Addio a Reichlin, storico dirigente del Pci: Dalla Resistenza al Pd
Nato a Barletta nel 1925, è morto ieri a Roma. Renzi: "Lascia vuoto profondo"

 È morto ieri sera a Roma Alfredo Reichlin, storico dirigente del Pci.  "Ricordo Alfredo Reichlin grande dirigente della sinistra. Una vita esemplare di impegno verso i più deboli e di responsabilità nazionale", ha scritto su Twitter il premier Paolo Gentiloni. Nato a Barletta nel 1925, a cinque anni si trasferì a Roma dove partecipò, giovanissimo, alla Resistenza con le Brigate Garibaldi. Dopo la liberazione, nel 1946 si iscrisse al Partito Comunista Italiano, di cui fu uno dei dirigenti più importanti per circa trent'anni.

Allievo di Palmiro Togliatti, fu vicesegretario della Federazione Giovanile Comunista Italiana e nel 1955 entrò ne l'Unità, di cui dopo un anno diventò vice-direttore. Promosso a direttore nel 1958, negli anni Sessanta si avvicinò alle posizioni di Pietro Ingrao, le più a sinistra nel partito. Deputato nazionale fin dal 1968, durante gli anni settanta entrò nella direzione nazionale del partito e collaborò gomito a gomito con Enrico Berlinguer. Successivamente fu favorevole alle trasformazioni del partito da PCI in Partito Democratico della Sinistra prima, da PDS in Democratici di Sinistra poi, ed infine da DS in Partito Democratico. Dal 1989 al 1992 fu 'ministro dell'Economia' del governo ombra del Partito Comunista Italiano."Alfredo Reichlin Ci ha insegnato a non stare in superficie, a scavare nelle cose, a capire ansie e  speranze del mondo. Ci mancherà", ha scritto Piero Fassino su Twitter.

RENZI: LASCIA VUOTO PROFONDO. "La scomparsa di Alfredo Reichlin lascia un vuoto profondo. Se ne va una delle personalità di maggiore spicco della sinistra italiana, un punto di riferimento per generazioni di donne e uomini impegnati nella cosa pubblica. Lo ricordiamo con affetto e riconoscenza e siamo vicini alla famiglia in quest'ora di dolore". Così Matteo Renzi ha ricordato Alfredo Reichlin.
 

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