Banche, obbligazionisti: Dimissioni Vegas e di chi ha omesso controlli

Roma, 14 dic. (LaPresse) - Immediate e irrevocabili dimissioni dei responsabili della omessa vigilanza, a partire dal presidente di Consob, Giuseppe Vegas. Lo chiede il gruppo 'Vittime del Salva-Banche', che ha incontrato domenica 13 dicembre, nel contesto della Leopolda a Firenze, il ministro dell'Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan. "Laddove il presidente del Consiglio Renzi ha rifiutato di incontrare i pacifici manifestanti - spiega il gruppo -, venendo meno al loro invito e alle dichiarazione fatte ai media in merito alla sua disponibilità all'incontro, il ministro Padoan ha invece ritenuto di ricevere una nostra delegazione e ha, in quella sede, formulato una proposta di ristoro per i risparmiatori espropriati dal decreto legge 'salva-banche', che consisterebbe in un fondo costituito da 100 milioni di euro, ai quali aggiungere il maggior ricavo dalla cessione delle bad bank e contributi volontari da parte del sistema bancario italiano. Tale Fondo sarebbe destinato ai soli risparmiatori del mercato primario".

RIPARAZIONE DI UN TORTO, NON ELEMOSINA. Il gruppo 'Vittime del Salva-Banche' ribadisce di ritenere "irricevibile qualsiasi forma di elemosina". "L'unico modo - spiegano - in cui la riparazione di un torto non si configuri come una elemosina, infatti, è che tale compensazione sia slegata da ogni considerazione patrimoniale e di reddito, ovvero che sia operata in egual misura nei confronti di tutti i soggetti coinvolti. Si incoraggiano pertanto tutti gli istituti bancari italiani a contribuire all'azione di sostegno del fondo, anche al fine di risanare la fiducia persa dai piccoli risparmiatori nel sistema bancario del nostro Paese". "Riservandosi ogni azione a tutela dei legittimi interessi delle vittime di questo inaudito decreto, il gruppo 'Vittime del Salva-Banche' chiede - precisa la nota - le immediate e irrevocabili dimissioni dei responsabili della omessa vigilanza, a partire dal presidente di Consob, Vegas, che ha voluto eliminare la valutazione percentuale di rischio che avrebbe permesso alla maggioranza dei risparmiatori una migliore informazione ed una più ampia tutela".

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