Il Fondo Monetario Internazionale rivede al ribasso le stime di crescita dell'Eurozona, e in particolare, del Pil italiano. L'organismo di Washington abbassa la proiezione di crescita del nostro Paese, portandola all'1,2 per cento per quest’anno – 0,3 punti rispetto alla stima di aprile – e all'uno per cento per il prossimo, -0,1 punti. A pesare, soprattutto, sono le incertezze politiche. Questa revisione a ribasso da parte dell’FMI arriva a una settimana di distanza da quella elaborata dalla Commissione europea. L’escalation delle tensioni commerciali rappresenta il maggiore pericolo per la crescita, minacciata in particolare da dazi e misure protezionistiche.

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