L'esponente M5s: Alleanze? Non offriremo posti

"La parola di Luca Lotti, la parola di un renziano, non vale nulla: deve querelare Luigi Marroni, altrimenti il suo discorso non vale nulla". Così il vicepresidente della Camera del M5s, Luigi Di Maio, in un'intervista al Corriere della Sera, dopo la mozione di sfiducia a Lotti bocciata ieri dal Senato. "Tangentopoli è scoppiata per una querela. Bene, siccome Renzi ora minaccia querela, io dico che Renzi sapeva dell'inchiesta Consip", aggiunge Di Maio, "fa rabbrividire l'atteggiamento di Renzi, che insabbia, sminuisce, glissa". "Noi non chiediamo le dimissioni di Lotti perché indagato, ma perché è coinvolto in una vicenda torbida, che riguarda anche il padre del premier. Lotti ha commesso un fatto gravissimo, ha tentato di sabotare le indagini dei carabinieri", attacca Di Maio, secondo cui Renzi ha fatto dimettere i ministri Lupi e Guidi e il sottosegretario Gentile e non Lotti, perchè "se cade Lotti cade il governo".

"I 5 Stelle puntano al 40 per cento. Poi ci presenteremo alle Camere, senza offrire poltrone, chiedendo a chi lo vuole di condividere il nostro programma" ha aggiunto Di Maio nell'intervista.

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