Una fonte del governo egiziano ha riferito alla testata Mada Masr che, prima della sentenza sull’omicidio di Giulio Regeni, si è tenuta una conversazione telefonica ad alto livello tra i vertici egiziani e quelli italiani per trovare una soluzione giuridica che tenesse conto della natura delle relazioni bilaterali tra i due Paesi. Ma fonti di palazzo Chigi smentiscono la notizia. L’ultimo contatto tra la premier Giorgia Meloni e Al-Sisi, viene specificato, risale al 23 luglio scorso, in occasione della festa nazionale egiziana. E’ quella, si rimarca, l’ultima conversazione che hanno avuto i due leader quindi è falsa notizia di un contatto prima della sentenza sul caso Regeni. Lunedì la Prima Corte d’Assise di Roma ha condannato a dieci anni di carcere tre dei quattro agenti dei servizi segreti egiziani imputati per il sequestro del ricercatore italiano, sparito il 25 gennaio 2016, e ritrovato morto il 3 febbraio al Cairo,Uhsam Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, assolvendo il generale Tariq Sabir. I giudici hanno escluso il reato di omicidio e le aggravanti contestate.
Nordio: “D’accordo con Meloni e Tajani, nulla da aggiungere”
“Ho sentito quello che ha detto il presidente del Consiglio e quello che ha detto il mio collega ministro degli Esteri e sono perfettamente d’accordo, non ho nulla da aggiungere e nulla da cambiare”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intercettato dai cronisti a margine del question time alla Camera, risponde sulle polemiche dopo la sentenza sul caso Regeni.

