Carla Nespolo, presidente dell'Anpi
L'Anpi: "Il decreto sicurezza stravolge la Costituzione. Siamo all'apartheid giuridica"

Appello dell'Associazione Partigiani.Carla Nespolo:  "Colpo pesante al diritto di asilo, all'accoglienza e all'integrazione. E il problema non si risolve"

Uno scontro partito dalla piazza, che poi si è trasferito sui social. Matteo Salvini festeggia con i deputati della Lega l'approvazione in via definitiva del decreto Sicurezza e immigrazione ed espone in piazza Montecitorio lo striscione con su scritto: 'La pacchia è finita'. Parole che pesano come macigni per l'associazione nazionale partigiani che risponde seccata: "Con l'approvazione del decreto sicurezza si stravolge di fatto la costituzione e l'Italia entra nell'incubo dell'apartheid giuridico".
Secondo l'Anpi, infatti, "è incredibile che sia stato sferrato un colpo così pesante al diritto di asilo, all'accoglienza, all'integrazione". La presidente Carla Nespolo non ci sta e invita le forze politiche democratiche a una "straordinaria assunzione di responsabilità", cioè a "una resistenza civile e culturale larga, diffusa, unitaria", con uno slogan: 'L'umanità al potere! Adesso'.

Il guanto di sfida alla legge Salvini provoca la reazione del vicepremier via Twitter: "I nostalgici delle bandiere rosse parlano di 'incubo' e invocano la 'resistenza civile. Che paura! L'incubo erano i governi della sinistra, cacciati dagli italiani. Ora tornano finalmente ordine e rispetto. La pacchia è stra-finita!". Non finisce qui . Alla provocazione l'Anpi non resta silente e cinguetta:  "Abbiamo nostalgia della Costituzione, non delle bandiere rosse".
Linea a cui si associa la stessa Caritas: "Il vero rischio è aumentare la propensione all'illegalità". Il mondo che attivamente vive il sociale si schiera quindi contro la legge bandiera del Carroccio. E la lista si allunga con l'associazione Terre des Hommes, che in una lettera appello si rivolge direttamente al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella chiedendo di non firmare il decreto.

"Chiediamo che si possa tornare a un confronto parlamentare che dia ancora una speranza di riscatto a migliaia di minori e giovani migranti - scrive l'associazione - assicurare la piena protezione dei minori migranti ed eviti il rischio di emarginazione e disagio psicofisico, che può sfociare in tragedie o nell'allontanamento dal sistema d'accoglienza per finire nelle mani delle reti criminali".
 

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