Alfano: Italia sicura, ma rischio radicalizzazione nelle carceri
Il ministro dell'Interno dopo la riunione del comitato nazionale per la sicurezza: Abbiamo lavorato per diminuire il rischio

"Il nostro Paese può essere considerato un Paese sicuro". A dirlo è  il ministro dell'Interno Angelino Alfano durante l'incontro con la stampa al Viminale dopo il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza. "Dalle analisi in nostro possesso emerge che lo stato di sicurezza del nostro Paese è davvero positivo - spiega - i reati calano, il contrasto cresce, il sistema antiterrorismo fin qui ha retto. Il sistema italiano non ha niente da invidiare a nessun sistema di sicurezza al mondo", ha detto ringraziando le forze dell'ordine, "i 47mila italiani che vestono una divisa e sono in campo in questo momento per garantire la sicurezza nel nostro Paese".

Durante la riunione si è parlato anche di  "terrorismo interno e internazionale". "Nelle carceri italiane - ha avvisato Alfano - c'è il rischio di radicalizzazione: abbiamo lavorato per diminuire il rischio e con un programma di deradicalizzazione per evitare che il germe si impianti nelle carceri. Dobbiamo inoltre evitare che prendano contromisure". 

"Per quanto riguarda i treni, abbiamo potenziato nei limiti del possibile i controlli, in particolare abbiamo potenziato i controlli antiterrorismo: ci sono più persone di quelle che si vedono in divisa. Lo schema a cui qualcuno ambisce è 60 milioni di italiani per 60 milioni di poliziotti, noi ci impegniamo con uno sforzo immane. In un contesto in cui non c'è il rischio zero abbiamo incrementato i controlli di navi, passeggeri e aeroporti. Abbiamo raggiunto i 109 espulsi dopo i controlli nelle comunità islamiche, con 9 imam espulsi". Così il ministro dell'Interno Angelino Alfano durante l'incontro con la stampa al Viminale dopo il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza.
 

"Sirte non si è manifestato fin qui come luogo di partenza per chi intende arrivare sull'altra sponda del Mediterraneo. Il nostro sistema di controllo dei migranti avviene ormai con grande perizia. Non era così nel 2014. Oggi usiamo la fotosegnalazione con un livello maggiore di identificazione. Contiamo di aprire delle sedi distaccate per effettuare il rimpatrio di chi non ha titolo per restare in Italia" ha detto poi Alfano in merito al rischio di arrivo di miliziani dell'Isis sui barconi dalla Libia segnalato dal Copasir.

E promette: "Chiederò al presidente del Consiglio che il ddl sulla sicurezza nelle città sia tra i primi provvedimenti di legge da assumere al ritorno dalle ferie estive".

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