Il presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica Urso: "Siamo a un punto di volta della storia"

La guerra in Ucraina “ci riguarda, perché è una parte della guerra ibrida. È un problema che riguarda anche l’Occidente” e “che ci impone di prendere le misure necessarie insieme alle altre democrazie occidentali. Non possiamo fuggire dalla storia, ma possiamo cambiarla”. Non le manda a dire il presidente del Copasir, Adolfo Urso, al Senato in occasione della discussione sulla relazione annuale sull’attività svolta dal Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. “Oggi finalmente discutiamo in modo compiuto di sicurezza nazionale. Non è mai accaduto”, sottolinea infatti lo stesso Urso.

La situazione è delicata. “Siamo a un punto di volta della storia, vi è un prima e un dopo e non serve a nulla recriminare, rinfacciare o mettere in difficoltà l’alleato. Questo è un gioco al massacro che non serve al Paese, questo è un momento di unità”, dice il numero uno del Comitato. Che ricorda poi gli “allarmi” proprio del Copasir, già mesi prima che scoppiasse la guerra, sulla “postura aggressiva della Russia in Ucraina e più in generale in Europa e nel Mediterraneo allargato”. “Una minaccia – rimarca – accresciuta nel tempo, tesa ad accerchiare l’Europa anche attraverso il controllo dell’energia e delle materie prime, pronta ad utilizzare ogni mezzo, in una moderna, terribile e pervasiva ‘guerra ibrida'”. Una ‘guerra ibrida’ in cui “sistemi autoritari, Cina e Russia in testa, aspirano alla supremazia, tecnologica ed economica, anche attraverso il controllo delle risorse energetiche e alimentari del Pianeta”, avverte il presidente del Copasir. E non solo. A suo dire, “occorre reagire consapevoli del fatto che siamo a un punto di volta della storia, vi è un prima e un dopo e non serve a nulla recriminare, rinfacciare o mettere in difficoltà all’alleato. Questo è un gioco al massacro che non serve al Paese, questo è un momento di unità”.

Non finisce qui. Urso rivendica il lavoro fatto dal Comitato nel corso di questa legislatura, con un impegno a tutto campo dalle Tlc alla cybersicurezza, passando anche per il terrorismo, lo Spazio come fattore geopolitico, il dibattito attorno alla golden power e la sicurezza energetica. Su quest’ultimo tema, infatti, nell’Aula del Senato, ricorda che il Copasir “ha realizzato una specifica relazione al Parlamento in cui abbiamo evidenziato la necessità di affrancarci dalla dipendenza estera e tanto più dai Paesi, come la Russia, che utilizzano l’energia quale fattore di potenza. In quella relazione indicavamo alcune soluzioni che sono poi quelle che ora il governo si appresta a varare incalzato dall’emergenza”.

In primo piano, chiaramente, la guerra in Ucraina. Dopo la discussione a Palazzo Madama prende la parola anche il sottosegretario con delega ai servizi, Franco Gabrielli, anche per annunciare che “il Governo si accinge a fare una norma per consentire che nelle pubbliche amministrazioni non solo l’antivirus” Kaspersky “ma anche altre piattaforme informatiche vengano poste fuori dall’ambito dell’attività delle Pa”. Dopo che, nel corso del dibattito, il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, aveva detto: “Questi sistemi” russi di cybersicurezza “di cui ci serviamo sono validi o no? Ci possiamo fidare e a quali fornitori d’ora in poi ci dobbiamo rivolgerci per garantire la sicurezza dei nostri sistemi informatici?”. La senatrice dem, Roberto Pinotti, presidente della commissione Difesa, invece, ha ricordato che proprio in commissione “abbiamo discusso una risoluzione sul tema della Difesa comune europea. Ho chiesto che venga discussa in Aula, perché credo che il Senato debba confrontarsi su questo tema”. E, partendo da questo tema, Urso – in sede di replica – sottolinea che “c’è bisogno di una politica nazionale sull’industria della difesa”.

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