Amnistia, marcia dei Radicali: Facciamo nostre parole del Papa
E' partita dopo dopo le 9,30 di oggi, giorno di Pasqua, dal carcere di Regina Coeli ed è arrivata in Vaticano

E' partita dopo dopo le 9,30 di oggi, giorno di Pasqua, dal carcere di Regina Coeli ed è arrivata in Vaticano la V Marcia di Pasqua per l'Amnistia organizzata dal Radicali. "Questa nuova mobilitazione - dicono in un comunicato - mira a ribadire la necessità di un'amnistia perché le nostre istituzioni fuoriescano dalla condizione criminale in cui si trovano rispetto alla nostra Costituzione, alla giurisdizione europea, ai diritti umani universalmente riconosciuti e alla coscienza civile del Paese".E ancora una volta - continuano - sentiamo il dovere di sottolineare anche il richiamo - troppo trascurato dagli addetti, dai media e dall'opinione pubblica - all'importanza che avrebbe una riforma della giustizia al fine di garantire al Paese la ripresa in ogni settore dell'economia, affaticata e depressa a causa del malfunzionamento del sistema giudiziario nei suoi aspetti penali come in quelli civili.

"Noi ci ritroviamo nelle parole di Papa Francesco anche quando si è pronunciato contro l'ergastolo, definendolo 'una pena di morte nascosta' o quando si è espresso contro l'abuso della carcerazione preventiva o dell'isolamento praticato nelle carceri di massima sicurezza.. Oltre al Santo Padre, a favore di un provvedimento di amnistia a più riprese si sono espressi rappresentanti di primo piano della Conferenza Episcopale Italiana, di altre realtà del mondo cattolico e di associazioni laiche che da anni si battono per i diritti degli ultimi".

È urgente - ribadiscono - ora che le massime istituzioni della Repubblica facciano sentire la propria voce, che il Governo e il Parlamento si attivino per accogliere o respingere le proposte del Partito Radicale o per trovare altre soluzioni in grado di risolvere efficacemente questi problemi, non di rinviarli e aggravarli. È urgente interrompere la cortina di indifferenza e di silenzio con cui si cerca di eludere questi problemi. La disinformazione, la mancanza di conoscenza e l'assenza di confronto e dibattito paritario non violano solamente i diritti di questa o quella forza politica - e in questo caso del Partito Radicale - ma colpiscono alla radice uno dei fondamenti del corretto funzionamento di ogni democrazia. È dunque urgente che la stampa e, in particolare, il servizio pubblico radio televisivo interrompano un comportamento fortemente lesivo dei diritti dei cittadini e consentano finalmente di conoscere e giudicare questa proposta, così come il confronto sulle altre grandi questioni centrali del nostro tempo".
 

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