Il Colle difende Bankitalia. I dubbi di Mattarella sulla commissione banche

Il nodo, su cui la maggioranza di governo sembra aver avviato un altro braccio di ferro, è il nome del presidente, Gianluigi Paragone, indicato dai 5Stelle

Non ci sono solo l'attività parlamentare, le prossime scadenze tra cui il Def, e il punto sulla situazione economica del Paese. Secondo quanto trapela da ambienti parlamentari Sergio Mattarella avrebbe messo sul tavolo dell'incontro al Quirinale con i presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Elisabetta Alberti Casellati, è finita anche la commissione bicamerale d'inchiesta sulle Banche, che ha ricevuto il via libera per l'istituzione a febbraio e che il presidente della Repubblica ancora non ha firmato.

Il nodo, su cui la maggioranza di governo sembra aver avviato un altro braccio di ferro, è il nome del presidente, Gianluigi Paragone, indicato dai 5Stelle. Altro tema quello dell'intesa sull'Autonomia regionale, non affrontato in modo approfondito, ma 'marginale' rimandando il dossier a un prossimo incontro che dovrebbe tenersi 'a breve'. Sul regionalismo differenziato infatti Mattarella, Fico e Casellati, hanno convenuto che serve un ulteriore approfondimento, per consentire al Parlamento di decidere di esprimersi emendando il testo oppure suggerendo degli atti di indirizzo. Tra le ipotesi, sempre secondo quanto riferiscono fonti parlamentari, la possibilità di affrontare il testo sull'autonomia a dopo le europee. Altro step della lunga e impegnativa giornata del presidente il colloquio con Visco. Lo staff del governatore minimizza la portata dell'incontro, che casualmente si è svolto il giorno della riunione del Consiglio superiore che ha rinnovato le nomine di Bankitalia, sottolineando che Mattarella e Visco si vedono almeno due volte al mese. Il presidente di Bankitalia avrebbe riferito al capo dello Stato sullo status dell'economica del Paese, con un focus dettagliato sulla situazione creditizia. Inoltre, per garbo istituzionale, avrebbe anticipato a Mattarella la nomina del direttore generale, che poi, sarà approvata con decreto del presidente della Repubblica.

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