Una mostra a Bologna celebra l'icona Kate Moss

Bologna, 22 mar. (LaPresse) - Con un'altezza che arriva a malapena al metro e settanta (i maligni sostengono che in realtà si fermi al metro e 67) e un piede taglia 39 è abbastanza difficile che una donna possa entrare da protagonista nel mondo della moda. Difficile, a meno che non si tratti di Kate Moss.

Quarant'anni compiuti da poco e un reddito annuo che tocca i nove milioni di dollari, la supermodella inglese sembra proprio che non voglia essere tirata giù dall'Olimpo del fashion style come è invece accaduto alle sue celebri colleghe (da Naomi Campbell a Claudia Schiffer) che, seppur non uscite completamente di scena, hanno ormai solo ruoli marginali.

Lei, invece, è ancora la protagonista delle campagne pubblicitarie dei marchi più prestigiosi e se le sue uscite in passerella sono un po' diminuite i grandi giornali se la contendono ancora per averla in copertina.

Come è possibile? Semplice, Kate Moss non è più una modella, si è trasformata in un'icona e lo scandalo della droga che l'ha colpita nel 2005, con tanto di foto pubblicate dal Daily Mirror che la ritraevano davanti alle strisce di coca, non ha fatto altro che rafforzare la sua immagine. D'altronde, si sa, che le cattive ragazze fanno più strada di quelle buone.

A celebrare la bellezza della musa ispiratrice di stilisti e cantanti ha aperto alla Galleria ONO Arte Contemporanea di Bologna la mostra 'Kate Moss The Icon' (fino al primo maggio) che presenta le immagini di fotografi celebri che hanno documentato la straordinaria carriera, oltre che la vita privata, della top model. Esposti gli scatti di Albert Watson, Chris Levine, David Ross, Jurgen Ostarhild, Roxanne Lowit, Satoshi Saikusa che celebrano non solo il lavoro, ma anche lo stile, le tendenze e il clima di un'epoca che Moss ha concorso a creare.

Eppure tutto cominciò per caso. Era il 1988 quando questa quattordicenne figlia di un agente di viaggi e una barista venne adocchiata all'aeroporto di New York da Sarah Doukas, la fondatrice dell'agenzia di moda Storm, che capì immediatamente che quella grinta e quel viso sarebbero state le carte vincenti per farle raggiungere la vetta. Certo, i centimetri mancanti di altezza crearono a Kate Moss qualche problema, ma dopo il primo servizio fotografico realizzato per The Face, le porte d'oro della moda le si aprirono in un istante. Cominciò allora quella corsa che, tranne un brutto scivolone, non si è più interrotta. Marco Romani

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