Roma, 10 ago. (LaPresse) – L’elezione dei senatori con un sistema semi-diretto “non è un compromesso politico dell’ultima ora bensì è l’idea originaria, quella che sta alla base del nuovo Senato come camera di compensazione tra legislatori, tra lo Stato e le Regioni: per questo va rotta la logica degli schieramenti per passare a quella dell’equilibrio istituzionale perché la riforma del bicameralismo avrà successo solo se la mettiamo in condizione di reggersi da sola”. Lo dice Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale di Ncd, in un’intervista al Corriere della Sera.

“L’elezione diretta – osserva Quagliariello – è incompatibile con un Senato che non concede la fiducia al governo. Del resto, l’idea originaria di ‘contaminare‘ l’elezione dei consiglieri-senatori con il voto popolare ha una sua ragione: il Senato, infatti, oltre a esercitare la funzione di camera di compensazione, vota per il presidente della Repubblica, per i giudici della Consulta e partecipa al procedimento di revisione costituzionale“. Quanto alla situazione verificatasi in Senato con la presentazione degli emendamenti, il coordinatore Ncd afferma: “È vero, i numeri ballano. Per questo sarebbe utile guardare con grande attenzione all’approccio non ostile di Forza Italia. C’è un’area estesa compresa fra i due Matteo, e mi riferisco a Fitto, Tosi e Forza Italia, che potrebbe tirare fuori il Paese dall’impasse”.

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