Emma Bonino, la camera ardente in Campidoglio: centinaia in coda

Emma Bonino, la camera ardente in Campidoglio: centinaia in coda
Gianfranco Fini saluta il feretro di Emma Bonino, mentre la sorella della leader radicale, Domenica, accarezza la bara. (Foto: Cecilia Fabiano/LaPresse)

Sul feretro la bandiera dell’Europa

È stata aperta in Campidoglio, a Roma, la camera ardente di Emma Bonino, morta a 78 anni nei giorni scorsi. Il feretro è arrivato in Campidoglio dove, nella Sala delle Protomoteca, è stata allestita la camera ardente della storica leader radicale per le giornate di oggi e domani (qui le foto della giornata). Ad accogliere il feretro il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il fratello di Bonino Giovanni e la sorella Domenica, oltre ai leader di +Europa Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova.

Tantissime le persone in coda, in piazza del Campidoglio. Già diverse centinaia i cittadini che, nonostante il sole, si sono messi in fila all’apertura per poter rendere l’ultimo omaggio alla storica leader radicale. In molti hanno portato rose e fiori di ogni tipo, appoggiate vicino al feretro, mentre altri hanno voluto lasciare una dedica sul libro delle visite all’ingresso. Molti i ‘grazie’ sussurrati davanti al feretro, in segno di gratitudine verso l’azione politica, umana e civile di Bonino.

Emma Bonino, la camera ardente in Campidoglio: centinaia in coda
Le persone in coda (Foto AP/Andrew Medichini)

Sul feretro la bandiera dell’Europa

All’apertura della camera ardente di Emma Bonino, il segretario di +Europa Riccardo Magi ha posizionato una bandiera dell’Ue sul feretro. Accanto, una foto scelta dalla famiglia e scattata da Ilaria Magliocchetti Lombi, una delle poche fotografe da cui Bonino si faceva riprendere.

Magi: “Amava istituzioni e democrazia, ha dedicato la vita a migliorarle”

“Emma amava le istituzioni, amava la democrazia, ha dedicato una vita a migliorarle”. Così il segretario di +Europa, Riccardo Magi, parlando a margine della camera ardente.
“Funerali di Stato? La mattina di venerdì mi sono permesso di suggerire questa cosa alla presidente Meloni che ha immediatamente corrisposto. La ringraziamo per questa sensibilità politica e istituzionale, pur avendo su tantissime questioni, ovviamente, opinioni politiche diverse”, racconta il leader di +Europa, che sottolinea la scelta di mettere una bandiera dell’Europa sul feretro di Bonino: è “una cosa che stamattina ci è venuta dal cuore e abbiamo fatto senza che fosse deciso”. “L’Europa per Emma era la necessità più urgente di tutti, era forse l’obiettivo politico più importante in questo momento”.

Cosa direbbe alle persone in fila per renderle omaggio? “Emma Bonino diceva sempre: ‘amatemi di meno, votatemi di più’. Lei stessa ha fatto delle lotte che inizialmente hanno portato a molte sconfitte”. “Questo è un altro insegnamento che da Emma e da Marco Pannella abbiamo avuto. Bisogna sapere accettare tante sconfitte, soprattutto quando si vuole costruire il futuro. Quando poi si vince su quei temi vengono dati quasi per scontati, perché vuol dire che ormai la strada si è aperta e tutti hanno in qualche modo capito che quelle cose andavano realizzate”. Inoltre, sottolinea Magi, Bonino ripeteva spesso anche le parole di Marco Pannella: “‘in politica bisogna saper essere impopolari per non essere antipopolari’. Oggi nessuno vuole più essere impopolare, ma sono molte volte antipopolari. A queste persone, quindi, chiederebbe di non farsi prendere in giro, chiederebbe di fare politica, di attivarsi, soprattutto ai più giovani, di non delegare, di non lasciare decidere agli altri, perché significa poi non potersi neanche lamentare se le cose non vanno come si crede”. “E poi chiederebbe, innanzitutto, una legge sul fine vita e di riformare l’Europa profondamente per renderla federale, gli Stati Uniti d’Europa”, conclude Magi.

Emma Bonino, la camera ardente in Campidoglio: centinaia in coda
Camera ardente di Emma Bonino in Campidoglio, Attesa del feretro, la sorella Domenica con Riccardo Magi e il sindaco Roberto Gualtieri (Foto Cecilia Fabiano/LaPresse)

Casini: “Europeista e cultrice del multilateralismo mentre Trump ne dichiara fallimento”

“Quale lezione ci lascia? Una grande lezione, non solo sui diritti civili, ma io voglio pensare soprattutto alla bandiera che accompagna Emma Bonino, che è quella dell’Europa. È stato un europeista come dovremmo essere tutti, se pensiamo che il nostro futuro sia, come inevitabilmente è, europeo. E poi una cultrice del multilateralismo, in un momento in cui Trump ne dichiara il fallimento. Pensiamo al Tribunale Penale Internazionale, alle difficoltà in cui oggi è e all’azione che i Radicali e Bonino, in prima persona, hanno fatto. Una grande lezione di civiltà, di politica, di europeismo, di amore anche per l’Italia”. Così l’ex presidente della Camera dei Deputati Pierferdinando Casini, uscendo dalla camera ardente di Emma Bonino.

“Il rapporto tra radicali e democristiani? Tanti scontri, ma con Pannella ci si poteva solo scontrare, con Bonino meno, ma anche con lei, perché come carattere non erano facilissimi”, dice ancora l’ex leader dell’Udc ai giornalisti che gli chiedevano qualche siparietto politico del passato.

Gualtieri: “Forte sentimento di gratitudine. Il nostro Paese è migliore grazie a lei”

“Tantissimi cittadini in fila qui per rendere omaggio a una donna straordinaria, una protagonista della nostra Repubblica, della nostra democrazia. Mi hanno colpito tante persone davanti al feretro dirle una parola: grazie. Ed è quello che tutti noi dobbiamo dire. Un forte sentimento di gratitudine perché Emma Bonino, con le sue battaglie. ha svolto un ruolo molto importante, in tanti casi decisivo, per rendere il nostro Paese più libero e quindi più giusto. È stata una combattente dolce e tenace del lo Stato di diritto, delle libertà civili, politiche. Una europeista fortissima che si è battuta per un’Europa democratica”. Così il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, uscendo dalla camera ardente.

Per il primo cittadino della capitale la leader storica dei radicali è “stata in prima linea su battaglie che hanno segnato la storia del nostro Paese, conquiste fondamentali di diritti civili”, ma non solo, “si è occupata, sempre in prima linea, dei tanti conflitti nel mondo spesso dimenticati, il tema della fame”. “Insomma, per lei i diritti dell’uomo erano gli stessi in tutto il mondo e il nostro Paese, anche grazie a lei, è un Paese migliore”.

“Quindi è bello, significativo che ci sia questo omaggio, è stata molto giusta la scelta di funerali di Stato. Un omaggio corale che tutte le forze politiche, tutte le istituzioni danno, ma anche e soprattutto tantissimi cittadini che sono qui e continueranno”, aggiunge ancora Gualtieri, che sottolinea come “siamo onorati, naturalmente, di poterla salutare qui in Campidoglio. Lei aveva un grande amore per Roma”. “Una persona dolce e contemporaneamente tenace. Io naturalmente ci conoscevamo. Abbiamo sempre avuto un bellissimo rapporto soprattutto sull’Europa, abbiamo sempre ci siamo sempre confrontati”.

Fini: “Oggi politica italiana ed europea sono un po’ più povere”

Emma Bonino, la camera ardente in Campidoglio: centinaia in coda
Camera ardente di Emma Bonino in Campidoglio, Gianfranco Fini con Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova (Foto LaPresse/Cecilia Fabiano)

“Emma Bonino rappresenta una pagina importante della storia repubblicana per tante questioni che ha affrontato con lo stile e con il carattere di una donna da distinguere. Su alcune questioni la pensavo in modo molto diverso, ma sia quando è stata commissario europeo, sia da ministro degli Esteri, ci siamo affrontati su vicende su aspetti della politica internazionale trovando anche molti punti di convergenza. Sono sempre parole che possono apparire retoriche, ma la politica italiana ed europea da qualche giorno è più povera”. Così il già presidente del Senato Gianfranco Fini, arrivando alla camera ardente di Emma Bonino.

“Molti l’avrebbero voluta presidente della Repubblica? È il parlamento che decide chi è il Presidente della Repubblica”, replica ai giornalisti l’ex leader di An, che poi chiarisce la sua opinione in merito: “personalmente massima stima e considerazione”, ribadisce, “poi è chiaro che alcuni valori in cui Emma Bonino credeva fermamente, pagandone anche il costo in termini di sacrifici, non corrispondevano ai miei valori”. Questo “non significa appoggiare a priori o contestare a priori”, ma “significa fare una valutazione di insieme, in un momento in cui è doveroso guardare, all’epoca, anche ad altre ipotesi”. “Quale lezione lascia? Quella di una politica intesa come passione civile, che può sembrare una frase fatta, invece è importante ed è raro che accada, convintamente ferma a difendere quei principi, quei valori in cui si riconosceva, anticonformista, certamente, e capace cioè di convincere attraverso il suo esempio”, conclude Fini.

Della Vedova: “Ci lascia il suo metodo di fare politica”

“Quello che credo lei lasci è una eredità, che nessuno può pretendere di raccogliere in quanto tale. Lascia il suo metodo di fare politica. La prima cosa che a me viene in mente su questo è che, a partire da degli ideali e dei valori, insieme a Marco Pannella e poi anche lei da sola, si individuavano gli obiettivi e si costruiva l’iniziativa politica per raggiungere quegli obiettivi”. Così il leader di +Europa Benedetto Della Vedova, parlando a margine della camera ardente.

“Emma è sempre stata una donna di parte, di partito”, continua ancora Della Vedova, tanto che “nessuno aveva dubbi sul fatto che Emma fosse una radicale o che fosse di Più Europa”. A partire da questo, però, “sugli obiettivi, sulle iniziative politiche aveva una straordinaria capacità di dialogo con tutti, destra e sinistra, sia sul piano nazionale che sul piano internazionale”, specifica ancora il deputato, che dal ’94 lavorava a stretto contatto con la storica leader radicale. “Questo, per esempio, è il metodo Emma Bonino ha usato nelle campagne italiane sull’aborto, sul divorzio, contro la pena di morte, per il tribunale internazionale, contro le mutilazioni genitali femminili, contro i matrimoni precoci e forzati, contro le mine anti-persone”. “Ecco, lei sapeva a partire da un’idea a costruire un’alleanza politica per raggiungere un obiettivo”. “Una parola per descriverla? La tigna politica”, risponde Della Vedova, che ricorda come Bonino usasse sempre questa espressione, a indicare “la caparbietà e il non mollare”.

Gentiloni: “Esempio di coraggio, sue posizioni oggi riconosciute da tutti”

“Emma è stata sempre un esempio di coraggio, dava l’esempio, sui diritti, sui diritti delle donne, sulle libertà in giro per il mondo e, negli ultimi 10-15 anni, moltissimo sull’Europa. Era una voce credo unica ed è bello questo omaggio corale che c’è della città e delle istituzioni a una donna come Emma Bonino. 50 anni fa nessuno avrebbe immaginato che posizioni così radicali, di minoranza, sarebbero state riconosciute da tutti. Ed è merito anche suo se questo è successo. Quindi dobbiamo solo ringraziare. Grazie Emma”. Così l‘ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, uscendo dalla camera ardente di Emma Bonino.

“Un ricordo personale? Beh, abbiamo tanti ricordi. Emma era sempre molto brusca e diretta e voleva che l’Europa facesse di più quando io facevo il commissario europeo. E e io gli dicevo ‘anche tu hai fatto il commissario, però non è facile’. Però è sempre stato un rapporto molto ricco”, ha concluso l’ex premier.

Fratoianni: “Lezione è che le conquiste non sono acquisite per sempre, vanno presidiate”

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“Eredità Bonino? Sarà difficile, come lo è portare avanti ogni eredità che non è immediatamente del proprio percorso. Certamente occorre oggi, con grande determinazione, presidiare i diritti fondamentali su cui la storia, la passione di Emma Bonino ha lasciato il segno, perché sono di nuovo in discussione. Penso alle sue battaglie sui diritti civili, ma penso anche all’impegno per l’istituzione della Corte Penale Internazionale, per la difesa e il rafforzamento del diritto internazionale contro la legge della violenza, del sopruso, del più forte che invece oggi torna drammaticamente a farsi strumento ordinatore del mondo terribile che abbiamo davanti. Per questo mi sento di poter dire che la lezione più importante è quella di sapere che certe conquiste non sono mai acquisite per sempre, debbono essere presidiate, riconquistate e rivitalizzate ogni giorno”. Così il leader di AVS, Nicola Fratoianni, uscendo dalla camera ardente di Emma Bonino.

Craxi: “Aveva coraggio sue idee, con lei tante battaglie di civiltà”

“L’eredità che lascia? Quella di una donna col coraggio delle sue idee, capace di perseguire fino in fondo le sue battaglie e quindi un esempio di coraggio, di coerenza. Il ricordo personale risale ai tempi in cui lei era una giovane adepta di Marco Pannella e socialisti e radicali avevano la doppia tessera. Abbiamo combattuto insieme tante battaglie di civiltà. Con Emma mi sono incontrata e scontrata. Mi divideva da lei la considerazione che forse l’approccio europeista che lei aveva era un po’ ideologico e però, insomma, un gran ricordo e tante battaglie comuni”. Così la capogruppo in Senato di Forza Italia, Stefania Craxi, all’uscita dalla camera ardente di Emma Bonino.

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