Aborto, nuove scintille nella maggioranza. Di Maio: "Proposta della Lega indiscutibile"

Il testo sottoscritto da 50 parlamentari del Carroccio prevede l'introduzione della 'adozione del concepito' per evitare le interruzioni di gravidanza. Ma Di Maio frena: "Parlare della 194 non ha senso, pensiamo piuttosto ad aiutare le famiglie"

Anche la proposta per modificare la legge 194 divide Lega e Movimento 5 Stelle. In punta di diritto, il testo sottoscritto da 50 parlamentari del Carroccio prevede l'introduzione della 'adozione del concepito' e ha come scopo principale quello di evitare gli aborti. L'idea non piace nemmeno un po' agli alleati di governo, che intravedono il tentativo di cambiare la norma del 1978, già salvata dal voto popolare al referendum abrogativo del 1981. A tentare di rasserenare gli animi all'interno della maggioranza è Matteo Salvini, assicurando che "divorzio, aborto, parità di diritti tra donne e uomini, libertà di scelta per tutti non sono in discussione". Dunque, le polemiche sono "inesistenti", perché il suo partito "tutela le famiglie italiane" senza calpestare i diritti.

Parole che non convincono a pieno Luigi Di Maio, però. Visto che il capo politico del M5S dice che "parlare della legge 194 non ha senso, è un falso problema", perché "è evidente che parliamo di una legge indiscutibile". Il ministro del Lavoro prova a spostare i riflettori sul sostegno alle famiglie: "Piuttosto pensiamo a mettere in condizione le mamme di portare avanti una gravidanza, ad aiutare le giovani coppie con incentivi". L'idea è quella di "ispirarci al modello francese: servono rimborsi per asili nido, incentivi per l'acquisto di pannolini e per le baby sitter, l'Iva agevolata per prodotti neonatali, per l'infanzia e per la terza età". Sulla stessa lunghezza d'onda si sintonizza anche il Guardasigilli: "Non ci sono dubbi sul fatto che la 194 sia una conquista di civiltà giuridica e sociale del Paese e mi guarderei bene dall'andare a toccarla o a rivederla direttamente o indirettamente", sottolinea Alfonso Bonafede. Per il ministro della Giustizia "si può sempre discutere per migliorare le situazioni, ma a livello di principi non è in discussione". Concetto condiviso anche dalla collega di governo Barbara Lezzi: "Non c'è alcuno spazio per interventi o revisioni sull'interruzione volontaria della gravidanza", tuona il ministro per il Sud. I Cinquestelle, dunque, si compattano in difesa della norma che definiscono "un passo fondamentale per i diritti civili della donna".

Contro l'iniziativa parlamentare del Carroccio si schiera il Partito democratico. "La Lega di Salvini ha presentato una proposta di legge per rendere adottabili i feti. Un obbrobrio giuridico che ci riporta a tempi antichi, che mina la libertà delle donne, attacca la legge 194, non aiuta la maternità", sbotta il vicepresidente della Camera, Ettore Rosato. Che non vede nella proposta la possibilità di limitare le interruzioni di gravidanza, ma "la strada più semplice che anche quella più oscurantista, violenta e maschilista" invece di "investire sulla sanità, aiutare le famiglie o riformare la legge sulle adozioni". Accuse a cui nessuno del Movimento 5 Stelle ha replicato, lasciando i 'soci' di maggioranza soli a combattere la loro battaglia. Perché stavolta Di Maio e i suoi sono dalla parte opposta.
 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata