2 giugno, Napolitano: La pace è un bene ancora non definitivamente acquisito

Roma, 2 giu. (LaPresse) - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è recato stamane all'Altare della Patria per le celebrazioni del 2 giugno. Il capo dello Stato e le più alte cariche hanno assistito alla celebrazione dell'inno nazionale eseguito dal picchetto d'onore sulle scale del Vittoriano.

Napolitano ha poi deposto una corona dall'alloro all'altare della Patria e sono tornate a sorvolare il Vittoriano le frecce tricolori. Insieme al Capo dello Stato il premier Matteo Renzi, il ministro della Difesa Roberta Pinotti, i presidenti di Camera e Senato Laura Boldrini e Pietro Grasso, il sindaco di Roma Ignazio Marino e i più alti rappresentanti delle Forze armate. A seguire la sfilata per il 68esimo anniversario della nascita della Repubblica.

NAPOLITANO: PACE BENE NON DEFINITIVAMENTE ACQUISITO - "Gli stati europei, che un secolo fa si combattevano con feroce accanimento, oggi sono uniti sotto la stessa bandiera. Nel nome di comuni valori di libertà, giustizia ed eguaglianza, perseguono insieme la prosperità, lungo un irrinunciabile percorso di integrazione economica, politica e istituzionale". Con queste parole il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano si rivolge in una lettera al capo di Stato Maggiore della Difesa, l'ammiraglio Luigi Binelli Mantelli. "Ma anche per l'Europa la pace non è un bene definitivamente acquisito - ha puntualizzato il capo dello Stato - Lo dimostrano l'acuirsi di gravi focolai di tensione a ridosso dei confini dell'Unione e il necessario, costante impegno della Comunità internazionale nella gestione delle crisi e nel contrasto del terrorismo e della criminalità organizzata. Nel mondo della competizione economica e della globalizzazione, gli strumenti militari dei paesi democratici sono chiamati ad assolvere compiti vitali di dissuasione, prevenzione e protezione per la sicurezza dei cittadini e a tutela della legalità".

"Di questa complessa e delicata realtà - spiega Napolitano - sono da tempo consapevoli protagoniste le Forze armate italiane che, attraverso il processo di profonda riorganizzazione intrapreso, vogliono decisamente rafforzare le capacità umane e tecnologiche e la prontezza di impiego per assolvere con efficacia i propri compiti, ricercando nella dimensione europea la principale direttrice di integrazione e di sviluppo. Le Forze armate meritano il profondo apprezzamento del Paese per la professionalità, la dedizione al servizio e il valore dimostrati in tutti i teatri operativi, anche nelle situazioni più difficili. Nel giorno della Festa della Repubblica - conclude - giungano a tutti voi, soldati, marinai, avieri, carabinieri e finanzieri, di ogni ordine e grado, la considerazione e la gratitudine degli italiani e un fervidissimo augurio. Viva le Forze armate, viva la Repubblica, viva l'Italia!".



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