Messaggio del capo dello Stato nel giorno del 51esimo anniversario dell'attentato alla Banca nazionale dell'agricoltura a Milano in cui morirono 17 persone e 88 rimasero ferite

“La strage di piazza Fontana ha interpellato in maniera esigente l’identità della Repubblica, suscitando un’unità di popolo determinante per sconfiggere violenza, terrorismo, eversione. Una riserva di valori etici che fu centrale e seppe porsi a fianco dei familiari delle vittime”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio nel giorno del 51esimo anniversario dell’attentato alla Banca nazionale dell’agricoltura a Milano in cui morirono 17 persone e 88 rimasero ferite. “Il terrorismo tentò di inserirsi nelle fratture della società per disgregarne le basi: gli italiani non lo consentirono”, sottolinea il capo dello Stato che poi aggiunge: “A Milano, in piazza Fontana, cinquantuno anni or sono, fu sferrato un attacco feroce al popolo italiano, alla Repubblica, alla convivenza civile del Paese”.

“Morirono persone inermi, le loro famiglie vennero gettate nel dolore, molti feriti portarono a lungo i segni di quel vile, sanguinario attentato. Vite spezzate al cinico scopo di seminare paura, spingere la opinione pubblica a inseguire una sicurezza purchessia, sottrarre al popolo, con una spirale di violenza, la sovranità duramente conquistata con la lotta di Liberazione, azzerando il patto di cittadinanza che da essa ha avuto origine”, continua Mattarella che ricorda come quel tragico evento “fu tappa di quella strategia della tensione di matrice neofascista, alla quale si aggiunse ben presto il terrorismo sedicente rivoluzionario delle organizzazioni brigatiste rosse”.

“A vent’anni dalla Costituzione repubblicana la società italiana comprese che si trattava di un’aggressione alla nostra stessa civiltà, che erano in gioco i valori e i principi del patrimonio comune. Milano – con la sua concorde fermezza democratica – fu di esempio e divenne il paradigma della risposta civile”, spiega ancora il presidente della Repubblica che coglie l’occasione per mandare un messaggio di unità: “Lavorare per la coesione e la sicurezza, per il rispetto dei diritti dei cittadini, per il superamento dei divari, sono i doveri che avvertono, anche oggi, quanti nelle istituzioni e nella società civile operano per la libertà e l’unione delle coscienze del nostro Paese”.

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