Forlì, 30 ago. (LaPresse) – “C’è un solo un modo per archiviare la domanda: ‘che fine da Berlusconi?’ ed è quella di smetterne di parlarne”. Lo ha detto Matteo Renzi alla festa del Pd di Forlì, parlando in contemporanea, ma a centinaia di chilometri di distanza, ad Enrico Letta, ospite a Genova. “In un Paese civile – ha proseguito il sindaco di Firenze parlando ancora del Cavaliere – un leader politico che viene condannato in via definitiva va casa da solo, senza attendere che venga interdetto”. Eppure, ha aggiunto, “o tutti insieme ci diamo una mossa e proviamo a cambiare il Pd e l’Europa o non andiamo da nessuna parte”, anche perché “non c’è più la rassicurante presenza di Berlusconi che ci fa stare insieme”, perciò è necessario “avere le idee chiare”.

Nel suo intervento Renzi si è rivolto anche direttamente al segretario Guglielmo Epifani. “Se vogliamo chiamarci Pd – ha detto – bisogna accettare l’idea che si rispettano le regole. C’è uno statuto che dice che entro il 7 novembre va fatto il congresso, non è questione di giorni, ma di principio”. “Stiamo chiedendo di rispettare le sentenze – ha aggiunto Renzi – e noi non rispettiamo le scadenze? Ci chiamiamo Partito democratico non Partito simpatico”. “Io avevo capito – dice ancora Renzi rivolgendosi a Epifani – che non tu non ti candidavi, non che non ci facevi fare il congresso”.

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