Giulio Regeni, scoppia la polemica per le parole di Tajani: “Condannate tre persone, non l’Egitto”

Giulio Regeni, scoppia la polemica per le parole di Tajani: “Condannate tre persone, non l’Egitto”
Antonio Tajani, Roma, 16 settembre 2026 (foto Mauro Scrobogna/LaPresse)

Schlein: “Parole gravi”. Il vicepremier replica: “Sono stupito, ho solo fotografato la sentenza”

Scoppia la polemica politica per le parole pronunciate da Antonio Tajani dopo la sentenza sull’omicidio di Giulio Regeni. “C’è la separazione dei poteri, la sentenza è di primo grado: c’è stata una condanna, non è stato condannato l’Egitto, sono state condannate tre persone. È stato deciso che sono colpevoli, vedremo quello che succederà in secondo e in terzo grado, però c’è stato un omicidio, quindi è stata una cosa non accettabile”, ha detto il ministro degli Esteri lunedì a margine dell’evento “State of health – The Milan Dialogue”, promosso da Lilly a Milano.

“Noi abbiamo sempre chiesto collaborazione, sono stati condannati e la giustizia farà il suo corso”, ha aggiunto il vicepremier dopo che tre su quattro 007 egiziani sono stati condannati a 10 anni, dalla Prima Corte d’Assise di Roma, per l’uccisione del giovane ricercatore triestino.

Schlein: “Parole gravi, governo faccia rispettare la sentenza”

Le opposizioni hanno subito criticato le parole del leader di Forza Italia. “Tajani ha perso un’altra occasione per tacere ed evitare imbarazzo al Paese. Dimostra di non aver capito niente della sentenza di ieri, che condanna per il sequestro e la tortura di Giulio Regeni tre componenti dell’apparato di sicurezza del regime egiziano. Nessuno può più negare la responsabilità del regime di Al Sisi”, ha detto la segretaria del Partito democratico Elly Schlein.

“Le parole di Tajani sono molto gravi perché arrivano proprio quando la giustizia ha compiuto un importante passo avanti dopo dieci anni di tenace battaglia per la verità da parte della famiglia Regeni e uno sforzo encomiabile della Procura. Si risparmi i toni da assoluzione di ufficio, anche perché adesso è compito del governo far rispettare ed eseguire la sentenza emessa, con un’iniziativa politica e diplomatica forte e determinata, per pretendere dal governo egiziano di consegnare i responsabili alla giustizia e che paghi all’Italia il risarcimento che la sentenza ha stabilito”, ha aggiunto la leader dem.

Fratoianni: “Parole indecenti”

Le dichiarazioni del vicepremier sono state condannate anche da Nicola Fratoianni, leader di Alleanza Verdi e Sinistra. “Il ministro Tajani ha perso definitivamente il controllo. Non bastava il ‘rispetto del diritto internazionale ma fino ad un certo punto’, non era sufficiente ‘la lunghezza delle gonne delle donne’. Per non parlare del caso Almasri o della tragedia palestinese. Ora anche la perla sulla sentenza Regeni: ‘sono state condannate tre persone non certo l’Egitto’. Se in altri episodi e in altre gaffe eravamo ben oltre la farsa o l’avanspettacolo di infima categoria, qui siamo all’indecenza pura e semplice”, ha affermato.

“Non hanno il coraggio di guardare in faccia la verità, preferiscono fare figuracce pur di non disturbare in alcun modo il potente faraone d’Egitto e chi fa affari con lui. Se ne devono andare al più presto dal governo del Paese”. 

M5S chiede dibattito in plenaria Parlamento europeo a Strasburgo

 “Alla luce della sentenza sull’omicidio di Giulio Regeni, le relazioni Ue-Egitto non possono andare avanti come nulla fosse. I tre uomini condannati appartenevano agli apparati di sicurezza egiziani ed erano stretti collaboratori di Al-Sisi che per anni ha negato la collaborazione richiesta dai magistrati italiani. Chiederemo domani, attraverso il nostro gruppo The Left, che la Conferenza dei presidenti approvi un dibattito straordinario sul caso Regeni da tenersi nella prossima plenaria di Strasburgo. Giustizia e verità non possono piegarsi alla ragion di stato, come invece sembra far credere il ministro degli Esteri Antonio Tajani con dichiarazioni incredibili e offensive. La Commissione europea dica in aula come intenda reagire dal punto di vista diplomatico a questa verità giudiziaria. Noi non saremo mai complici di torture e persecuzioni”. Lo scrive in una nota la delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo.

Tajani: “Stupito dalle polemiche, ho solo fotografato la sentenza”

Il segretario di Forza Italia si è detto stupito dalle polemiche. “Mi sono limitato a fotografare la sentenza di ieri”, ha dichiarato in un punto stampa a margine del Forum Euromediterraneo dell’Acqua, alla Nuvola, a Roma. “Ho detto che tre persone sono state condannate perché questo è il perimetro della sentenza, non ho fatto altro che fotografare la sentenza, ho detto che non è sufficiente per scoprire la verità quello che ha accertato la Corte a Roma, bisogna andare avanti, io non ho mai ceduto su questo, ma agire con discrezione non significa non agire”, ha sostenuto Tajani. 

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