Meloni attacca Vannacci: “Voi la vera destra? Avete votato sei volte con la sinistra” – La diretta

Meloni attacca Vannacci: “Voi la vera destra? Avete votato sei volte con la sinistra” – La diretta
La presidente del consiglio Giorgia Meloni tra i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini. (Foto: Mauro Scrobogna/LaPresse)

L’intervento e le repliche della premier alla Camera prima del prossimo Consiglio europeo

Giorgia Meloni è alla Camera per le comunicazioni che precedono la prossima riunione del Consiglio europeo, che si terrà il 18 e 19 giugno a Bruxelles. La presidente del Consiglio riferirà innanzitutto sulle questioni di politica estera, a partire dall’Ucraina e dalla situazione in Iran alla luce dei nuovi raid americani. Dopo il suo intervento, si aprirà la discussione generale.

Per le opposizione, si attende la presa di parola della segretaria del Pd Elly Schlein, del presidente del M5s Giuseppe Conte e del deputato di Avs Angelo Bonelli.

Comunicazioni di Meloni alla Camera, tutti gli aggiornamenti in diretta
Inizio diretta: 11/06/26 09:30
Fine diretta: 11/06/26 16:00
Schlein a Meloni: "Siete voi i burocrati europei, bloccate superamento veti"

“Venite a dirci che è colpa dell’Europa, dei governi precedenti, che è sempre colpa di qualcun altro. Non ho mai sentito prendervi mezza responsabilità su qualcosa che non funziona, è come se governaste un altro Paese e poi chiede all’Europa ciò che non ha il coraggio di fare. È tutta colpa dei burocrati europei? È lei che sta da quattro anni al Consiglio europeo. Siete voi che state lì. Evidentemente, i burocrati europei alla fine siete voi, è lei, presidente Meloni. Chi è che blocca il superamento dei veti e dell’unanimità, gli investimenti comuni che sono necessari e la difesa comune? Sempre lei”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, nell’Aula della Camera, dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista della riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno 2026.

Conte: "Inchiesta corruzione su Ponte sullo Stretto è pietra tombale"

Il Ponte sullo Stretto e “il giochino del plastico” “vi è fallito miseramente tra le mani. Avete annunciato che avreste messo la prima pietra nel giro di qualche mese su questo progetto. È arrivata, ma purtroppo è una pietra tombale, è arrivata l’inchiesta sulla corruzione. Se mi posso permettere, presidente Meloni, la smetta con i ponti che portano solo male, e portano male all’Italia”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte parlando in Aula dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo.

Meloni: "Governo non accetta di essere Paese di serie B in Ue"

“Non sono io a sostenere che il Governo Renzi abbia barattato la flessibilità con una maggiore accoglienza degli immigrati, lo ha sostenuto una persona molto più autorevole di me che si chiama Emma Bonino. Dice Emma Bonino ‘lo abbiamo fatto noi, in cambio di flessibilità’. I risultati li abbiamo visti: tutti i record di sbarchi e c’era qualcuno che riteneva che si dovesse accedere. Quella storia è finita. Oggi c’è un Governo che non accetta di essere trattato come Governo di serie B in Unione Europea e che riesce a portare i suoi risultati quando propone qualcosa di sensato all’Unione europea”. Così la presidente del Consiglio, GiorgiaáMeloni, nel corso delle repliche dopo la discussione generale sulle comunicazioni rese dalla premier nell’Aula della Camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

Schlein a Meloni: "Basta bugie e propaganda, Paese è fermo"
Camera dei deputati - Informativa dei ministri Nordio e Piantedosi sul caso Almasri

“Voglio raccogliere l’appello del coraggio alla verità della premier Meloni. Su 43 mesi del vostro governo, presidente Meloni, la produzione industriale è calata per 35. Basta bugie, basta propaganda”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, nell’Aula della Camera, dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista della riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno 2026. “Abbiamo una crescita che sta a zero nonostante il Pnrr, il Paese è fermo e noi vogliamo che riparta e che ricominci a crescere”, ha aggiunto. 

Conte: "Da Meloni fuga alla Schettino, non faccia l'offesa"

“Al vertice di Londra con Francia, Germania e Regno Unito, non sono stati invitati”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte parlando in Aula dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo. “Ormai non contiamo proprio più, non ci siamo più. Ma cosa fate? Fate gli offesi? – aggiunge – Presidente Meloni, lei non può fare l’offesa, perché fino all’ultimo giorno deve far sentire il peso dell’Italia, non può permettersi una fuga alla Schettino. Dovete far sentire e difendere l’interesse nazionale. Non è questione di difesa dell’orgoglio personale”.

Meloni a M5S: "C’è chi fa politica volgare e chi risponde con propria storia"

“C’è chi fa politica con gli insulti e la volgarità. E chi risponde con la propria storia”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, pubblicando un video di quanto avvenuto questa mattina nell’Aula della Camera, con le dichiarazioni del deputato del M5s Francesco Silvestri seguito dalle parole della premier nella parte conclusiva delle repliche a Montecitorio.

Conte: "Meloni salta summit per presentare francobollo, surreale e gravissimo"
Giuseppe Conte

“Ormai, Presidente Meloni, lei non si affaccia neppure ai summit. Questo è gravissimo, c’è stato un summit importante, diciamolo agli italiani, perché coi Balcani occidentali, in particolare, c’è il problema dell’allargamento al Montenegro. C’è stato questo summit e la Presidente Meloni non si è presentata. Che doveva fare di così importante? Doveva presentare un francobollo a Reggio Calabria. È tutto surreale”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte parlando in Aula dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo.

Cavo (Nm): "Sostegno a Meloni, da Silvestri insulto a donne e a realtà"

“Dire che Giorgia Meloni ha indossato le ginocchiere con Trump e Netanyahu è al tempo stesso un insulto alle donne e alla realtà. L’onorevole Silvestri ha sprecato minuti preziosi per il suo intervento e fiato. Pieno sostegno alla presidente del Consiglio che ha chiaramente stigmatizzato l’offesa ricevuta come donna, un’offesa a tutte le donne. Stucchevole l’intervento in Aula dell’onorevole Bonelli, che anziché correggere il tiro ha rincarato la dose con un’ostinazione che solo una sinistra in difesa delle donne a corrente alternata può giustificare”. Così Ilaria Cavo, deputata e presidente del Consiglio nazionale di Noi Moderati, intervenuta alla Camera dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del prossimo Consiglio europeo.

Provenzano (Pd): "Non una crisi, ma guerra illegale di Trump"

“La realtà è che stanotte in Iran è scoppiata di nuovo la guerra, non una crisi, ma la guerra illegale di Trump e Netanyahu, che paghiamo noi. Sa quante volte Donald Trump in questi mesi ha annunciato un accordo imminente? Secondo la Cnn, 38 volte. Hormuz è stata di nuovo chiusa e rappresenta un fallimento epico. È un’arma senza precedenti nelle mani dell’Iran, ma di chi è la responsabilità se non Trump e Netanyahu? Il Libano è il simbolo di ciò che eravamo, protagonisti di dialogo, costruttori di pace e di ciò che non siamo più. Sul Governo Netanyahu la vostra è un’insopportabile ipocrisia. Andate in Europa a chiedere sanzioni, quando potreste farle come Governo. Sapendo benissimo che in Europa serve un’unanimità che non ci sarà. Mentre ancora vi opponete alla sospensione dell’accordo Ue-Israele dove basta una maggioranza, che ci invece sarebbe se ci fosse l’Italia. Avete detto che volete discutere di bando alle colonie illegali, ma c’è una proposta di legge in questo Parlamento firmata da noi. La voti. Non c’è bisogno di aspettare Bruxelles. Credete che gli Italiani non capiscano?”. Lo ha detto in Aula alla Camera, Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, intervenendo sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del prossimo Consiglio europeo.

Fratoianni a Meloni: "Avete fatto in questi anni patrimoniale su ceto medio"

“Come ci ha ricordato anche ieri l’Ufficio parlamentare di bilancio i salari reali degli italiani hanno perso otto punti di potere d’acquisto mentre nel frattempo i miliardari sono passati da 69 a a 90 ed è aumentato enormemente il loro patrimonio, ma lei presidente Meloni dal palco di Confcommercio ha ribadito che non farete mai una patrimoniale sulle grandissime ricchezze perché volete difendere il ceto medio. Peccato però che voi della destra sul ceto medio, lavoratori e pensionati, la patrimoniale l’avete fatta eccome: perché gli avete aumentato il carico fiscale, perché gli togliete i diritti, gli togliete i servizi essenziali, gli togliete le opportunità”. Lo dichiara Nicola Fratoianni, deputato di Avs, nell’Aula di Montecitorio replicando alle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del prossimo Consiglio europeo.”Allora, signora presidente del Consiglio – prosegue il leader rossoverde – il punto sono le scelte politiche che ciascuno assume con chiarezza e lei ancora una volta lo ha fatto. È per questo che sto esattamente dalla parte opposta, è per questo che lavoro e lavoriamo per costruire un’alternativa per questo paese che lo riporti dalla parte giusta della storia, per difendere il diritto internazionale. Che riporti l’Italia dalla parte della difesa degli interessi della maggioranza dei suoi cittadini : per alzare gli stipendi, per estendere i diritti, per ricostruire la sanità pubblica e l’istruzione. Per questo – conclude Fratoianni – noi stiamo da questa parte, opposta alla sua, e lavoreremo per un’alternativa”.

Meloni lascia Camera, attesa al Quirinale e poi al Senato

 La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha lasciato la Camera dopo aver tenuto la replica alla discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo. Nell’aula a breve parleranno in dichiarazione di voto sia la segreteria dem Elly Schlein sia il leader del M5S, Giuseppe Conte. La premier è attesa al Quirinale per la consueta colazione di lavoro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e i ministri. Dalle 15 è in programma al Senato la discussione generale sulle comunicazioni. 

Ravetto (FnV) a Meloni: "Non votiamo fiducia perché governo ha tradito elettori"
Camera dei Deputati. Conferenza stampa di Forza Italia sulle proposte per l'immigrazione

“Non votiamo la fiducia a questo governo non per fare un favore alla sinistra ma perché questo governo ha tradito la fiducia degli elettori. È lui che tradisce la fiducia degli elettori e tradisce il programma di centrodestra con cui è stato votato che fa un favore alla sinistra”. Così Laura Ravetto (FnV) parla in Aula dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del prossimo Consiglio europeo.

Meloni: "Forfait a vertice Montenegro? Ero alla festa dell'Arma, lo rifarei"

“Sulla partecipazione del vertice in Montenegro le ricostruzioni sono francamente abbastanza surreali, cioè io non sarei andata perché ero piccata. Guardate, mi pareva che almeno una cosa fosse chiara, arrivati a questo punto: quando ho qualcosa da dire, io la dico. Non è che faccio queste cose ‘nannimorettiane’, no? Mi si nota di più se vengo e sto in disparte o se non vengo per niente. Io non sono abituata a lavorare così”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle repliche dopo la discussione generale sulle comunicazioni rese dalla premier nell’Aula della Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “Quando ho qualcosa da dire, io prendo e la dico. Non so se voi eravate abituati, se altri erano abituati a questi atteggiamenti infantili, ma io penso che una grande nazione come l’Italia non debba avere atteggiamenti infantili”, le parole della premier che ha poi aggiunto: “Non sono riuscita ad arrivare al vertice in Montenegro, me ne scuso ancora una volta. Ero ad assistere alla festa dei Carabinieri, è una cosa della quale vado fiera. È una cosa che rifarei. Non cambia nulla del nostro impegno e, se posso dire, proprio perché ho partecipato a tutti i vertici possibili e immaginabili, nessuno dei miei colleghi ha sempre partecipato a tutti i vertici che oltre tutto sono moltissimi. Escludo che nelle altre nazioni accada quello che accade in Italia se il presidente del Consiglio dei Ministri una volta non riesce ad arrivare a quel vertice, escludo che ci sia un analogo dibattito nei loro paesi”.

Meloni: "Patrimoniale? Noi messa tassando banche e società energetiche"

“Collega Fratoianni, la patrimoniale noi l’abbiamo messa proprio sui patrimoni altissimi, e cioè tassando quelle banche alle quali si fa riferimento e anche ultimamente le società energetiche. Aveste avuto voi lo stesso coraggio negli anni passati, le cose sarebbero andate un po’ meglio”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle repliche dopo la discussione generale sulle comunicazioni rese dalla premier nell’Aula della Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “Dopodiché capisco che non sempre si può avere quel coraggio, soprattutto quando si accettano i contributi di uno speculatore finanziario come George Soros”, ha concluso.

M5S a Meloni: "Avete regalato nostra sovranità alla grande finanza"

“Avete regalato la nostra sovranità energetica agli americani, i fondi pensione delle nuove generazioni. Voi state facendo politica finanziaria. Se nel nostro Paese un grande miliardario eredita, paga tasse di successione ridicole. E questo perché per loro il paradiso fiscale siamo noi. Queste persone non mettono i loro soldi nelle imprese o nel sistema produttivo, ma in finanza. Ma Meloni lo sa, visto che ha incontrato il CEO del fondo di BlackRock. Tra le colpe maggiori di questo governo c’è quella di aver introiettato nel nostro Paese la logica della guerra. State dicendo ai giovani di spersonizzare ‘l’altro’. Noi vogliamo un’Europa e un mondo dove si muovano ‘le genti’ e non le armi”. Così in Aula Riccardo Ricciardi, capigruppo M5S alla Camera.

Meloni a Vannacci: "Non parli di vera destra perché quella non è mai funzionale a sinistra"

“Collega Pozzolo, mi dispiace francamente che abbia cambiato idea sul tema dell’interesse nazionale perché quello che stiamo facendo noi a tutela dell’interesse nazionale è quello che c’è scritto nel nostro programma. Programma per realizzare il quale lei e altri siete stati eletti all’interno delle file del centrodestra in questo Parlamento. Ciò nonostante per ben sei volte avete votato contro la fiducia a questo governo, insieme a Schlein, Conte, Renzi e compagnia. Votare contro la fiducia a un governo per chi ci ascolta significa votare per mandare a casa quel governo. Esatto, bene. Io penso, collega, che fare quello che serve alla sinistra non sia mai difendere l’interesse nazionale e quindi di grazia non mi si parli di vera destra perché la vera destra non è mai funzionale alla sinistra”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle repliche dopo la discussione generale sulle comunicazioni rese dalla premier nell’Aula della Camera in vista del prossimo Consiglio europeo, rivolgendosi al deputato del partito Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.

Meloni: "Errore percorso adesione Ucraina più veloce di quello dei Balcani"

“Noi ambiguità non ne abbiamo neanche sul tema dell’ingresso dell’Ucraina nell’Ue. Su questo ho detto che penso che sarebbe un errore, per esempio, consentire che il percorso di adesione di Kiev fosse più veloce di quello dei Balcani occidentali.Penso che noi faremmo un errore a utilizzare due pesi e due misure.Penso che faremmo un errore a dare il messaggio che ci sono delle nazioni che sono più importanti di altre. E penso che, dall’altra parte, noi dobbiamo rispettare tutti i paesi che vogliono aderire, dall’altra abbiamo un tema di urgenza che è sicuramente legato alla questione Ucraina”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle repliche dopo la discussione generale sulle comunicazioni rese dalla premier nell’Aula della Camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

Meloni: "Da governo e centrodestra no ambiguità, da opposizioni 6 risoluzioni"

“Il collega Fassino diceva ‘sono tempi che non accettano ambiguità’. Sono d’accordo, collega Fassino, questa è una maggioranza e un governo che ambiguità non ne ha. Temo che su queste materie sarà un pochino più difficile evitare ambiguità quando al governo dovesse arrivarci voi che oggi presentate sei risoluzioni a fronte di una risoluzione della maggioranza. E mi pare che per esempio anche sul sostegno militare all’Ucraina, la posizione che lei ha espresso nel suo intervento sia diametralmente opposta a quella che ho sentito esprimere dai colleghi del M5s e a quella che c’è scritta nella risoluzione presentata dai colleghi del Movimento”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle repliche dopo la discussione generale sulle comunicazioni rese dalla premier nell’Aula della Camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

Meloni: "Non sono d'accordo sul superamento dell'unanimità"

“Non sono d’accordo sul superamento dell’unanimità perché non credo che l’Unione Europea dovrebbe essere un club nel quale chi è più forte impone la propria volontà agli altri, penso che però il fatto che oggi si discuta di recuperare la cooperazione rafforzata tra paesi che scelgono su alcune cose liberamente di andare avanti, quella sia una strada che invece va assolutamente esplorata”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle repliche dopo la discussione generale sulle comunicazioni rese dalla premier nell’Aula della Camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

Ironia Meloni: "Solidarietà a opposizione per perdita Orban come fonte ispirazione"

“Consentitemi in apertura all’esito di questo dibattito di esprimere la mia personale solidarietà, la solidarietà di tutto il governo alla opposizione per la perdita di Victor Orban, principale fonte di ispirazione e principale argomentazione da un decennio a questa parte in quest’aula che oggi chiaramente comincia ad avere delle sue difficoltà”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle repliche dopo la discussione generale sulle comunicazioni rese dalla premier nell’Aula della Camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

Fratoianni: "Meloni dimentica dire crisi originata da suoi amici Trump-Netanyahu"
Nicola Fratoianni AVS, Giorgio Gori PD in occasione della manifestazione PD AVS M5S a sostegno della Palestina contro Israele ‘in piazza per Gaza , basta complicità’. Roma Sabato 07 Giugno 2025 (foto Mauro Scrobogna /LaPresse)

“Lei ci ha parlato lungamente della crisi di Hormuz, della situazione in Iran, in Medio Oriente, dello shock che quella crisi sta producendo a livello globale sul terreno economico e non soltanto, e su questo è necessario impegnarsi per ristabilire la piena libertà di navigazione, per impedire che uno Stretto così decisivo possa essere usato come leva, come strumento di ricatto. Ma ancora una volta, sorprendentemente, misteriosamente, si è dimenticata di dire al Parlamento che la crisi e tutto ciò che ne sta derivando ha una origine molto precisa, l’aggressione criminale e illegale che il suo amico Trump e il suo amico Netanyahu hanno scatenato contro l’Iran”. Così il deputato di Avs, Nicola Fratoianni, parlando nell’Aula della Camera nel corso della discussione generale sulla comunicazioni rese dalla premier Giorgia Meloni in vista della prossima riunione del Consiglio europeo. “Guardate che non è che si può andare avanti all’infinito così, perché altrimenti è anche difficile, se non impossibile, collocare il nostro paese su una sponda non solo giusta, ma utile a costruire una via d’uscita alle crisi che abbiamo di fronte, che si stanno, per altro ulteriormente accentuando”, ha aggiunto. “Signora presidente, senza riconoscere la natura di quello che sta accadendo, è inutile che ci chieda di riconoscere la buona fede di tutti. Il punto è la scelta politica, quella che ancora oggi ha fatto sì che non abbia nominato né Trump né Netanyahu. I nomi scompaiono, ma è una scelta politica”, ha concluso. 

Magi: "Meloni su Kiev ed Europa è ostaggio di Salvini e Vannacci"
magi cannabis light

“Dopo quasi 5 anni di governo, Giorgia Meloni lascia un’Italia isolata in Europa, non invitata ai vertici che contano come quello di Londra con Zelensky, e dunque non le resta che recitare la parte di Calimero con la solita dose di vittimismo un tanto al chilo. Meloni attacca i burocrati europei ma sull’adesione di Kiev all’Ue risponde in modo burocratico, quando invece si dovrebbe gettare il cuore oltre l’ostacolo e riconoscere che l’Ucraina sta difendendo i nostri valori e la nostra libertà dall’aggressione imperialista di Mosca e che serve accompagnare l’allargamento dell’UE con una profonda riforma democratica e federale dei suoi meccanismi decisionali e delle sue istituzioni. La timidezza della premier su Kiev è d’altronde la dimostrazione che Meloni è ormai ostaggio del suo vicepremier filo russo Salvini e del suo diretto competitor a destra, il putiniano Vannacci. Una morsa che aumenta la sua pressione ogni giorni di più con l’avvicinarsi delle elezioni”. Lo afferma il segretario di +Europa, Riccardo Magi.

Meloni: "Soluzione in Libano passa da disarmo Hezbollah e ritiro Israele dal Sud"
Iran

Per quanto riguarda il Libano “la priorità ora è sostenere il percorso politico avviato con il contributo decisivo degli Stati Uniti e con la scelta coraggiosa del presidente Aoun di accogliere l’invito a svolgere negoziati diretti con Israele. Il presidente Aoun, che è un patriota, sa bene che non vi sarà futuro per il Libano senza la possibilità di vivere in pace con Israele, senza il pieno esercizio della sovranità dello Stato libanese e senza istituzioni in grado di garantire sicurezza e stabilità su tutto il territorio nazionale. È l’esatto contrario della logica di Hezbollah, che dice di combattere per il Libano, ma nei fatti espone il Paese dei cedri a una guerra che il popolo libanese non vuole e che rischia di distruggere ogni prospettiva di ripresa. Allo stesso modo, abbiamo assistito con grande preoccupazione ai bombardamenti su Beirut e ribadiamo che le azioni israeliane per colpire i vertici di Hezbollah devono garantire la massima tutela della popolazione civile. Crediamo che una soluzione politica non possa prescindere dal disarmo di Hezbollah, così come deve prevedere il ritiro di Israele da tutto il Sud del Libano. Sono due passaggi essenziali per costruire un’architettura di sicurezza duratura. In questo quadro, l’Italia continuerà a sostenere con convinzione le Forze Armate Libanesi, che rappresentano un presidio fondamentale dell’unità nazionale e della sovranità del Libano”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “Continueremo, inoltre, a intervenire in favore dei civili, in particolare nel Libano meridionale, dove la distruzione delle infrastrutture rende più difficile l’accesso agli aiuti e aggrava le condizioni di una popolazione già duramente provata.Abbiamo, per questo fine, recentemente approvato un nuovo pacchetto di aiuti da 15 milioni di euro”, conclude la premier.

Meloni: "Su Hormuz disponibili a contribuire ma sempre in quadro post-conflitto"

“L’Italia è disponibile a contribuire agli sforzi internazionali necessari, compresi quelli tecnici e operativi indispensabili al pieno ripristino del traffico marittimo” nello Stretto di Hormuz, “ma sempre in un quadro post-conflitto, con finalità esclusivamente difensive, nel rispetto della Costituzione e delle prerogative del Parlamento, come dimostrano anche le informative dei Ministri Tajani e Crosetto”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

Meloni: "Se l'Iran continua su strada sbagliata, Ue aumenti pressione con nuove misure"

Per quanto riguarda il conflitto in Medio Oriente “è evidente che una stabilizzazione duratura dovrà affrontare diversi nodi di fondo: la piena garanzia della natura esclusivamente pacifica del programma nucleare iraniano, la sicurezza dei Paesi della regione, la necessità che nessun attore continui ad alimentare instabilità attraverso attacchi, milizie o minacce alle rotte strategiche. Il Vertice del G7 di Evian della settimana prossima rappresenterà un’occasione importante per confrontarci con i nostri partner – a partire, chiaramente, con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump – sulle prospettive di questa crisi, così come di quella in Ucraina e sulle iniziative necessarie per consolidare ogni possibile progresso diplomatico. Successivamente, al Consiglio europeo, lavoreremo affinché l’Unione esprima una posizione comune, seria, credibile”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “L’Europa – spiega la premier – ha gli strumenti per dire la sua, a partire dal regime sanzionatorio. Se l’Iran dimostrerà con i fatti di voler tornare su un percorso serio, verificabile e costruttivo, l’Europa dovrà essere pronta ad accompagnare quel percorso con un alleggerimento graduale e reversibile, ma anche rapido, delle sanzioni. Se invece Teheran continuerà sulla strada sbagliata, minacciare la libertà di navigazione, attacchi, sostegno a milizie, violazione degli obblighi internazionali, allora l’Unione europea dovrà essere pronta a rafforzare la pressione, anche attraverso nuove misure mirate. Si tratta di dare alla diplomazia una direzione chiara, e agli interlocutori un messaggio comprensibile: la strada della cooperazione può produrre benefici, la strada della destabilizzazione produce conseguenze”. “E questa è la posizione che l’Italia porterà al Consiglio europeo – conclude -: lavorare perché la guerra finisca al più presto; garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz; sostenere la sicurezza dei partner del Golfo; mantenere aperto, con realismo e responsabilità, lo spazio della diplomazia”.

Meloni sul nucleare: "Soluzione a nostra dipendenza energetica in medio-lungo periodo"

“Il nostro governo è impegnato nella realizzazione di un mix energetico nazionale, utile agli interessi dei cittadini e delle imprese. È per questo che abbiamo varato un disegno di legge delega sull’energia nucleare, che riteniamo la vera soluzione alla nostra dipendenza energetica nel medio e lungo periodo. E’ per questo che continuiamo a sostenere l’importanza dei biocarburanti come vettore energetico di transizione; è per questo che, udite udite, con il nostro governo abbiamo raggiunto il massimo storico di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

Meloni: "Su ebola, Ue rafforzi coordinamento attività di vigilanza alle frontiere"

“La sicurezza dei confini non può essere considerata solo in chiave migratoria. Deve estendersi alle altre grandi emergenze del nostro tempo, ambiti nei quali l’Italia sta assumendo un ruolo sempre più centrale, contribuendo a orientare il dibattito e a promuovere soluzioni concrete. Mi riferisco, innanzitutto, all’impegno contro il traffico di droga” e “poi, anche alla situazione epidemiologica nell’Africa centrale, legata al recente focolaio del virus Ebola registrato nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “Nei giorni scorsi ho scritto ai vertici europei per chiedere, nel pieno rispetto delle prerogative nazionali in materia di tutela della salute, un rafforzamento del coordinamento delle attività di vigilanza alle frontiere, anche attraverso l’adozione di regole comuni per la gestione degli arrivi, diretti e indiretti, di persone potenzialmente esposte al virus. Da questa iniziativa sono scaturiti incontri tra i Ministri competenti che consentiranno, nel corso del Consiglio europeo, di assumere decisioni concrete, coordinate la protezione dei cittadini europei”, conclude la premier.

Meloni: "Fondi non siano vincolati a documento informale su Stato di diritto"

“Altro tema fondamentale è quello della condizionalità legata al rispetto dello Stato di diritto. Ora qui, prima che l’opposizione tiri fuori il suo ridicolo armamentario sul governo illiberale, voglio ribadire una cosa lapalissiana per chiunque mantenga un briciolo di onestà intellettuale: questo governo non è contro lo Stato di diritto, tutt’altro. Questo governo sa, però, che nella civiltà occidentale il fondamento dello Stato di diritto è l’uguaglianza di fronte alla legge. Quindi, se di Stato di diritto vogliamo parlare, il principio va rispettato da tutti alla stessa maniera, Commissione europea inclusa”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “Non è concepibile che un documento informale, la relazione annuale sullo Stato di diritto predisposta da funzionari della Commissione sulla base di articoli di giornale, non da istanze giurisdizionali, possa assumere un carattere vincolante capace di bloccare senza contraddittorio l’erogazione dei fondi a uno Stato membro – sottolinea la premier -. E deve far riflettere, colleghi, che paesi accusati di violare lo Stato di diritto, quando sono governati da maggioranze reputate sgradite, diventino poi di colpo pienamente in linea con i principi europei al cambio di governo, pur rimanendo inalterate le leggi che vengono contestate”.

Meloni: "Italia non insegue corso eventi, vuole contribuire a determinarlo"

“Il contesto è complesso e delicato, e in questo scenario l’Italia sa che la sfida più importante è saper scegliere cosa è più giusto in luogo di ciò che è più facile. Per farlo continueremo a interpretare con lucidità i cambiamenti dello scenario internazionale, a promuovere soluzioni pragmatiche ed efficaci, difendendo i nostri valori e i nostri interessi. Continueremo, cioè, ad agire con realismo e determinazione, senza cedere alle semplificazioni, senza nascondere la realtà dei fatti, perché le decisioni più importanti per il futuro dell’Europa richiedono anzitutto il coraggio della verità”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “È con questa consapevolezza che parteciperemo al prossimo Consiglio europeo, non per inseguire il corso degli eventi, ma per contribuire a determinarlo – sottolinea la premier -. Questa, del resto, è la linea che abbiamo seguito finora, una linea fondata sulla chiarezza delle scelte, sulla serietà degli impegni assunti, sulla difesa dell’interesse nazionale nel quadro di una dimensione europea. Una strada che non promette scorciatoie, ma risultati e non cerca il consenso più facile, ma le decisioni più giuste. Ed è su questa strada ancora una volta che chiediamo il sostegno di questo Parlamento”.

Meloni: "Sì a sanzioni contro coloni violenti che fomentano estremismo"

“Abbiamo chiesto a Israele di porre fine alle politiche di insediamento, di garantire giustizia per le violenze dei coloni, di rispettare i Luoghi Santi di Gerusalemme, di revocare le restrizioni finanziarie che rischiano di strozzare l’Autorità palestinese. E, per questo, l’Italia intende sostenere misure mirate contro coloro che, come i coloni violenti, fomentano l’odio e l’estremismo, compromettendo la prospettiva dei due Stati”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

Meloni: "Burocrati Ue non cambino decisioni Consiglio su revisione Ets"

“Le conclusioni dell’ultimo Consiglio europeo hanno indicato una direzione chiara e pragmatica, invocando la necessità di azioni concrete per ridurre i prezzi, far fronte all’eccessiva volatilità nel breve termine, attenuare l’impatto del sistema di scambio di quote di emissione, cioè Ets, sui prezzi dell’energia elettrica. È stato un risultato faticoso, non scontato. E qui c’è un punto fondamentale che io penso vada chiarito. La sintesi che la politica raggiunge all’esito di lunghissime discussioni, non sono un esercizio dialettico, sono l’esercizio della democrazia. Ognuno di noi, quando si presenta in Consiglio europeo, lo fa con alle spalle un mandato del proprio Parlamento. Quel Parlamento a sua volta opera secondo un mandato popolare. Per questa ragione, le decisioni che noi prendiamo devono essere rispettate, devono essere attuate, non possono essere rimesse in discussione o addirittura ribaltate da interpretazioni surreali, ammantate come tecniche, di burocrati che non devono rendere conto a nessuno delle proprie decisioni e che forse anche per questo hanno finito per perdere il contatto con la realtà. Lo abbiamo visto con l’attuazione del principio della neutralità tecnologica, lo abbiamo visto con il recente atto delegato in materia di revisione dei benchmark Ets, di cui chiediamo una revisione urgente e lo stiamo vedendo nelle prime anticipazioni del contenuto della revisione organica del sistema Ets attesa per luglio”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. 

Meloni: "Finiti tempi in cui Italia accoglieva più immigrati per flessibilità"

“Dopo un negoziato lungo e complesso abbiamo ricevuto” da Bruxelles “la risposta che auspicavamo. La possibilità di attivare su base volontaria la cosiddetta National Escape Clause ci consentirà di investire 14 miliardi di euro nei prossimi 3 anni per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia che colpisce soprattutto le famiglie vulnerabili e le imprese energivore, ma più in generale tutti gli italiani. Si tratta di un risultato molto importante, che in parecchi consideravano impossibile, ma che abbiamo centrato dimostrando la capacità dell’Italia di far valere in Europa i propri interessi e proporre soluzioni efficaci e di buon senso”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “Con lo stesso pragmatismo nelle prossime settimane provvederemo a definire, in stretto accordo con la Commissione, un paniere di misure finanziabili grazie alla flessibilità che abbiamo ottenuto e questo consentirà, tra l’altro, di alleggerire il bilancio nazionale, di avere più risorse per sostenere le famiglie e le imprese in questa difficile congiuntura – ha aggiunto la premier -. Sono, in sostanza lontani i tempi in cui l’Italia, per avere maggiore flessibilità di bilancio, doveva dirsi disponibile a ricevere più immigrati illegali sul suo territorio. Quelli erano altri tempi. Oggi c’è un governo che riesce a ottenere maggiore flessibilità proprio mentre può vantare una riduzione dell’80% degli immigrati illegali che sbarcano sulle sue coste”.

Meloni: "A vertice Nato ci presenteremo con 2,8% del Pil investito"

“Al vertice Nato l’Italia si presenterà con il 2,8% del proprio Pil investito in difesa e sicurezza, segnando un aumento dello 0,71, che è garantito però soprattutto alle spese legate alla sicurezza sul territorio. E proprio perché non ci sottraiamo alle nostre responsabilità, proprio perché non ci manca il coraggio di dire le cose come stanno, non possiamo non considerare il mutamento dello scenario nel quale operiamo. La difesa è importante, certo, ma mettere al riparo le famiglie e le imprese italiane dalla crisi in atto lo è altrettanto. E queste due priorità sono interconnesse. Senza sicurezza l’energia finirebbe per costare sempre di più, senza energia non rimarrebbe più nulla da difendere con le armi”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

Meloni: "Chi colpisce Unifil colpisce la comunità internazionale"

“Collegata alla crisi in Iran e anche la ripresa del conflitto in Libano, una nazione alla quale l’Italia è legata da una profonda amicizia e da un impegno storico per la pace e la stabilità. È testimoniato, del resto, da decenni dai nostri soldati che ancora una volta voglio ringraziare per il loro prezioso lavoro condotto in Libano con professionalità, coraggio e senso dello Stato. Proprio per questo siamo stati e saremo sempre molto chiari: ogni attacco contro Unifil, contro il suo personale, contro le sue basi, contro la libertà di movimento della missione è inaccettabile. Lo abbiamo condannato senza ambiguità, continueremo a farlo. La sicurezza dei caschi blu deve essere garantita da tutti gli attori sul terreno. Chi colpisce o minaccia Unifil non colpisce soltanto una missione delle Nazioni Unite, colpisce la comunità internazionale ed è uno dei pochi presidi che in questi anni hanno contribuito a evitare un conflitto ancora più ampio”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

Meloni: "Dichiarazioni di Ben Gvir inaccettabili e poco dignitose"

“L’Italia intende sostenere misure mirate contro coloro che, come i coloni violenti, fomentano l’odio e l’estremismo, compromettendo la prospettiva dei due Stati, o come il ministro Ben Gvir che abbiamo chiesto di sanzionare a fronte dell’inaccettabile comportamento di cui si è reso protagonista nei confronti di cittadini italiani. E approfitto anche per rispedire al mittente le dichiarazioni che lo stesso ministro ha fatto sulla nostra nazione qualche giorno fa, dichiarazioni che considero inaccettabili per l’Italia, ma anche poco dignitose per Israele”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

Meloni: "Negoziato fragile sempre se ancora possibile"

“Sul piano diplomatico, continuiamo a sostenere l’altalenante dialogo tra Stati Uniti e Iran e l’importante opera di facilitazione svolta da diversi paesi, in particolare Qatar e Pakistan, nella consapevolezza che il negoziato resta fragile e che le questioni ancora aperte sono molteplici e complesse, sempre che un negoziato sia ancora possibile alla luce delle ultime notizie che conoscete”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. 

Meloni: "Italia non è parte del conflitto in Iran e non intende diventarlo"
Una bandiera israeliana spicca sulle macerie di un edificio distrutto nel sud del Libano. (AP Photo/Ariel Schalit)

“Nel prossimo Consiglio Europeo si discuterà anche della crisi in Medio Oriente, che continua a destare enorme preoccupazione sotto il profilo umanitario, della sicurezza regionale e della stabilità economica globale. Le conseguenze di questa crisi incidono direttamente sugli equilibri internazionali, sulla libertà di navigazione, sui mercati energetici, sulle catene di approvvigionamento dai fertilizzanti alle materie prime critiche e quindi anche sulle economie europee, compresa quella italiana. Anche qui la nostra linea è la stessa fin dall’inizio, l’Italia non è parte del conflitto e non intende diventarlo”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “Il nostro obiettivo è che la guerra termini al più presto, che si eviti un ulteriore allargamento della crisi e che si creino le condizioni per riportare in confronto dentro un percorso politico e diplomatico – spiega la premier -. Chiaramente questo non significa restare fermi o ignorare le conseguenze che la crisi produce a livello globale e direttamente sui nostri interessi nazionali, significa al contrario muoversi con responsabilità, tutelando i cittadini italiani, le nostre imprese, i nostri militari presenti nell’area, la sicurezza degli approvvigionamenti e la libertà delle rotte commerciali”. “E qui voglio ribadire – aggiunge – che consideriamo inaccettabile qualsiasi tentativo di alterare unilateralmente le regole che garantiscono il libero transito attraverso lo Stretto, perché la libertà di navigazione è un bene comune mondiale e non può essere piegato a logiche di ricatto e perché consentire che qualcuno selezioni chi può e chi non può passare da uno snodo marittimo fondamentale significherebbe aprire il varco a un mondo nel quale le grandi rotte marittime diventano tutte strumenti di pressione politica, dico eccezionale militare. Quando accade a Hormuz, dunque, non riguarda soltanto Hormuz. Per questo è necessaria una risposta ferma, coordinata, responsabile della comunità internazionale nel suo insieme. Ed è la ragione per cui in questi mesi abbiamo lavorato in stretto coordinamento con i nostri principali partner europei e atlantici per valutare le opzioni necessarie a garantire la sicurezza della navigazione e la tutela delle rotte commerciali nell’area di Hormuz”. 

Meloni: "Meglio meno riunioni ridondanti in Europa"

“Il percorso di adesione” dell’Ucraina all’Ue “dovrà proseguire nel rispetto del principio del merito e della parità di trattamento tra tutti i paesi candidati, inclusi la Moldova e i paesi dei Balcani occidentali. Insomma, tanto sull’Ucraina quanto sui Balcani, le nostre posizioni sono sempre le stesse e le rappresentiamo con chiarezza e coraggio in ogni sede, indipendentemente dalla partecipazione o meno alla singola riunione. E anzi, dal mio punto di vista, se in Europa ci fossero meno formati che si sovrappongono, meno riunioni ridondanti, ma magari qualche scambio in più sulle risposte concrete, riusciremmo forse a offrire un contributo più efficace alla soluzione dei problemi”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

Meloni: "Individuare figura autorevole che porti punto di vista Ue"

“La fermezza da sola non basta più, dobbiamo contribuire a costruire le condizioni della pace lavorando insieme ai nostri alleati, a solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina, obiettivo per il quale è chiaramente indispensabile preservare l’unità euro-atlantica, rafforzare il coordinamento tra Europa e Stati Uniti, sfida non sempre facile ma necessaria. Solo che coordinamento non significa delega. In qualsiasi scenario di pace serio tra Ucraina e Russia, diverse condizioni dipendono dall’Europa, riguardano l’Europa, impattano sull’Europa ed è all’Europa a doverle negoziare”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “Intendo che la nostra fermezza nei confronti della Russia non deve trasformarsi in cecità diplomatica o auto esclusione – spiega la premier -. Continuo a porre il tema della necessità che l’Europa avvia una riflessione comune e pragmatica sulle modalità di una sua interazione con Mosca. Difendere i confini del diritto non ci impedisce di tenere aperti i canali necessari a raggiungere i nostri obiettivi. L’Unione Europea deve essere pronta a guidare questo dialogo, mentre farebbe un errore a subirlo. Ma per ma per farlo, una volta stabilito in maniera univoca quale sia dal nostro punto di vista l’obiettivo finale del negoziato, occorre individuare chi possa rappresentare gli interessi europei nel tavolo negoziale. Perché procedere a tentoni con formati variabili non adeguatamente rappresentativi produce solo frammentazione, confusione, debolezza. Cioè il tema vero dal mio punto di vista non è chi faccia o meno parte di questo o di quel formato, ma piuttosto il fatto che allo Stato nessun formato ha la legittimità per parlare a nome dell’intera Europa. Per questo motivo sostengo da tempo la necessità di individuare una figura autorevole investita della fiducia e del mandato di tutti gli stati membri per portare il punto di vista dell’Europa ed è in questa direzione che continuo a lavorare”.

Meloni: "Linea Italia non cambia, sostegno a Kiev e pressione su Mosca"

“A oltre 4 anni dall’avvio dell’aggressione russa contro Kiev, quell’aggressione a dispetto dei continui proclami non si è mai trasformata in una vittoria. E questo è stato possibile grazie all’eroica resistenza del popolo ucraino, al sostegno che la nazione aggredita ha ricevuto dagli alleati europei e occidentali, Italia compresa. Dopo il fallimento dell’offensiva invernale, anche l’annunciata offensiva primaverile ed estiva non ha portato insuccessi alla Russia. Il fronte è praticamente fermo e dal primo gennaio 26 ad oggi Mosca non è riuscita a incrementare la percentuale di territorio ucraino sotto il suo controllo. Deriva anche da qui la frustrazione di Mosca che si traduce in nuovi e massicci attacchi contro la popolazione civile, così come gli ultimatum rivolti a Kiev per le ripetute violazioni dello spazio aereo dell’Unione Europea e della Nato che hanno addirittura coinvolto obiettivi civili in Romania, comportamenti inaccettabili che l’Italia ha condannato e condanna con fermezza. La nostra solidarietà all’Ucraina resta piena, convinta, concreta. Sosteniamo attivamente la sua difesa, la resilienza del suo sistema energetico, la sicurezza dei suoi impianti nucleari, progetti per la ricostruzione. La nostra linea non cambia. Sostenere Kiev, mantenere la pressione su Mosca rappresentano ancora oggi, a nostro avviso, l’unico modo concreto di creare condizioni che possano costringere all’apertura di una seria stagione negoziale. Per questo sosteniamo il 20esimo pacchetto di sanzioni europee, perché fino a quando la Russia rifiuterà di cessate il fuoco e l’avvio di trattative reali, sarà necessario mantenere alta la pressione politica ed economica”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

Meloni: "Conflitto in Ucraina supera oggi per durata Prima guerra mondiale"

“Il prossimo Consiglio Europeo si riunirà ancora una volta in una fase di trasformazioni profonde, di sfide complesse, dalla guerra in Ucraina, che proprio oggi supera per durata la Prima guerra mondiale, alla crisi in Medio Oriente, dalle tensioni che impattano sull’economia globale, alle esigenze di rafforzamento della sicurezza e della difesa comune, dalle iniziative necessarie a garantire competitività al nostro al nostro sistema produttivo, fino alle nuove emergenze sanitarie internazionali, l’Unione Europea è chiamata a dimostrare capacità di iniziativa, unità, visione strategica”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

© Riproduzione Riservata