Aquarius, Tria annulla viaggio in Francia. Macron: "Non do ragione a chi provoca"
Ancora in bilico la visita di Conte. Intanto sono sbarcati a Catania 932 migranti

Mentre la nave Aquarius ha iniziato la lunga traversata verso il porto spagnolo di Valencia, non si spegne la tensione diplomatica tra Italia e Francia. Roma ha chiesto a Parigi delle scuse, dopo che l'Eliseo del presidente Emmanuel Macron ha bollato come "cinica" e "irresponsabile" la decisione di rifiutare l'attracco alla nave gestita da Sos Méditerranée. Commenti che sono arrivati dopo quelli, tutt'altro che morbidi, de La République En Marche di Macron, per cui "la linea del governo italiano fa vomitare".

L'Italia ha cancellato l'incontro tra il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, e l'omologo francese, Bruno Le Maire. E resta in bilico il viaggio del premier Giuseppe Conte a Parigi. Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, all'uscita dal Senato non ha usato mezze parole: "Senza scuse ufficiali, Conte fa bene a non andare". La richiesta di scuse è appoggiata anche dal Quirinale, dopo che Conte martedì aveva affermato che "l'Italia non può accettare lezioni ipocrite da Paesi che hanno preferito voltare la testa in materia d'immigrazione".

Nel frattempo il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, ha convocato l'ambasciatore francese Christian Masset e ricevuto in sua vece la numero due, Claire Anne Raulin, comunicandole il carattere "inaccettabile" dei commenti di Parigi. "Dichiarazioni del genere compromettono le relazioni tra Italia e Francia", ha affermato la Farnesina, parlando di toni "ingiustificabili". L'Eliseo ha poi diffuso una nota affermando di non aver "ricevuto alcuna informazione dalla presidenza del Consiglio su una richiesta di scuse o su un possibile annullamento della visita di Giuseppe Conte". Poi, in serata, fonti di Palazzo Chigi hanno fatto sapere che Conte non ha annullato il viaggio. Si resta in attesa di un segnale dalla Francia, insomma.

Se da Parigi le scuse non sono arrivate, sono giunti però toni distensivi: "Mai messi in discussione" gli "sforzi" dell'Italia, siamo impegnati "per dialogo e cooperazione". Poi, ancora nel tentativo di smorzare la tensione, Macron ha sottolineato che la Francia "lavora mano nella mano con l'Italia in maniera esemplare" sull'immigrazione, e ha chiesto di non agire in preda alle "emozioni". Ma lanciando una frecciata, pur senza far nomi: "Se dessi ragione a chi cerca la provocazione aiuterei i democratici? Non dimentichiamo chi ci ha interpellati, li conosciamo bene".

Lo scontro ha avuto eco a livello europeo. Una sponda all'Italia è arrivata dall'Austria, con il cancelliere Sebastian Kurz che ha lanciato un "asse di volenterosi" contro l'immigrazione irregolare, formato da Vienna, Roma e Berlino. Lo ha fatto dalla capitale tedesca, dove va intanto in scena lo scontro fra la cancelliera Angela Merkel e il ministro dell'Interno Horst Seehofer della Csu bavarese, proprio sulle politiche migratorie.

Lo stesso Kurz ha ribadito che sta lavorando con alcuni altri Paesi alla creazione di centri di accoglienza fuori dall'Ue, secondo i media austriaci forse in Albania. Merkel, sempre da Berlino, ha poi definito la questione migratoria "un test decisivo per il futuro e la coesione" europee, appellandosi a una "soluzione europea comune". Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, è intervenuto di nuovo da Strasburgo: non esistono soluzioni "a livello nazionale", ha detto, strigliando gli Stati membri perché "le polemiche tra Paesi non servono a nulla, sono solo piccole beghe che non contribuiscono a risolvere un problema storico". E ha aggiunto, a proposito della riforma del regolamento di Dublino: "Il prossimo Consiglio europeo non potrà restare senza decisioni", "qui è in ballo la sopravvivenza dell'intera Ue".

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