Appuntamento al buio per i neo eletti grillini: 'Ciao, da dove vieni?'

Roma, 3 mar. (LaPresse) - È in corso a Roma all'hotel Saint John l'incontro tra gli eletti del Movimento 5 stelle. Deputati e senatori arrivano alla spicciolata, vengono circondati da taccuini e telecamere e, imbarazzati, entrano nella sala - prenotata per loro da ieri - in cui è in corso una prima riunione.

"NON CI CREDO MA E' COSI'". "Non ci credo. Ma è così. Siamo al centro di una rivoluzione che facciamo con i cittadini per gestire la cosa pubblica. Oggi siamo qui dopo un percorso straordinario e travolgente fatto con la gente". Così uno dei neo senatori grillini si rivolge ai colleghi nella riunione a porte chiuse. Un centinaio i partecipanti. Facce serene e sorridenti. Il senatore ha esperienza nelle battaglie ambientaliste ma nessuna nelle istituzioni elettive. Qui ha pranzato in trattoria, stasera pernotto in un hotel 3 stelle centrale ma economico. Lo stile come annunciato nei giorni precedenti è sobrio. Il programma è di lasciare una bella fetta di indennità dalle loro tasche e di rinunciare al finanziamento di partito. Quindi meglio cominciare con parsimonia da cittadini e non da onorevoli.

APPUNTAMENTO AL BUIO. Il primo approccio quando si incontrano è del tipo "scusa il ritardo. Da dove vieni?". E' un po' come un appuntamento al buio quello che vede oggi gli eletti a Camera e Senato del M5S riuniti al'hotel St.John a Roma. La gran parte di loro non si conosce, non sa che faccia ha quello seduto accanto, perché l'ha mai visto. Ma non è uno speed date quello di oggi: i parlamentari del M5S devono capire che fare sul voto di fiducia al governo e sulla elezione del capo dello Stato.

AL CENTRO DELL'INCONTRO LA COMUNICAZIONE INTERNA. AL RESTO PENSANO CASALEGGIO E GRILLO. Al centro della riunione c'è il tema di come comunicare internamente. Per il resto "Casaleggio ne sa più di noi, ha fatto un impero, parliamone domani con lui. La linea comunicativa da tenere all'esterno ci verrà data domani, oggi non ne parliamo", ha detto un rappresentante eletto in Sicilia, durante l'assemblea. Sulla comunicazione esterna "deciderà domani 'lo staff'. Domani ci sarà Beppe, ma noi ci siamo con le nostre facce. Basta parlare con la stampa e fare gossip da pizzeria", ha aggiunto un altro partecipante all'incontro. All'assemblea, nonostante tutti controlli per garantire la segretezza, le agenzie di stampa sono riuscite a partecipare.

RIUNIONI COMUNI TRA GRUPPO CAMERA E SENATO. I gruppi di "Camera e Senato dovranno avere una sola linea e non due diverse, faremo riunioni insieme e non divisi", ha comunicato poi un altro. "Ci saranno - aggiunge - incontri fisici una volta a settimana tra i gruppi di Camera e Senato e sulle mail ufficiali di Camera e Senato risponderemo ai cittadini".

"I GIORNALISTI? PRENDETELI PER IL CULO". "I giornalisti? Prendeteli per il culo come ho fatto io entrando. Divertitevi, tanto dura 15 giorni la nostra notorietà. I parlamentari normali non se li fila nessuno. Non sono come i ministri, Scilipoti lo conoscevano tutti perché aveva tradito", è intervenuto un altro eletto.

STILE DA ASSEMBLEA STUDENTESCA. "Dobbiamo conoscerci - spiegano entrando - non è ancora l'incontro con Grillo".Il movimento di Grillo non ha mai fatto congressi come li conoscono i partiti della prima e seconda repubblica: finora solo interazioni telematiche, sulla rete. Invece oggi sono in un centinaio a vedersi faccia a faccia. E adottano uno stile da assemblea studentesca: sedie in cerchio, molti seduti per terra. Oggi in questo albergo romano gli eletti reduci dalla campagna elettorale in stile tsunami che ha fatto fare il botto alle urne devono confrontarsi per capire che fare da domani. E proprio domani si inizierà con il primo confronto. Il più importante, quello interno: con Beppe Grillo.

"IL PESO DELLA RESPONSABILITA'". "Sentiamo tutto il peso della responsabilità - spiega Andrea Cioffi, neosenatore eletto a Salerno - e siamo persone responsabili. Il futuro del Paese non è solo in mano nostra nelle mani di mille persone". Cosa faremo? "Lo vedrete quando saremo là, in Parlamento. Abbiate pazienza. La politica si fa in Parlamento". Passano un paio di minuti e il "cittadino" grillino non ne può più. "Rispetto il vostro lavoro - dice - ma mi fate fumare una sigaretta?". A 'salvare' Cioffi è l'arrivo di Roberto, un collega piemontese che distrae i cronisti. Si occupa di marketing e si precipita all'interno dell'hotel. Quali sono le vostre priorità? "I 20 punti per uscire dal buio - risponde - cominciando dal supporto alle piccole e medie imprese e il reddito di cittadinanza". Si può esportare il 'modello siciliano'? "È prematuro", spiega. E scappa giù per le scale.

"TUTTA L'ITALIA DA RIFARE". "Stressanti". Così Laura Bottici, "cittadina eletta al Senato in Toscana", arrivando a Roma all'hotel Saint John dove è in corso un primo incontro tra gli eletti, definisce i suoi primi giorni da rappresentante delle istituzioni. "Noi lavoriamo sul territorio - spiega - ognuno si è preso un impegno, siamo cittadini comuni che si sono messi in gioco". Inutile chiederle da dove cominciare. "Tutta l'Italia è da rifare - risponde - lasciateci lavorare". La pressione che abbiamo addosso? "È normale", spiega invece Mario Giorusso. "Su di noi pesa tanta responsabilità - ammette - ma se ci lasciate lavorare la gestiremo". Quanto alle possibili alleanze, Giorusso non ha dubbi: "Solo con i cittadini".

"LASCIATEMI LAVORARE": IL TASSISTA SCAMBIATO PER SENATORE. "Siamo cittadini comuni", continuano a ripetere deputati e senatori del Movimento 5 Stelle arrivando al Saint John. Nessuno, in effetti, conosce i loro volti e a farne le spese sono in queste ore i turisti che alloggiano nell'albergo romano a due passi da piazza San Giovanni. Chiunque provi ad entrare nella hall, infatti, viene circondato da fotografi, operatori e cronisti. Per evitare la ressa, c'è allora chi mostra le proprie valigie, chi brandisce souvenir o un gelato appena comprato. Singolare, poi, l'episodio andato in scena alcuni minuti fa. Da un taxi sono scese due persone, la stampa ne ha circondata una rivolgendole tutte le domande di rito: Senatore? Deputato? Dove sei stato eletto? Voterete la fiducia? "Lasciatemi lavorare", ha risposto lui con tipico fare grillino. Le luci sono rimaste accese su di lui per qualche minuto, fino a quando lo sfortunato finito al centro dell'attenzione non ha chiarito a tutti di essere il tassista. Un "comune cittadino", insomma.

GRILLO AVVERTE I SUOI: "CIRCONVENZIONE DI ELETTORE". Intanto Beppe Grillo è ancora nella sua villa da Marina di Bibbona, nel livornese. Da lì ha pubblicato un nuovo intervento sul proprio blog, che sembra un avviso anche ai suoi: "Se è chiaro - scrive - anche al sentire comune, cosa si intende per circonvenzione di incapace, dal vocabolario Zingarelli della lingua italiana: 'induzione di persona minore o inferma o psichicamente deficiente a compiere un atto giuridico dannoso per lei o altri al fine di trarne un profitto per sé o altri', non è ancora percepito il significato di 'circonvenzione di elettore'. Si tratta di una pratica molto comune nel Parlamento Italiano, adottata da voltagabbana, opportunisti, corruttibili, cambiacasacca".

"L'elettore, al momento del voto - aggiunge - crede in buona fede alle dichiarazioni di Tizio o Caio, di Scilipoti o De Gregorio. Lo sceglie per la linea politica espressa dal suo partito e per il programma. Gli affida un mandato di un lustro, un tempo lunghissimo, per rappresentarlo in Parlamento e per attuare i punti del programma. Gli paga lo stipendio attraverso le sue tasse perché mantenga le sue promesse. Il voto è un contratto tra elettore ed eletto ed è più importante di un contratto commerciale, riguarda infatti la gestione dello Stato. Se chi disattende un contratto commerciale può essere denunciato, chi ignora un contratto elettorale non rischia nulla, anzi di solito ci guadagna".

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