Appalti Consip, ministro Lotti dai pm respinge tutte le accuse
Per i magistrati avrebbe rivelato segreti d'ufficio

Ha negato le accuse che gli vengono mosse dai magistrati il ministro allo Sport Luca Lotti, sentito nel pomeriggio, per un'ora e mezza circa, nell'ufficio del magistrato che indaga a Roma sulla vicenda degli appalti Consip. Il procedimento che vede indagato Lotti è uno stralcio dell'inchiesta avviata a Napoli sugli appalti e inviata a Roma per competenza territoriale. Sentito a piazzale Clodio, dal pm Mario Palazzi, il ministro ha sottolineato di "non avere mai saputo nulla delle indagini" in questione, è quindi "impossibile che abbia rivelato" circostanze su questa vicenda. Per i magistrati avrebbe rivelato segreti d'ufficio. In merito al suo rapporto con l'amministratore delegato di Consip, Luigi Marroni, che sentito dalla procura di Napoli come persona informata sui fatti avrebbe fatto il suo nome, Lotti ha risposto di "non frequentarlo e di averlo visto solo due volte nell'ultimo anno". Nell'inchiesta è coivolto anche il comandante generale dell'Arma dei carabinieri, Tullio Del Sette, che nei giorni scorsi è andato in procura per essere sentito dai magistrati.

Non appena raggiunto dalla notizia, diffusa su alcuni quotidiani, dell'indagine a suo carico, il ministro Lotti aveva sottolineato in un messaggio su Facebook  che "è una cosa che non esiste e non ho voglia di lasciarla sospesa. Noi non scappiamo dalle indagini: siamo a totale disposizione di ogni chiarimento da parte dell'autorità giudiziaria. La verità, del resto, è più forte di qualsiasi polemica mediatica e non vedo l'ora di dimostrarlo".
 

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