Arrivano le prime reazioni politiche alla decisione della Rai di togliere a Sigfrido Ranucci la conduzione di “Report”. Se il vicepremier e leader leghista, Matteo Salvini, sui social scrive “Giusto così. Ora si faccia chiarezza”, non la pensa allo stesso modo la presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia.
Giusto così. Ora si faccia chiarezza. pic.twitter.com/LOP5unT4Ku
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) August 28, 2026
“Aver fatto fuori Sigfrido Ranucci dalla conduzione di ‘Report’ era un obiettivo di questo governo e oggi lo hanno portato a termine“, ha affermato la senatrice del Movimento 5 Stelle. “Non abbiamo nulla contro i giornalisti indicati per la conduzione, ma queste modalità rappresentano un vero e proprio golpe. Non solo si fa fuori quello che fino a prova contraria resta una vittima, ma non c’è stato alcun reale coinvolgimento della redazione. L’Italia ripiomba nei tempi bui dell’editto bulgaro di Berlusconi con quello che possiamo definire ‘Editto Meloni’. Ogni azione ha risposto a una strategia precisa: silenziare la Commissione di Vigilanza per due anni, occupare il servizio pubblico in tutti i modi, marginalizzare le poche voci scomode rimaste e accompagnarle alla porta o farle fuori attraverso un’operazione di killeraggio mediatico che non ha precedenti. Ripeto: nessun pregiudizio verso chi andrà a condurre, ma quello che è accaduto in queste settimane resterà per sempre una macchia nella storia della Rai. Massima solidarietà alla redazione di ‘Report’ e vicinanza nei confronti di Sigfrido Ranucci. TeleMeloni ha toccato il fondo più basso del suo servilismo. Da oggi, quando la maggioranza verrà a parlarci di ricostituire la Commissione di Vigilanza, le nostre barricate saranno ancora più alte. Nessun dialogo con chi ha messo in piedi e portato a termine questa operazione brutale, autoritaria e fascista. A chi dentro la Rai guarda con sgomento quello che sta accadendo diciamo di tenere duro: manca poco e i responsabili di questo sfacelo dovranno fare le valigie”.
FdI: “Ora ‘Report’ torni al giornalismo d’inchiesta e no a propaganda faziosa”
Anche i componenti di Fratelli d’Italia nella Commissione Vigilanza Rai hanno commentato la decisione presa dall’azienda nei confronti di Ranucci. “Fratelli d’Italia con la scelta di affidare la conduzione di ‘Report’ a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi auspica che la trasmissione ‘Report’ torni finalmente a fare il suo vero mestiere, quello per cui tutti i cittadini pagano il canone, ovvero il giornalismo d’inchiesta. L’auspicio è che torni a essere una trasmissione d’inchiesta credibile, dopo anni in cui la sua funzione originaria è stata distorta a vero e proprio organo di faziosa propaganda politica e ideologica. Un definitivo cambio di rotta nel rispetto del pluralismo, della storia della Rai e dello stesso giornalismo d’inchiesta”.
M5S: “‘Report’ distrutta a un anno dalle elezioni, per Meloni obiettivo raggiunto”
“La decisione della Rai di togliere Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report è surreale oltre che molto grave. È chiaro che si è toccato il fondo, invece di difendere un giornalista che ha subìto un attentato, viene censurato con l’unico obiettivo di mettere ai margini una voce scomoda. L’obiettivo di Giorgia Meloni era quello di distruggere ‘Report’ nell’anno elettorale e lo ha fatto. Più si avvicinavano le elezioni, più il progetto si faceva chiaro: annichilire il giornalismo d’inchiesta, quello vero, che indaga chi è al potere. Probabilmente si vergognano loro stessi di quello che hanno fatto, visto che hanno impedito agli utenti di commentare la notizia sui social ufficiali della Rai. Noi continueremo a essere dalla parte di chi è scomodo, di chi non ha paura e di chi crede ancora in un servizio pubblico per i cittadini e non per chi è al governo. La nostra solidarietà a Ranucci e alla redazione di ‘Report’. Per la Rai quella odierna è una pagina vergognosa, questa dirigenza non esprime più il servizio pubblico: è al servizio del governo”. hanno dichiarato con una nota i parlamentari M5S in commissione di Vigilanza Rai.
Avs: “Su Ranucci vendetta della destra, la Rai punisce la vittima di un attentato”
Da Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni hanno fatto sentire la loro voce sul passo indietro imposto al conduttore Rai. “La decisione di estromettere Sigfrido Ranucci dalla conduzione di ‘Report’ è gravissima: la Rai punisce quella che, fino a prova contraria, resta la vittima di un attentato e colpisce uno dei pochi spazi del servizio pubblico che ancora svolgono un giornalismo d’inchiesta libero e indipendente. Non c’è stato, inoltre, alcun reale coinvolgimento della redazione, costretta ad apprendere la decisione dalle agenzie e ora pronta ad abbandonare in blocco il programma”, hanno affermato, precisando poi che “Presutti e Piervincenzi sono due ottimi professionisti e nei loro confronti non c’è alcun pregiudizio. È evidente che la destra ha usato la vicenda dell’attentato per far demolire ‘Report’”.
Schlein: “Ranucci? Era già scritto, far saltare ‘Report’ era l’obiettivo della destra”
La rimozione di Sigfrido Ranucci da ‘Report’? “Purtroppo era già scritto, perché la destra ha ottenuto esattamente quello che era il suo obiettivo. Dopo anni di attacchi e di querele a Ranucci e a una trasmissione ritenuta scomoda come ‘Report’, arrivano oggi all’obiettivo di farla saltare. TeleMeloni non ha nemmeno aspettato che i magistrati facessero chiarezza e luce su quanto accaduto, e questa credo che sia la migliore dimostrazione che l’obiettivo era uno solo ed era ben prima di questa vicenda giudiziaria, cioè far saltare Report. Questo evidentemente era l’obiettivo”, ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein a margine della festa dell’Unità di Rivalta sul Mincio (MN). “Mi viene da dire che questo è l’ultimo governo che mette becco sulla Rai, perché noi abbiamo già una proposta insieme alle altre opposizioni, unitaria anche questa, per fare finalmente la riforma che è dovuta, perché una norma europea dice che la Rai deve essere libera e indipendente, e con la nostra proposta già condivisa con le altre opposizioni finalmente la liberiamo anche dalle interferenze politiche e dei partiti”, ha aggiunto.
Pd: “Ranucci era bersaglio, destra aspettava occasione giusta”
Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria nazionale Pd ed europarlamentare, ha usato parole nette per commentare la decisione della Rai. “Era già tutto scritto. Aspettavano soltanto l’occasione giusta per chiudere l’esperienza di ‘Report’ con Sigfrido Ranucci alla conduzione. Non è una decisione che arriva dal nulla. Da mesi esponenti della maggioranza attaccavano Ranucci e ‘Report’. In questi giorni si sono espressi anche il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, il presidente del Senato Ignazio La Russa e, ripetutamente, esponenti di Fratelli d’Italia. Il bersaglio era evidente. Oggi arriviamo al risultato”.
“Questa destra è insofferente al controllo del giornalismo“, ha aggiunto Ruotolo. “Non ama il giornalismo d’inchiesta perché il giornalismo d’inchiesta controlla il potere: fa domande, scava, verifica e porta alla luce quello che il potere preferirebbe non vedere raccontato. E c’è un elemento che rende tutto ancora più grave: siamo alla vigilia della campagna elettorale per le politiche del 2027. Togliere di mezzo il ‘Report’ di Ranucci significa liberarsi di una voce scomoda proprio mentre comincia la corsa verso le elezioni. Non basta l’escamotage di affidare la conduzione a due giornalisti vincitori di concorso per cancellare la questione fondamentale: quale ‘Report’ vedremo adesso? È questa la prova del nove. Vedremo se continuerà a fare le pulci al potere con la stessa libertà, autonomia e capacità investigativa. Vedremo quali inchieste saranno mandate in onda, quali temi saranno affrontati e, soprattutto, quali poteri saranno indagati. Abbiamo già portato la questione in Europa perché l’European Media Freedom Act stabilisce un principio fondamentale: il servizio pubblico deve essere indipendente dalle interferenze politiche. Quando esponenti delle più alte istituzioni e della maggioranza chiedono ripetutamente la testa di un giornalista del servizio pubblico, esiste un problema democratico. Sigfrido Ranucci deciderà liberamente cosa fare sul piano legale e professionale e la politica deve rispettarne l’autonomia. Ma c’è un fatto che non può essere ignorato: la redazione di ‘Report’ ha giudicato irricevibile la proposta dei due nuovi conduttori ed è pronta alle dimissioni in blocco se l’azienda non cambierà decisione. Questo dice molto: qui non è in discussione soltanto il destino professionale di un conduttore, ma l’identità stessa di ‘Report’ e il suo modello di giornalismo. Sul piano politico noi non faremo nessun passo indietro. Difenderemo l’autonomia del servizio pubblico e vigileremo su ciò che Report diventerà”, ha concluso.
Natale-Di Majo-Di Pietro (Cda): “Su ‘Report’ scelta grave e dissennata”
“L’Ad che ha rivendicato come un successo la perdita di pubblico di Rai3 infligge oggi un colpo durissimo a una delle trasmissioni d’inchiesta più importanti e seguite del servizio pubblico. Una decisione che colpisce uno dei programmi di approfondimento che, negli anni, ha garantito alla Rai risultati rilevanti sia in termini di ascolti sia di raccolta pubblicitaria. Non intendiamo entrare nel merito dei nomi scelti per la nuova conduzione, né trasformare questa vicenda in un giudizio sulle persone”, hanno scritto in una nota i consiglieri di amministrazione della Rai Roberto Natale, Alessandro Di Majo e Davide Di Pietro. “Il punto, per noi, rimane quello che abbiamo posto nelle scorse settimane: quali siano le ragioni concrete e adeguatamente motivate che hanno portato alla rimozione di Sigfrido Ranucci. Se l’azienda non è stata in grado di dimostrare un’influenza di Valter Lavitola sui temi e sui contenuti di ‘Report’, non si comprende su quali elementi sostanziali e verificabili si fondi la decisione assunta. E se tali elementi non esistono, diventa inevitabile registrare l’aderenza aziendale alle richieste di una parte politica. L’Ad si è assunto una responsabilità molto grave: quella di interrompere, senza ragioni che ad oggi ci risultino adeguatamente dimostrate, una storia aziendale e professionale di grande successo, mettendo in discussione un gruppo di lavoro che ha contribuito per anni alla credibilità e alla riconoscibilità del servizio pubblico. Una decisione che, oltre a provocare evidenti tensioni all’interno di ‘Report’, rischia di esporre la Rai anche a possibili contenziosi e responsabilità in sede giudiziaria. Per questo riteniamo che quanto sta accadendo rappresenti un grave errore strategico ed editoriale, oltre che un atto di profondo autolesionismo per il servizio pubblico. Si indebolisce una delle realtà giornalistiche più riconoscibili della Rai e, con essa, la capacità dell’azienda di parlare ad un pubblico ampio e trasversale in tutto il Paese. Resta inteso che ci dissociamo da ogni conseguenza, legale ed economica, che potrà provocare questa scelta dissennata, adottata senza il minimo coinvolgimento del CdA”.
Gasparri: “Ranucci scaricato anche dai suoi redattori”
“Oggi sarebbe troppo facile infierire su Ranucci. Abbandonato anche dai suoi redattori che tra la fedeltà al capo e i compensi (certo comprese spese di produzione, come previseno) hanno optato per i secondi. Il problema non è l’avvicendamento, ma la quantità di fanfaluche mandate in onda da Ranucci e da Report. Tutti abbiamo solidarizzato dopo l’attentato, facendo la cosa giusta e doverosa. Poi oggi leggiamo che un amico di Ranucci aveva incaricato alcuni presunti camorristi di fare ‘nu cinema’, pure a basso prezzo, abbiamo letto di tremila euro per tutta la ‘banda’. Aspettiamo le inchieste sullo scandalo Lavitola-Ranucci da parte di Report. I soldi non mancano a quanto abbiamo letto”. Lo dichiara il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, membro della Commissione Vigilanza Rai.

