Alitalia, Gentiloni preoccupato ma dice no a nazionalizzazione
Dopo il via al commissariamento, il ministro dello Sviluppo Economico: Il nuovo commissario deve assicurare la continuità dell'azienda"

Dopo l'avvio dell'iter di commissariamento per Alitalia, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ritorna sul tema della nazionalizzazione escludendola in toto:  "Mon ci sono le condizioni per una nazionalizzazione" ha sottolineato parlando a Benevento. "Il governo - ha detto ancora il presidente del Consiglio - si sente impegnato a non disperdere gli asset e le risorse di lavoro della compagnia aerea, come hanno già detto i ministri competenti in queste ore. Ci lavoreremo sapendo tuttavia che il dato del referendum rende più difficile accettare una sfida che già si trascinava da circa 15 anni".

Gentiloni si è detto molto colpito: "Non posso tacere la mia preoccupazione su quello che sta succedendo in Alitalia. Bisognerebbe essere in grado di stare sul mercato e di competere. Da parte mia c'è stata delusione nel fatto che l'opportunità che era offerta dall'accordo tra azienda e sindacati non sia stata accolta".

"Il nuovo commissario deve assicurare la continuità dell'azienda e poi trovare un acquirente per Alitalia che sappia gestirla" ha precisato invece il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. Per la continuità: "l''unica cosa sarà avere un prestito ponte dallo Stato, intorno ai tre/quattro cento milioni per assicurare sei mesi di gestione" ha aggiunto a Mix24 di Giovanni Minoli su Radio 24 rispetto a cosa può fare il nuovo commissario di Alitalia.

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