Un comitato tecnico all'interno del Governo ha svolto un'istruttoria sul caso, individuando elementi strategici per la sicurezza nazionale

Il Governo ha deciso ed esercita la cosiddetta 'Golden Power' su Tim, azienda controllata dai francesi di Vivendi. L'azienda oggi ha perso l'1,1% in borsa. Venerdì è previsto un incontro tra il nuovo manager di Tim Amos Genish e il ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda. Si parlerà della decisione dell'esecutivo, che ritiene di dover controllari alcuni settori – particolarmente delicati – gestiti dall'ex monopolista elettronico.

Un comitato tecnico all'interno del Governo ha svolto un'istruttoria sul caso, individuando elementi strategici per la sicurezza nazionale in un paio di controllate da Tim: Telecom Sparkle, che gestisce cavi internazionali e sottomarini, e Telsy, che garantisce la riservatezza delle comunicazioni di tablet e telefonini delle cariche istituzionali. La stessa azienda ha fatto sapere in cosa consiste la richiesta del Governo. Tim, Sparkle e Telsy dovranno ciascuna "rilasciare la delega delle funzioni relative alle attività aziendali rilevanti per la sicurezza nazionale ad un componente del loro Consiglio di Amministrazione che sia cittadino italiano, sia munito di Nulla Osta di Sicurezza, e sia ritenuto per tale incarico idoneo dal Governo". Ciascuna delle società "dovrà poi fornire preventiva informazione in merito ad ogni decisione che possa ridurre o cedere capacità tecnologiche, operative, industriali nelle attività strategiche", spiega l'azienda in una nota.

Il Governo, con un suo comunicato, sottolinea che "tra le prescrizioni di carattere generale, alcune riguardano il mantenimento stabile sul territorio nazionale delle funzioni di gestione e sicurezza delle reti e dei servizi e delle forniture che supportano attività 'strategiche' e 'strategiche chiave'". Tim fa sapere che "sta esaminando il provvedimento, avendo termine di 90 giorni per adeguarsi alle diverse prescrizioni" e che "successivamente, con cadenza semestrale, sarà obbligata a trasmettere una relazione con la quale comunicherà le misure adottate ai fini del rispetto delle diverse prescrizioni". Ieri, il ministro dello Sviluppo economico Calenda aveva sottolineato che con la golden power dà linee guida "eque ed equilibrate, non punitive".

Non c'è nessun interesse a punire l'investitore straniero ma c'è invece "un interesse nazionale ad avere una rete neutrale, su cui si investe moltissimo e che diventa l'ossatura del Paese". Questo non vuol dire che Telecom Sparkle sarà scorporata da Tim – come avevano detti alcuni – ma entrambe verranno monitorate da vicino. "Credo che vadano separate le due società, dopodiché la proprietà può essere anche la stessa, purché si rispettino determinate norme", aveva detto Calenda ospite di Lucia Annunziata domenica pomeriggio. "Ho scritto all'Agcom chiedendo di studiare, come ha fatto l'Inghilterra, quali sono i possibili benefici e rischi dal non avere una rete separata dal punto di vista societario, non dal punto di vista della proprietà", aveva aggiunto, spiegando che al momento non si sta studiando la vendita della rete a Cassa depositi e prestiti (Cdp). Anche oggi il governo ha ribadito che al momento non sta parlando con Tim per un possibile spin-off della rete. Il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli ha spiegato che una eventuale fusione tra la rete di Telecom Italia e Open Fiber, controllata da Cdp, non potrebbe avvenire attraverso la politica o soldi pubblici.
 

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