Legge elettorale, oggi il voto segreto alla Camera – La diretta

Legge elettorale, oggi il voto segreto alla Camera – La diretta
L’Aula della Camera. (Foto: LaPresse/Roberto Monaldo)

Il centrodestra serra i ranghi e si aspetta il gran pienone in aula per prevenire inciampi, come accaduto lo scorso 14 luglio

Oggi alla Camera il voto segreto sulle pregiudiziali di costituzionalità sul ddl di riforma della legge elettorale. La speranza delle forze di minoranza è provocare un altro ‘incidente’ dopo quello del luglio scorso, quando il governo e la maggioranza andarono sotto sull’introduzione delle preferenze. Per questo il centrodestra serra i ranghi e si aspetta il gran pienone in aula per prevenire inciampi. Tutti i deputati sono stati precettati, è obbligatoria la presenza anche per i membri del governo, circolano rumors su controlli interni e incrociati per ‘stanare’ defezioni e ‘franchi tiratori‘.

Votazione legge elettorale alla Camera – Le notizie in diretta
Inizio diretta: 01/10/26 12:00
Fine diretta: 01/10/26 19:00
M5S: "Maggioranza disperata tenta di imbullonarsi a poltrona"

“Governo e maggioranza consapevoli di aver fallito su economia, lavoro, scuola, sanità, Pnrr, immigrazione, giustizia e sicurezza, hanno messo il Parlamento a lavorare per i propri bisogni, mettendo da parte quelli dei cittadini. Si tratta dell’ultimo disperato tentativo di imbullonarsi alla poltrona, ma non ci riusciranno nè con questa nè con un’altra legge elettorale. Perderanno comunque le elezioni, perché i cittadini sono stanchi di farsi prendere in giro e non vedono l’ora di farlo sapere nella cabina elettorale”. Così il deputato del M5S, Enrico Cappelletti, nella discussione generale sulla legge elettorale.”La maggioranza – ha aggiunto il deputato M5S Antonio Ferrara – rivendica di aver restituito una matita agli elettori, peccato che abbia deciso che saranno i partiti a scrivere il primo nome sulla scheda, quello che sarà eletto con la corsia preferenziale. Ecco perchè le presunte preferenze di questa legge elettorale sono una truffa. Stesso discorso per le firme a sostegno delle nuove liste: dovranno raccoglierne 6000-7000 per circoscrizione. Fratelli d’Italia dovrebbe ricordare la propria storia, perché nel 2013 prese appena l’1,96%. Ha potuto partecipare, crescere e arrivare al governo perchè in Parlamento ci è entrato. Chi è entrato da una porta quando era piccolo, dovrebbe essere riconoscente prima di rendere quella porta più pesante per chi arriva dopo”.Secondo il collega pentastellato Mario Perantoni, “questa è una legge vergognosa, oltre che una presa in giro per i cittadini. È vergognosa per la finalità, per il metodo e per il merito. L’indicazione del premier sulla scheda elettorale è un attacco alle prerogative del Presidente della Repubblica, è un tentativo di aggirare la Costituzione e introdurre surrettiziamente una sorta di premierato; ci hanno raccontato del ritorno delle preferenze come una grande conquista, invece la maggioranza degli eletti sarà scelta dalle segreterie attraverso i capilista indicati dai partiti; con il premio di maggioranza abnorme che trasformerà in maggioranza una minoranza, avremo listini di candidati totalmente privi di qualsiasi investitura popolare, selezionati tra i fedelissimi dei capi partito”. 

Cuperlo (Pd): "E' scempio costituzionale"

“Voi calpestate la Costituzione e con un sotterfugio piuttosto indegno volete trasformare la Repubblica parlamentare in qualcosa che per concentrazione del potere pretende di andare oltre la stessa logica presidenziale”. È l’accusa di Gianni Cuperlo, deputato Pd, intervenuto in aula alla Camera per esporre la pregiudiziale di costituzionalità sulla riforma della legge elettorale.“Con la cancellazione della parità di genere per i capilista”, ha sottolineato Cuperlo si produrrà “una regressione della rappresentanza femminile nel futuro Parlamento”. E ha rivolto un appello alle colleghe della maggioranza: “Tutto questo lo fate con buona pace della prima Presidente del Consiglio che, tra donne da promuovere e uomini fedeli da compiacere, ha imboccato la seconda via”.Poi l’aumento delle firme per le liste non già presenti in Parlamento: “Avete aumentato di quattro volte, senza motivarne il criterio, il numero delle firme”. E sulle preferenze: “State vendendo un biglietto di prima classe sul Frecciarossa di ultima generazione, ma la realtà è che sul binario avete approntato una vecchia littorina”. La più larga maggioranza dei futuri parlamentari, ha osservato, “risulterà eletta senza alcun voto di preferenza”. Cuperlo ha contestato anche la nuova disciplina per gli italiani all’estero: “Vi siete immaginati una sola circoscrizione globale, un assurdo collegio mondo”.Poi l’attacco agli alleati di Meloni: “Quanto agli altri, lo diciamo con rispetto in quest’Aula e guardate persino con una punta di affetto, leghisti e liberali di Forza Italia, a ridosso del giorno del ringraziamento preparatevi a fare la parte dei tacchini”.Secondo il deputato dem, la riforma punta a costruire un sistema favorevole alla maggioranza. “Voi non avete voluto questo scempio costituzionale per garantire la stabilità dei governi che avverranno”, ha detto. “Avete scritto, avete corretto, avete riscritto questo testo irricevibile avendo a mente un solo obiettivo, ritagliarvi l’abito più congeniale a mantenere quel potere”.Infine l’annuncio della battaglia dopo il voto: “Se questo vostro scempio sarà approvato, e fino all’ultimo noi faremo ogni cosa in nostro potere per impedirlo, sappiate che dal giorno successivo la battaglia si trasferirà fuori da queste aule”. “Lo faremo anche con decine di ricorsi”, ha aggiunto, “nella difesa della Bibbia laica della nostra democrazia, nella difesa della Costituzione repubblicana”. 

Vinci (FdI): "Pregiudiziale opposizioni strumentale"

 “Le opposizioni trasformano ancora una volta la pregiudiziale di costituzionalità in uno strumento di attacco politico, senza entrare nel merito della riforma. L’aumento a 6mila delle firme necessarie per presentare una lista non comprime la rappresentanza, ma introduce una soglia ragionevole, in linea con quanto già avviene in altre competizioni elettorali, per consentire la partecipazione di forze che abbiano una reale capacità di rappresentare gli elettori. Anche parlare di un premio di maggioranza sproporzionato non corrisponde ai numeri: la soglia prevista è del 42% e il premio può arrivare al 55%, contro il 62% dell’attuale disciplina. Non c’è quindi alcuno stravolgimento della rappresentanza, ma l’obiettivo di garantire maggiore stabilità e un rapporto più chiaro tra consenso degli elettori e maggioranza parlamentare”. Lo ha dichiarato in Aula il deputato di Fratelli d’Italia, Gianluca Vinci. 

Sulle pregiudiziali per il centrodestra 7 voti in più rispetto ai 222 presenti

 Sono sette i voti in più che la maggioranza, secondo quanto emerge dai tabulati, ha ‘trovato’ fuori dal suo perimetro in occasione del voto segreto che nell’Aula della Camera ha portato a respingere le pregiudiziali di costituzionalità presentate dall’opposizione alla riforma della legge elettorale. I deputati di centrodestra che hanno partecipato al voto infatti sono stati alla fine 222 (116 di FdI, 49 di FI, 50 della Lega e 7 di Nm), mentre le pregiudiziali sono state respinte con 229 voti. A supporto della maggioranza, secondo quanto dichiarato in Aula dal capogruppo di FnV Edoardo Ziello, dovrebbero essere stati gli esponenti del partito di Roberto Vannacci. Il gruppo, dopo l’ingresso di Tommaso Calderone, conta però nove unità e oggi in Aula risultava assente il solo Emanuele Pozzolo, quindi il dato non coincide perfettamente. In ambienti di maggioranza poi viene fatto notare che sempre nel Misto ci sono altri esponenti che potrebbero aver votato come il centrodestra. Tra questi, in particolare, si evidenzia il nome dell’ex meloniano Manlio Messina, che ha partecipato alla votazione. Sette è anche il numero di deputati di centrodestra che non hanno invece preso parte al voto: Roberto Traversi (FdI), Antonio Angelucci, Stefano Candiani, Virginio Caparvi, Giulio Centenaro (Lega), Rita Dalla Chiesa (FI) e Franco Tirelli (Nm). Solo 5, infine, i parlamentari assenti poiché in missione: la premier Giorgia Meloni, il ministro Pichetto Fratin, il leghista Dario Giagoni, l’esponente del M5s Valentina Barzotti e quella di Azione Federica Onori. 

Tre voti fiducia martedì e mercoledì, votazione finale giovedì

La prossima settimana proseguirà l’esame della legge elettorale e verrà posta la questione di fiducia, alle 14 di lunedì, sui primi tre articoli del provvedimento che sono stati modificati dal Senato. È quanto stabilito dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio. In particolare, martedì è in programma la votazione sulla fiducia degli articoli 1 e 2, rispettivamente alle 14 e alle 17.30. Mercoledì, dalle ore 9, si terranno le dichiarazioni di voto e le votazione dell’articolo 3. Al termine, fino alle 13.30, sono in programma le votazioni dell’articolo 8 e dalle 16.15 alle 20 l’esame degli odg. Giovedì 8 sono in calendario le dichiarazioni di voto alle 10.30 e il voto finale alle 12.30, con diretta Rai. 

Magi (+Eu): "Vanno avanti come treni, non bella notizia per Paese"
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“Da questo voto” sulle pregiudiziali “non mi aspettavo sorprese, vanno avanti come treni e questa di certo non è una bella notizia per il Paese. Non a caso ho iniziato lo sciopero della fame proprio per questa legge elettorale: non si possono chiedere 450mila firma ad un partito nuovo che si vuole presentare alle elezioni, una cifra superiori ai voti di alcuni partiti che ora siedono alla Camera e al Senato”. Così a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il deputato di + Europa, Riccardo Magi. Quali sono, a suo avviso, gli aspetti più irricevibili di questa legge? Ad esempio “la firma digitale, che secondo Casellati non è sicura per questa raccolta delle firme. Peccato sia ritenuta sicura per pagare le tasse”, ha sottolineato Magi, che ieri ha annunciato l’inizio di un digiuno. Da quanto tempo non mangia? “Ieri a quest’ora ultimo pranzo, nelle ultime 24 ore una centrifuga, ieri, e oggi, a metà mattinata, un cappuccino”. Come hanno accolto i colleghi questa sua proposta? “Alcuni colleghi mi hanno guardato stupiti, altri mi hanno detto ‘ma chi te lo fa fare’”. In percentuale, che percentuale di riuscita prevede per la sua proposta? “Direi un 50%”, ha concluso Magi. 

Tajani: "Su tenuta maggioranza i numeri sono chiari"

“I numeri sono chiari”. Così il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, rispondendo a una domanda sulla tenuta della maggioranza dopo che l’Aula della Camera ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità sulla riforma della legge elettorale. “Se temo i franchi tiratori sul voto finale sul provvedimento? Ma per carità…”, ha quindi concluso il ministro degli Esteri. 

D’Alessio (Az): "Non si cambiano regole del gioco prima di elezioni"

 “Quando si scrivono le regole del gioco si dovrebbero cercare convergenze tra le forze politiche, e non è successo. Non è ammissibile cambiare le regole del gioco poco prima delle consultazioni elettorali. Se gli eventi politici dovessero portare alla fine anticipata della legislatura la nuova legge elettorale sarebbe approvata a ridosso delle elezioni. Il lasso temporale tra la approvazione della nuova legge elettorale e le elezioni è decisamente troppo ristretto”. Lo ha detto Antonio D’Alessio, deputato di Azione, nel corso della dichiarazione di voto sulle pregiudiziali di costituzionalità delle nuova legge elettorale.“Il Consiglio d’Europa – ha proseguito D’Alessio – ha sostanzialmente stigmatizzato ogni modifica a ridosso delle consultazioni affinché sia effettivamente attuata la democrazia e garantito il diritto a un voto consapevole e informato. La Corte Costituzionale deve poi avere tempo per eventuale vaglio di costituzionalità del nuovo testo. C’è il rischio che la Consulta si potrà esprimere solo dopo le elezioni, sarebbe una cosa gravissima con evidente ricaduta sulla legittimazione degli eletti. Il premio di maggioranza è troppo alto ed è un elemento che sbilancia tutto a discapito del criterio proporzionale. È stata strumentalmente invocata la necessità di avere stabilità, anche se siamo in presenza del governo più longevo della Repubblica. La indicazione del premier lede evidentemente le prerogative del capo dello Stato. Anche sulle preferenze era necessario ben altro invece dei capilista bloccati e una finta introduzione delle preferenze. Non ci sarà corrispondenza tra il voto dei cittadini e il risultato delle elezioni. Manca del tutto l’attenzione alla parità di genere. L’art. 51 della Costituzione è completamente disatteso e il combinato disposto tra la rimozione del 40 e 60 per cento di candidati uomini e donne e il mancato obbligo di capoliste donne può portare al risultato di un Parlamento composto di soli uomini o quasi. Su questo siamo certi della incostituzionalità delle nuove norme. Per questo votiamo a favore delle pregiudiziali di costituzionalità” ha concluso D’Alessio.

Lollobrigida: "Voto di oggi di buon auspicio per tutto l'anno prossimo"

“Maggioranza blindata”. Così il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, commentando nel Transatlantico di Montecitorio il voto della Camera che ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità sulla riforma della legge elettorale. “Mi interessa che ci siano i numeri per una maggiorana solida – aggiunge l’esponente di FdI -. Se è di buon auspicio per la settimana prossima? Secondo me per tutto l’anno prossimo”. 

Colucci (M5S): "Viola Costituzione e mortifica cittadini"

“Oggi la Camera è piena di deputate, deputati, ministre e ministri. Pensate che parliamo di liste d’attesa in Sanità, dell’inflazione cresciuta del 4,2% in un anno, delle scuole inagibili dove mandiamo i nostri bambini a studiare, dei lavoratori poveri o di erosione dei salari? No, parliamo di legge elettorale, la priorità del governo Meloni. Invocano la stabilità, loro che rappresentano il governo più longevo della storia. Ma quando un film è brutto, prima finisce e meglio è”. Così il deputato M5S Alfonso Colucci, capogruppo in commissione Affari Costituzionali, nell’illustrazione della pregiudiziale di costituzionalità presentata dal M5S.

“Con questa legge elettorale – ha aggiunto – un cittadino si recherà alle urne e con una crocetta darà la sua preferenza ad una candidata che magari raccoglierà 300 mila preferenze, ma che probabilmente non sarà eletta perchè verrà scavalcata dal capolista bloccato scelto dal partito e che avrà la precedenza. Non solo, con il suo voto quel cittadino concorrerà all’elezione di candidati messi nel listone del premio di maggioranza e che non conosce affatto. Ancora, imporre almeno 420 mila firme alle liste elettorali delle nuove forze politiche non rappresentate in Parlamento è uno sbarramento antidemocratico, pensate che Noi Moderati alle ultime elezioni ha raccolto complessivamente 280 mila voti e pretende che solo per poter partecipare alle elezioni servano più di 400 mila firme, una vera assurdità. Con l’indicazione del candidato premier e con il premio di maggioranza abnorme stanno creando un Parlamento che viene eletto per trascinamento al seguito dei capi di turno”.

“Questa legge elettorale è un premierato minor, introdotto dopo il clamoroso fallimento della sua versione originale. Se pensate di prendervi il Quirinale con Meloni o La Russa, noi ve lo impediremo. Infine, negando che il Parlamento possa avere una adeguata rappresentanza femminile, la prima premier donna italiana, Giorgia Meloni, offende le donne italiane. Tutti questi punti della legge elettorale violano la Costituzione e mortificano il diritto dei cittadini ad una vera partecipazione alla vita democratica. Siamo davanti ad un disperato tentativo del centrodestra di rimanere imbullonato alle poltrone. È una legge di potere, niente per i citadini italiani, tutto per loro”, ha concluso Colucci. 

Iezzi (Lega): "La sovranità appartiene al popolo e non al Nazareno"

“Ho sentito gli interventi delle opposizioni che hanno citato diversi articoli della Costituzione. Ve ne cito uno, il più importante, l’articolo 1: la sovranità appartiene al popolo. Ecco, al popolo e non al Nazareno. E con questa legge daremo la possibilità ai cittadini di decidere da chi essere governati e i parlamentari da cui vogliono essere rappresentati. Suggerisco alle opposizioni, che ci hanno paragonato a dei tacchini il giorno del cenone di Natale, di non fare gli struzzi, che nascondono la testa sotto la sabbia e guardare ai problemi che ci sono stati nel nostro Paese. Bisogna capire che spesso i cittadini si sono espressi inutilmente, perché nonostante la sconfitta del Pd alle elezioni, lo si è sempre trovati al governo di questo Paese. E allora forse, forse, bisogna cercare di porre rimedi a questo”. Così il deputato della Lega, Igor Iezzi, in Aula alla Camera, dichiarando la contrarietà del gruppo alle pregiudiziali di costituzionalità alla legge elettorale. 

Benigni (FI): "Basta giochi di palazzo, chi vince governa"

“L’obiettivo di Forza Italia e del centrodestra è approvare una legge elettorale che garantisca stabilità e rappresentanza. Basta con i giochi di palazzo, chi vince le elezioni governa”. Così Stefano Benigni, deputato e vicesegretario nazionale di Forza Italia, ai microfoni del Tg1.

Camera boccia pregiudiziali, avanti iter in aula

Con 229 voti contrari e 151 favorevoli l’aula della Camera ha respinto le cinque questioni pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni alla legge elettorale all’esame dell’assemblea di Montecitorio. Al voto segreto hanno quindi partecipato 380 deputati. L’esito dello scrutinio è stato accolto da un applauso da parte dei parlamentari della maggioranza. 

Magi (+Europa): "Con ossessione stabilità c.destra vuole governare risultato voto"
Roma, conferenza stampa dell'intergruppo parlamentare cannabis legale

 “Siamo di fronte a un atto di prepotenza del governo che, senza ragioni, sta impedendo l’apertura del gioco democratico. E mi pare che l’ossessione della governabilità porti il centrodestra a voler governare in anticipo anche il risultato finale delle elezioni”. Lo ha detto il segretario di +Europa, Riccardo Magi, intervenendo nell’aula di Montecitorio illustrando le pregiudiziali di costituzionalità alla legge elettorale. “Tra le norme più incostituzionali ed antidemocratiche di questa legge elettorale – ha sottolineato Magi – c’è quella dell’innalzamento delle sottoscrizioni necessarie per presentarsi alle elezioni: eppure ogni norma dovrebbe essere motivata da una necessità soprattutto quando va ad incidere sulla possibilità di concorrere alle cariche elettive come la Costituzione all’articolo 51 prevede, cioè in condizioni di parità e non in condizioni di discriminazione e di barriere discriminatorie. Il portavoce dei relatori ci ha detto la motivazione è evitare la proliferazione incontrollata di liste. Eppure, andando a vedere la serie storica, nelle scorse elezioni c’è stato quasi il minimo storico: nel 2022 ce ne sono state solo 23. Non c’è nessuna proliferazione incontrollata di liste. E se poi andiamo anche a vedere quante sono state le liste ammesse, scopriamo che non sono state più di 13 nelle cinque tornate elettorali precedenti. Mi rivolgo anche direttamente alla ministra Casellati che – ha spiegato Magi – in una seduta parlamentare ha ammesso una cosa estremamente grave, cioè che oggi con la firma digitale non c’è un requisito di sicurezza. Eppure la Corte Costituzionale ha detto, nella sentenza 3 del 2025, che l’esigenza di assicurare pari condizioni tra i soggetti che aspirano alla competizione elettorale e l’esigenza di evitare abusi e contraffazioni nella raccolta delle sottoscrizioni necessarie all’ammissione delle liste vengono adeguatamente tutelate anche attraverso la firma elettronica qualificata. Un altro aspetto lesivo delle norme costituzionali è quello dell’indicazione del presidente del consiglio, che porta alla decadenza delle liste che non lo dichiarano al momento della presentazione: questa è oggettivamente una lesione dei poteri e delle prerogative del capo dello Stato perché non è una indicazione facoltativa ma – ha concluso – un obbligo giuridico”. 

Orlando (Pd): "Farsela su misura colpo forte a tenuta sistema istituzionale"
Rotondi (FdI): "Oggi primo voto su legge più democristiana di sempre"

“Oggi il Parlamento voterà per la prima volta sulla nuova legge elettorale, la più democristiana di sempre: proporzionale, preferenze e quel premio di maggioranza che De Gasperi propose e non passò. Sarà un’ottima apertura per il convegno di Saint Vincent’”. Così Gianfranco Rotondi, presidente Dc e deputato di Fratelli d’Italia, commenta il voto odierno sulla legge elettorale e l’inizio dei lavori domani del convegno Dc di Saint Vincent. 

M5s: "Obbrobrio che mortifica partecipazione e accentua disuguaglianze"

“Altro che stabilità: questa legge elettorale è un artificio legislativo pensato per conservare il potere, comprimere la rappresentanza e allontanare ancora di più i cittadini dalle istituzioni. Volete un Parlamento di nominati, non di eletti, composto da persone fedeli alle segreterie anziché responsabili davanti agli italiani. Ma una legge elettorale costruita su misura non potrà nascondere i vostri fallimenti. Gli italiani hanno capito quello che avete fatto e, quando torneranno alle urne, avranno finalmente la possibilità di mandarvi a casa”. Così nella discussione generale sulla legge elettorale il deputato M5S Davide Aiello.”Ammesso che voterà la stessa percentuale di italiani del 2022 – ha osservato il deputato pentastellato Gianmauro Dell’Olio – quel 42% dei voti effettivi che farà scattare il premio di maggioranza corrisponderà a poco meno del 27% degli italiani con diritto di voto. Quindi, chi è stato votato da poco più di un quarto degli italiani riceverà oltre la metà dei seggi in Parlamento. Praticamente il doppio, una sproporzione enorme. Questa non è governabilità, è un’espropriazione del principio di rappresentanza. Anche sulle preferenze state facendo una truffa: il cittadino voterà un candidato e molto spesso non lo vedrà in Parlamento, perché l’unico eletto sicuro, scelto dal capo partito, sarà il capolista bloccato. Voi con questo obbrobrio di legge mortificate ulteriormente l’Italia e la voglia degli italiani di partecipare alla vita politica del Paese”.  “Questa legge elettorale – ha detto in aula la deputata M5S Enrica Alifano – impoverisce la democrazia fino a lasciar vedere una svolta autoritaria, e celebra le disuguaglianze. Prevede disuguaglianza tra i partiti al momento della presentazione delle liste, perchè sono previsti tre regimi per tre tipologie di partiti e in uno dei tre casi siamo di fronte, di fatto, ad una regola che sbarra le porte del Parlamento alle nuove forze politiche. Ma prevede disuguaglianza anche tra i candidati, visto che anche per loro ci sono tre regimi: nominati tra i partiti che la fanno da padroni, nominati nel listone di maggioranza e quelli che dovranno conquistarsi le preferenze con il sudore per poi probabilmente vedersi sottrarre il seggio dai nominati”. 

Fratoianni: "Incostituzionale, se cadono noi pronti al voto"
Elezioni: punto stampa di Fratoianni e Bonelli dopo l'incontro con Letta

“Quella che Meloni si appresta ad imporre al Parlamento è una legge che consideriamo incostituzionale, l’ennesima forzatura, il tentativo di introdurre surrettiziamente per via di legge ordinaria il premierato. È inaccettabile cambiare le regole a colpi di maggioranza a pochi mesi dalla elezione”. Così il leader di Avs Nicola Fratoianni, a margine di un evento presso la sala degli atti parlamentari del Senato in piazza della Minerva a Roma. “Rischio che la legge venga respinta col voto segreto? Noi siamo pronti al voto in qualsiasi momento”, risponde il segretario di Sinistra Italiana, che sottolinea come “prima lasciano Palazzo Chigi e meglio è, non per noi, ma per gli italiani che non ce la fanno più con gli stipendi fermi al palo, mentre l’inflazione anche in queste ore continua a crescere in modo vertiginoso. Occorre una svolta e occorre un’alternativa”. “Se cade la legge elettorale è una buona notizia perché si impedisce una legge elettorale incostituzionale e anche perché questo apre la strada alle elezioni”, conclude Fratoianni.

In corso le dichiarazioni di voto sulle pregiudiziali

Sono in corso nell’Aula della Camera le dichiarazioni di voto sulle pregiudiziali di costituzionalità alla legge elettorale. Il voto, previsto attorno alle 13.30, sarà unico e segreto.

Foti: "Sorprese? Premier farà riflessioni opportune"
Camera dei deputati - Question time

“Io non penso che ci siano sorprese, perché ritengo che questa sia una legge che non dovrebbe essere condivisa solo dalla maggioranza, ma anche dall’opposizione. In ogni caso, se si dovesse verificare, ovviamente il Presidente del Consiglio farà le riflessioni opportune a riguardo”. Così il ministro della Coesione, Pnrr e politiche europee, Tommaso Foti, a Coffee Break, su La7, risponde sulla legge elettorale alla prova dell’aula, nel giorno in cui c’è il primo voto a scrutinio segreto alla Camera. “La legge elettorale non è fatta per far vincere le elezioni a questo governo o per voler barare, ma per dire no ai giochi di palazzo: chi prende un voto in più dell’altra coalizione ha il diritto-dovere di governare con una maggioranza adeguata, così come indicano gli elettori”, aggiunge. 

Lupi: "Garantisce stabilità e rappresentatività"
Crisi di governo, consultazioni al Quirinale

 “Approvare questa legge elettorale significa garantire stabilità e governabilità a chiunque vincerà le prossime elezioni. È un atto di responsabilità nei confronti dei cittadini, che l’opposizione dovrebbe capire e condividere. E con la reintroduzione delle preferenze, battaglia di Noi Moderati da sempre, viene garantita anche la rappresentatività: finalmente ai cittadini verrà restituito il potere di scegliere realmente i propri parlamentari”. Così il leader di Noi moderati Maurizio Lupi. 

Ciriani: "Maggioranza dimostri che c'è e va avanti"
Camera dei deputati - Question time

“Sulla legge Elettorale “è il momento della massima responsabilità per tutta la maggioranza chiamata, dopo l’incidente di luglio sulle preferenze, a dimostrare che c’è e va avanti”. Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, in una intervista al Corriere della Sera.Farete votare con un solo dito per controllare che non spingano il tasto sbagliato? “Ma no. Invitiamo tutti ad essere presenti, poi ogni parlamentare, eletto, farà i conti con la propria coscienza”, risponde Ciriani.”Giorgia Meloni ha sempre detto di voler reintrodurre le preferenze.Una battaglia giusta condotta nonostante le perplessità di altri e che ha vinto convincendo anche gli alleati. A quel punto la sinistra che alla Camera non solo non le aveva votate ma aveva esultato, come per una vittoria dell’Italia ai mondiali, quando erano state bocciate, si è lamentata che non erano vere preferenze. Il dato di fatto è uno: noi le abbiamo introdotte, altri che avrebbero potuto farlo quando erano al governo no. E questa è un’altra promessa realizzata”, aggiunge il ministro. 

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