Il leader della Lega fa trasparire ottimismo. "Sto lavorando sui sì. Voglio risolvere la questione bene, in fretta, con il più ampio consenso"

 Matteo Salvini fa trasparire ottimismo. “Sto lavorando sui sì. Voglio risolvere la questione bene, in fretta, con il più ampio consenso” dice ai cronisti e aggiunge “Venerdì è la giornata buona”. Proseguono gli incontri,  i contatti interni ai partiti e trasversali senza soluzione di continuità, e nel borsino risale il nome di Mario Draghi.  Dopo lo ‘sprint’ mattutino sembra essersi “congelata” (“dissolta”, per alcuni) la candidatura di Elisabetta Belloni al Quirinale. Il nome della direttrice generale del Dis “non dispiace” a FdI e viene ritenuta “di alto livello” da quasi tutte le forze politiche, ma – con il passare delle ore – paga sostanzialmente due cose: la caratura squisitamente tecnica (“avremmo Draghi a palazzo Chigi e una donna che viene da 20 anni di diplomazia al Colle, sarebbe la certificazione della morte della politica”, dice chiaro un ministro) e l’essere stata numero uno dei servizi segreti, ruolo che rende difficile il trasferimento alla guida del Governo. E mentre “si bruciano nomi” senza nemmeno passare per l’aula, a restare in campo sono “principalmente due opzioni: Mario Draghi e Sergio Mattarella”. Dopo le “montagne russe delle trattative siamo al punto di partenza”, ragionano i più. Il premier più passa il tempo e più diventa forte (“è in crescita rispetto a ieri, nonostante un accordo non ci sia ancora”, viene riferito) e l’attuale inquilino del Colle colleziona sempre più preferenze (ieri 166) con il passare delle votazioni. “È sempre Salvini che deve scegliere – sottolineano i Dem- perché è lui che deve ‘chiamare’ il Capo dello Stato in nome dell’unità”. Quotazioni in discesa per Pier Ferdinando Casini, che però per alcuni potrebbe restare in campo fino alla fine come “possibile punto di caduta”. 

 A supporto di una rimonta del nome del premier entra anche la telefonata fatta da Draghi a Berlusconi stamattina. Una chiamata di cortesia in qualche modo attesa ma che con tutta probabilità ha avuto un significato e un respiro più ampio. E dietro il gesto dell’attuale Capo del Governo verso il leader di Forza Italia ci sarebbe sempre l’attivismo di Salvini, se è vero che sarebbe stato lui a insistere con Draghi. 

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