Romantiche, raffinate, aggressive o sexy. Ma sempre fanciulle in fiore

Roma, 19 mar. (LaPresse) - “Floreale? Per la primavera? Avanguardia pura”. Miranda Priestly, la protagonista di ‘Il diavolo veste Prada', ci mette un attimo a stroncare collaboratori e stilisti, senza possibilità di replica. Poche parole, taglienti come una lama, e tante ore di lavoro e di fatica vengono di colpo spazzate via.

Per la primavera estate i maggiori marchi della moda mondiale hanno deciso di dimenticare quella celebre battuta del personaggio interpretato da Meryl Streep e hanno mandato in passerella, con stampe, ricami e applicazioni per proporre una donna romantica che sa, al momento giusto, tirare fuori la sua personalità. E, se proprio serve, anche le unghie.

Dolce&Gabbana, per esempio, realizzano un abito in organza bianca stampata con applicazioni di fiori di mandorlo rosa con gonna a ruota e maniche a tre quarti che è un omaggio alla ‘Primavera' di Sandro Botticelli e alla sua volontà di rappresentare per immagini l'esplosione della natura (e di una nuova era) che pur ripetendosi ogni anno non smette mai di incantare.

L'Ottocento e le nature morte della grande pittura europea sono lo spunto per la stampa a rose rosse e rosa del soprabito di Carven con tasche sul petto mentre Miuccia Prada guarda alla raffinata grafica floreale dell'Art Nouveau per l'abito della collezione Miu Miu in cady indossato con calze in cotone traforato e stivali in suede color zucca.

Colori pastello, stavolta quelli del glicine e delle pansè, anche per Giambattista Valli, che applica petali su un abito senza maniche e lunghezza al ginocchio, e per Emporio Armani che invece sceglie stampe con ninfee per il miniabito in seta indossato con pantaloni in habotai con una fantasia su fondo blu che richiama l'intricata vegetazione della giungla.

Più vicina all'estetica dei Figli dei fiori di fine anni Sessanta è la scelta dell'americana Tory Burch e di un brand made in Italy come Marni che crea stampe dai colori accesi (blu, azzurro, fucsia) che risentono della contaminazione con la Pop Art di Andy Warhol.

Gioia di vivere, spensieratezza e un pizzico d'ironia per il miniabito smanicato molto anni Sessanta di Blugirl (che dell'epoca del “Gheghegè” riprende anche acconciatura e occhiali a gatto) ma soprattutto per Moschino con le sue fantasie a roselline su fondo bianco e nero che vengono anche proposte in abbinamento con un chiodo di pelle rossa ricoperto di borchie d'oro. E che i fiori non siano per forza sinonimo di delicatezza lo suggerisce anche Versace con un abito corto al ginocchio ad alto grado di sensualità.

Romantiche, raffinate, sexy o aggressive le stampe di questa stagione si affidano alla natura per tratteggiare il ritratto delle nuove fanciulle in fiore.

Marco Romani

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