Bagnasco: Infedeltà e scandali di alcuni preti ci addolorano
Aperta commissione permanente dei vescovi a Roma

"Episodi di infedeltà al ministero e di oggettivo scandalo sono motivo di dolore, ma non fanno comunque venir meno la stima e l'ammirazione per il Presbiterio nel suo complesso". Lo dice il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, aprendo i lavori della commissione permanente dei vescovi italiani riuniti a Roma da oggi al 25 gennaio.

TESTAMENTO BIOLOGICO.  In riferimento alle politiche sul fine vita "Ci preoccupano non poco le proposte legislative che rendono la vita un bene ultimamente affidato alla completa autodeterminazione dell'individuo, sbilanciando il patto di fiducia tra il paziente e il medico" ha sottolineato Bagnasco. "Sostegni vitali come idratazione e nutrizione assistite, ad esempio - aggiunge -, verrebbero equiparate a terapie, che possono essere sempre interrotte. Crediamo che la risposta alle domande di senso che avvolgono la sofferenza e la morte non possa essere trovata con soluzioni semplicistiche o procedurali; la tutela costituzionale della salute e della vita deve restare non solo quale riferimento ideale, bensì quale impegno concreto di sostegno e accompagnamento".

MIGRANTI. Il dramma di profughi e migranti che bussano alle nostre porte è una "realtà che interpella fortemente la coscienza civile del nostro Paese e le sue Istituzioni" ha detto Bagnasco. "La Chiesa - ha assicurato -, a partire dalle nostre parrocchie, dai centri della Fondazione Migrantes e dalle Caritas diocesane, è in prima linea nell'accoglienza: dove questa parola non richiama soltanto servizi offerti, ma famiglia, comunità, dialogo interculturale, iniziative di integrazione. In questa prospettiva, diventa importante sia il riconoscimento della cittadinanza ai minori che hanno conseguito il primo ciclo scolastico, sia la possibilità di affidare i minori non accompagnati a case famiglia: le centinaia di esperienze promosse nelle nostre parrocchie costituiscono una conferma circa la direzione su cui andare".

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