Anm contro Orlando: Governo non violi indipendenza toghe
E il procuratore di Milano lancia l'allarme: "Tribunali al collasso e infiltrazioni mafiose"

"Io certamente non voglio essere ricordato come presidente dell'Associazione nazionale magistrati che ha abdicato sulla difesa dell'indipendenza della magistratura. Signor ministro, spero che lei non voglia essere ricordato come quello che l'ha violata". Il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Piercamillo Davigo, nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario a Milano, attacca il ministro della Giustizia Andrea Orlando.  "Signor ministro, è per me un momento di emozione intervenire all'inaugurazione dell'anno giudiziario in una sede dove ho prestato servizio per venticinque anni. Questo palazzo è un po' la mia casa. Per l'Associazione nazionale magistrati e per me personalmente è stato un momento di grande sofferenza non partecipare all'inaugurazione dell'anno giudizio presso la corte superiore di cassazione dove sono in servizio da dodici anni. Ma quando sono in discussione i principi non è possibile mediare. Il Governo ha mandato a casa 400 magistrati con lo slogan 'largo ai giovani'. Chiunque prenda atto del fatto che tra bandire un concorso e l'ingresso in servizio del primo magistrato di quel concorso passano quattro anni. Allora avrebbe dovuto essere prevista una adeguata temporizzazione che non c'è stata. Ma qui siamo soltanto nell'ambito della politica degli slogan. Successivamente è stata introdotta una proroga per i magistrati degli uffici direttivi e per poi altri 18 magistrati. Questo non è accettabile, perché dà la possibilità al Governo di decidere chi fa il giudice: l'Associazione nazionale magistrati ha deciso all'unanimità di non poterlo accettare. E non è in discussione l'autorità dei prorogati, sono certamente i migliori. Ma se passa il principio qualche altro Governo potrebbe scegliere i peggiori". 

Intanto, sempre all'inaugurazione dell'anno giudiziario, il procuratore generale di Milano Roberto Alfonso ha lanciato l'allarme: "L'amministrazione della giustizia resta al collasso". Il pg ha denunciato le carenze di organico tra i magistrati e le pericolose infiltrazioni delle organizzazioni mafiose sul territorio lombardo.

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