Alfano: Governi caduti per inchieste, no scontro giustizia-politica
"C'è stato un governo, il Prodi secondo, che è caduto per l'ingiusto arresto della moglie dell'allora Guardasigilli. Poi c'è stata, e ne siamo stati tutti i testimoni, l'aggressione continua a Silvio Berlusconi. Ecco, è questa la realtà con cui il Pd deve confrontarsi"

 "Nella compagine di governo c'è un partito, il Pd, che rappresenta la maggioranza e che adesso deve fare i conti con quella che è la vera realtà del Paese". Lo afferma il ministro dell'Interno Angelino Alfano in un colloquio con  il quotidiano la Stampa.  "C'è stato un governo, il Prodi secondo, che è caduto per l'ingiusto arresto della moglie dell'allora Guardasigilli. Poi c'è stata, e ne siamo stati tutti i testimoni, l'aggressione continua a Silvio Berlusconi. Ecco, è questa la realtà con cui il Pd deve confrontarsi", dice il titolare del Viminale.

"Spero- - continua il ministro Alfano - che tra i magistrati  emerga chiara la consapevolezza che avviare unilateralmente uno scontro con la politica e i politici non fa bene a nessuno, men che meno alla magistratura stessa". Per il titolare del Viminale  "in questi ultimi mesi ho visto diventare giustizialisti molti di quelli che erano garantisti e garantisti molti di quelli che erano giustizialisti. In questo quadro, la nostra posizione non cambia". "Noi siamo sempre stati garantisti. I politici devono fare i politici, i magistrati devono fare i magistrati, ognuno secondo il proprio ruolo e le proprie competenze con rispetto reciproco. Noi non diciamo di più", conclude.

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