Anche aragosta e spumante tra i rimborsi dei consiglieri lombardi

Milano, 31 gen. (LaPresse) - Se la capogruppo dei pensionati Elisabetta Fatuzzo ha pagato con i soldi pubblici una tagliata di aragosta e decine di pranzi a base di sushi al ristorante della Rinascente, c'è anche chi, come il capogruppo dell'Idv Stefano Zamponi tra i rimborsi ha messo anche uno scontrino da 14,60 per il libro "Se li conosci li eviti" di Marco Travaglio e Peter Gomez. Per lui anche 5 pc, 4 stampanti, 3 lettori dvd, poi cocktail, pranzi e cene, 400 euro spesi per 40 necrologi, 15 kit di penne Balenciaga, 150 confezioni di orologi con igrometro per 468 euro.

Sono solo alcuni dei rimborsi 'sospetti' chiesti da 29 consiglieri regionali dell'opposizione indagati per peculato dai pm Alfredo Robledo, Paolo Filippini e Antonio D'Alessio. Ventidue di loro dovranno presentarsi in procura a Milano a partire da lunedì prossimo. Il capogruppo del Pd Luca Gaffuri ha messo in nota spese piadine, birre e una cena per 50 persone, con un conto da 1.250 euro, all'agritrismo Le Bertoline, mentre la collega di partito Sara Valmaggi dovrà ripetere ai pm Alfredo Robledo, Paolo Filippini e Antonio D'Alessio come abbia speso i 675 euro che le sono stati contestati. La vicepresidente del consiglio regionale, candidata alle prossime elezioni, oggi ha spiegato di aver pagato 75 euro per una notte in hotel a Mantova per partecipare ad un incontro del Pd locale e 600 euro per 300 francobolli con cui ha spedito gli atti del convegno.

Ben diverso è il caso del è il capogruppo dell'Udc Gianmarco Quadrini: per lui 390 euro per una festa sulla neve a Sestola, sull'Appennino emiliano, 1.568 euro di prodotti alimentari comprati al Monastero di Vallechiara. Trai suoi scontrini, anche 780 euro per spumante Franciacorta, la spesa alla Coop per comprare acqua, patatine, tovaglioli e carta igienica, 1.772 euro di pesce, pranzi e cene in ristoranti famosi come i milanesi Da Berti e a Riccione. Ma non finisce qui. Quadrini ha messo in nota spese anche una parcella di 624 euro dal suo avvocato, i ticket di Area C, 60 euro di quota annuale per la compagnia delle Opere di Brescia. Poi week end alle Terme di Chianciano, uno a Todi e un conto da 480 euro in un Relais et Chateau. Non mancano anche i pastelli della Giotto e un tappeto da Ikea per Dionigi Giundani del Pd, che a spese dei cittadini lombardi ha anche fatto diverse capatine in libreria, acquistando l'intera serie dei libri di "Agnes Brow", "Il profumo del mostro selvatico".

Tra i rimborsi bizzarri anche 1.500 euro per 62 penne chiesti dal collega dell'Udc Valerio Bettoni, che non ha esitato a presentare anche una ricevuta del Brico da 1 euro per i feltrini da mettere sotto le sedie. La poltrona prima di tutto.

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