Alfano: Reato immigrazione clandestina non ha funzionato
Per il capo del Viminale non è però il momento giusto per modificare il reato

Il reato di immigrazione clandestina "fu un tentativo di dissuasione, ma non funzionò", solo che  "non è questo il momento opportuno per andare a modificare quel reato. La gente non capirebbe". Queste le parole del ministro dell'nterno Angelino Alfano, intervistato dal quotidiano 'La Repubblica', che ha negato scontri sul tema con il ministro della Giustizia: "Non c'è nessuna delle cose che ha detto Orlando che non abbia il pregio della ragionevolezza. Così come, sul piano tecnico, quanto affermato dal dottor Roberti a Repubblica, è corretto".

"Nel campo della sicurezza stiamo giocando due partite intrecciate ma diverse: una sulla realtà e l'altra sulla percezione della realtà. La realtà è che calano i reati, che abbiamo raggiunto nel 2015 il numero più basso di omicidi della storia d'Italia, che i reati predatori come le rapine sono in calo, che la criminalità organizzata non è mai stata così in affanno, che abbiamo saputo gestire 10mila manifestazioni di ordine pubblico e che, soprattutto, abbiamo svolto finora un ottimo lavoro di prevenzione sul terrorismo internazionale", ha spiegato Alfano. Il ministro ha ribadito che "dobbiamo lavorare perché una percezione sbagliata non modifichi i comportamenti, perché alla fine la paura incide anche sul senso di libertà. Il mio no alla cancellazione del reato di clandestinità riguarda esattamente questo: il momento è molto particolare e non dobbiamo dare agli italiani l'idea di un allentamento della tensione sulla sicurezza proprio mentre chiediamo di accogliere i profughi".

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