senior si sostituisce l'asse Di Maio-Casaleggio junior, dove, rispetto al passato i rapporti di potere sono invertiti: Casaleggio figlio cura gli interessi della propria azienda e di Rousseau mentre Di Maio è la figura dominante. Dovrebbero cambiare nome e cambiare anche lo statuto.

La sospensione delle Regionarie in Sicilia, è un caso o è sintomo di una scarsa trasparenza delle regole? Siamo di fronte a un Movimento che non rispetta le regole. E' chiaro che chi non è contento se ne va e si affida a degli avvocati per ristabilire il rispetto delle norme. Dovranno rifare le Regionarie, anche se per Cancelleri non cambia nulla perché vincerà lo stesso.

Il M5S sostiene di essere paladino della democrazia diretta. Gli italiani non si accorgono che il Movimento e il sistema Rousseau sono manipolabili. Il codice sorgente segreto di Rousseau è la rottura totale del sistema democratico. I poteri forti, abbandonato Renzi, stanno diventando l'organo del M5S perché hanno capito che, per salvare lo status quo, è bene tenersi buoni i Cinquestelle. Sto parlando di quotidiani come il Corriere della Sera, ma anche le tv come la Rai e non soltanto La7. 

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