Difesa servizi e Gse (Gestore dei servizi energetici) hanno sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato a promuovere la transizione energetica attraverso interventi di efficientamento, sviluppo delle fonti rinnovabili, gestione e diffusione dell’energia prodotta alle strutture della Difesa e alle comunità locali. La firma è avvenuta alla sede del ministero della Difesa in via XX Settembre; presenti il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.
In un contesto internazionale caratterizzato da crescente instabilità geo-energetica – viene spiegato – l’intesa mira a rafforzare l’autosufficienza e la resilienza energetica del comparto Difesa, contribuendo al contempo all’ottimizzazione dei consumi energetici e alla riduzione degli impatti ambientali delle infrastrutture militari.
“Il protocollo firmato oggi rappresenta un passo fondamentale per la transizione energetica del comparto Difesa – dichiara l’amministratore delegato di Difesa servizi Luca Andreoli – la collaborazione con il Gse ci permetterà di accelerare la riqualificazione energetica delle nostre infrastrutture e di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione del Paese. Questo è un accordo che mira anche a semplificare le procedure e quindi a stimolare ulteriori iniziative a beneficio della collettività attraverso l’immissione in rete dell’over produzione”.
Ad oggi Difesa servizi ha installato 27 impianti fotovoltaici per oltre un milione di metri quadri di terreni e quasi 500mila metri quadri di tetti di caserme e arsenali navali, producendo oltre 150 Gwh (Gigawattora) all’anno di energia rinnovabile.
“La collaborazione con Difesa servizi – osserva l’amministratore delegato del Gse, Vinicio Mosè Vigilante – rappresenta un passo strategico per accompagnare un comparto ad alta intensità energetica in un percorso strutturato di transizione, facendo leva su strumenti, competenze e meccanismi incentivanti già disponibili. Intervenire sul patrimonio infrastrutturale della Difesa significa non solo migliorare l’efficienza e ridurre i consumi, ma anche rafforzare la sicurezza e l’autonomia energetica del Paese, in un contesto internazionale sempre più complesso”.
In questa direzione – continua Vigilante – “il Gse è impegnato a supportare concretamente le amministrazioni pubbliche con soluzioni operative e modelli replicabili, in grado di accelerare gli investimenti e generare benefici ambientali ed economici nel medio-lungo periodo”.
Con l’ultima gara attiva pubblicata ‘Energia 5.0’, ulteriori lotti sono in fase di aggiudicazione e – una volta realizzati gli impianti nei prossimi 24 mesi – saranno in grado di produrre 690 Gwh all’anno di energia rinnovabile che sommata ai 150 Gwh di energia già prodotta, assicureranno il raggiungimento della piena autonomia energetica a tutto il comparto Difesa. A partire dalla prossima gara di imminente pubblicazione, la produzione energetica su siti militari, sarà interamente destinata alla collettività nazionale attraverso l’immissione in rete.
Anche nel campo energetico Difesa servizi, tramite le consuete procedure di gara attiva, stimola investimenti del privato assicurando un ritorno economico per la Difesa.
Lo scopo dell’accordo, della durata di tre anni, è dunque accelerare la riqualificazione energetica delle infrastrutture militari, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal Pniec (Piano nazionale integrato energia e clima). Tra gli obiettivi anche la formazione a favore del personale del ministero della Difesa. Attraverso questa collaborazione, il Gse metterà a disposizione le proprie competenze tecnico-specialistiche e gli strumenti incentivanti gestiti, mentre Difesa servizi coordinerà gli interventi sugli asset infrastrutturali del ministero della Difesa, favorendo l’accesso ai meccanismi di supporto e alle opportunità di finanziamento disponibili.

