Assemblea nazionale Pd, ​Martina eletto segretario a maggioranza. Renzi: "M5s è la nuova destra"
L'ex premier contro tutti: "Segate ramo dove siete seduti". Primarie nel 2019, prima delle Europee

Resa dei conti rinviata al 2019. L'assemblea renzicentrica che ha incoronato Maurizio Martina segretario e dato avvio al congresso che si concluderà entro le elezioni Europee del prossimo anno ha messo a nudo un partito in bilico fra il burrone e una profonda trasformazione.

Nel frattempo però Matteo Renzi si è tolto tutti i sassolini dalle scarpe. Nel suo lungo discorso di apertura dell'assemblea nazionale a Roma, i dieci punti snocciolati dal senatore semplice come altrettante cause della sconfitta Dem fischiano come proiettili alle orecchie di molti. Da Paolo Gentiloni alle minoranze Pd fino allo stesso Maurizio Martina, nessuno viene risparmiato dall'ex segretario che vuole assumersi "tutte le responsabilità", ma non si ritiene "l'unico responsabile" del tracollo segnato dalle urne del 4 marzo. Dalle promesse mancate su Ius soli e vitalizi, all' "algida sobrietà" che non paga, il lungo elenco di Renzi si conclude con una sfida lanciata a quei pochi che l'hanno contestato a più riprese nel corso del suo intervento: "Ci rivedremo al congresso, riperderete e dal giorno dopo tornerete a criticare chi ha vinto esattamente come prima. State segando l'albero e il ramo su cui siete seduti". Segue il corollario: "Se fai le primarie, non è pensabile che 200 appartenenti a una corrente mettano in discussione quello che hanno deciso 2 milioni di persone". Se il riferimento a se stesso è troppo esplicito, Renzi mette le mani avanti e a scanso di equivoci dice: "Lo dico per il dopo, non per il passato". Per il senatore fiorentino, infatti, i guai per il suo partito - che assicura di non avere intenzione di lasciare - arriveranno dopo il congresso.

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