Dopo un'esperienza nella Democrazia Cristiana entrò subito nel progetto politico del Ccd di Mastella e Casini

Nato 68 anni fa nel piccolo borgo di Arcinazzo Romano, Lorenzo Cesa è l’ultimo custode dello scudo crociato, con l’ambizione di diventare ministro nel rimpasto del Conte 2. Laureato alla Luiss, ricoprì il ruolo di direttore delle relazioni esterne alla Efimpianti Spa, di consigliere di amministrazione di importanti banche e società, fra cui l’Anas, e di direttore commerciale marketing di una società di comunicazione. Dopo un’esperienza politica di dirigente della Democrazia Cristiana e di consigliere comunale a Roma, entrò subito nel progetto politico del Ccd di Clemente Mastella e Pier Ferdinando Casini. Messo a capo della segreteria politica, continuò il suo ruolo col costituirsi dell’Udc. La sua prima esperienza politica di primo piano fu quando il 26 giugno 1989 venne inviato in Sicilia come vicepresidente della commissione tesseramento. Sull’isola risultava infatti un numero di tessere addirittura superiore al numero di elettori. Nel 2004 venne eletto al Parlamento europeo, risultando nella lista dell’Udc il primo eletto della circoscrizione meridionale, con 103mila voti. Il 27 ottobre 2005 successe a Marco Follini nella segreteria nazionale del partito, votato all’unanimità, ruolo che ha mantenuto fino alle dimissioni odierne. Con le elezioni politiche del 2006 venne eletto alla Camera dei Deputati, rinunciando in questo modo all’incarico di parlamentare europeo. Nell’ottobre 2007 è stato anche testimone dello sposo alle nozze tra Pier Ferdinando Casini e Azzurra Caltagirone. Fu di nuovo deputato alla Camera nella XVI legislatura dal 22 aprile 2008, eletto nella circoscrizione Puglia. Alle Politiche del 2013 venne rieletto a Montecitorio per l’Unione di Centro. Di nuovo eletto in Europa con Ncd-Udc, lasciò la poltrona a Montecitorio, optando per la carica di parlamentare europeo. Sia alle politiche del 2018 che alle europee nel 2019, invece, non riesce a raggiungere l’obiettivo nè in Italia nè in Europa. Prima dell’operazione ‘basso profilo’ di oggi, nell’ambito della quale risulta indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, Cesa è stato coinvolto in altri tre procedimenti giudiziari. Nel 1993 finì anche in carcere dopo due giorni di latitanza per una vicenda di concussione legata ad un’inchiesta sull’Anas. Nel 2001 fu condannato a 3 anni e 3 mesi, la Corte d’Appello annullò l’anno seguente la sentenza per aver riscontrato una incompatibilità del Gip che aveva assolto il ruolo di pubblica accusa e poi di giudice.

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