Tra italiani e shopping è ancora amore nonostante la crisi

Milano, 23 apr. (LaPresse) - Magari si aspetta l'occasione giusta. Magari si fa una selezione più accurata. Magari si fa la fila dal mattino il primo giorno dei saldi. Ma al piacere dello shopping gli italiani non vogliono proprio rinunciare anche quando, come in questo periodo, di soldi in tasca ne girano pochi.

Questo è il risultato principale dell'ottava edizione del 'Global Lifestyle Monitor', l'osservatorio del Cotton Council International (l'ente di promozione del cotone americano) che ogni due anni rileva gusti, preferenze e comportamenti d'acquisto dei consumatori in tema di abbigliamento e biancheria per la casa. L'indagine rivela che nonostante la crisi l'amore per lo shopping è ancora solido per il 76 per cento degli italiani, il 38 per cento dei quali addirittura lo "adora".

Ma cosa si ama comprare di più? Certamente i prodotti elettronici come telefonini, tablet e consolle (24 per cento), scarpe (14 per cento) ma innanzitutto abbigliamento (33 per cento). Quasi la metà degli italiani (il 47 per cento) dichiara di acquistare abiti per sé almeno una volta al mese. Il fattore chiave nella scelta del punto vendita è il prezzo: la pensa così un quarto degli italiani che, però, stanno bene attenti anche all'assortimento e all'inizio delle svendite e delle offerte speciali.

La caccia all'affare sembra infatti diventato uno sport nazionale, con il 96 per cento degli italiani (ricchi compresi, quindi) che almeno qualche volta acquista usufruendo del 20 per cento di sconto.

Secondo la ricerca del Cotton Council International il consumatore fa prevalere la ragione sul sentimento, visto che il 72 per cento dichiara di non acquistare d'impulso ma in modo pianificato.

Fare affari piace a tutti, ma sembra che finalmente si stia facendo strada l'idea che è meglio spendere un po' di più per un prodotto di qualità (che non è nocivo e dura a lungo) rispetto alla tanta paccottiglia presente sui banchi dei mercati. Nessuno in Italia ha "necessità" di un nuovo maglione o di un paio di scarpe, l'acquisto deve soddisfare un piacere e allora è meglio comprare meno ma bene: il 60 per cento è infatti disposto a pagare di più per portarsi a casa capi di qualità.

Gli armadi sono pieni e di tanto in tanto c'è bisogno di buttare via qualcosa. Dove vanno a finire tutti i capi gettati per far posto a quelli appena comprati? Il 49 per cento li dona in beneficenza attraverso associazioni di volontariato e parrocchie, il 17,3 per cento li regala ad amici e parenti, il 13 per cento li ricicla per usi diversi, il 12,4 per cento li tiene comunque nel guardaroba perché non riesce a separarsene e solo il 4,3 per cento li getta nella spazzatura.

Marco Romani

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