Addio a Tina Anselmi, la prima donna ministro della Repubblica
Guidò la commissione parlamentare sulla Loggia massonica P2. Aveva 89 anni, fu partigiana e sindacalista

E' morta la scorsa notte nella sua casa di Castelfranco Veneto, dopo una lunga malattia, Tina Anselmi: fu la prima donna a ricoprire la carica di ministro all'interno della Repubblica Italiana. Fu infatti lei, nel 1976, a essere nominata titolare del Ministero del Lavoro nel governo Andreotti. Partigiana e più volte parlamentare nelle fila della Democrazia Cristiana, aveva 89 anni. Dopo essere stata ministra del Lavoro fu anche ministra della Sanità ma la sua figura è particolarmente legata alla Commissione parlamentare di inchiesta che, nel 1981, lavorò sulla loggia massonica P2.

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UNICA TRA UOMINI. L'ultimo omaggio pubblico per lei è stato un francobollo, verrà emesso il 2 giugno, in occasione della festa della Repubblica. Le foto in bianco e nero che rimandano a un passato di lotta e di governo la ritraggono, unica tra tanti uomini, sempre pacata e sorridente. Ed è così che se ne è andata, mentre continuava a vivere una vita normale, in una casa normale nel suo amato Veneto.

L'AVVERTIMENTO. In un recente documentario di Anna Vinci intitolato 'Tina Anselmi, la grazia della normalità", Anselmi dice: "Dico alle mie nipoti: attente, fate la guardia. Perché le conquiste non sono mai definitive". E ancora: "Quando le donne si sono impegnate nelle battaglie, le vittorie sono state vittorie per tutta la società. La politica che vede le donne in prima linea è politica di inclusione, di rispetto delle diversità, di pace".
 

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