Processo al blogger, Canalis chiede 10 mila euro di danni
Richiesto ai giornalisti Selvaggia Lucarelli, Gianluca Neri e Guia Soncini

Elisabetta Canalis e Federica Fontana hanno chiesto un risarcimento di 10mila euro a testa, a titolo di provvisionale, nel processo ai blogger e giornalisti Selvaggia Lucarelli, Gianluca Neri e Guia Soncini. "Per quelle foto c'è stata una trattativa da diverse migliaia di euro che è pienamente provata. - ha sottolineato l'avvocato Marco Tullio Giordano, uno dei legali di parte civile -. Questo tipo di reati ha gravi conseguenze morali per chi le subisce. Le persone non sanno di essere sotto controllo. Canalis lo ha saputo solo nel 2012 e, in quel momento, ha potuto pensare di essere ancora controllata". Il legale ha spiegato di avere quantificato economicamente il danno "con un occhio di riguardo al fatto che questo processo non arriverà mai a una fine perché c'è la prescrizione".

"Che si tratti di scambi di messaggi sessualmente espliciti - ha aggiunto l'avvocato Giacomo Vaciago, che assiste le due showgirl con il collega - o di foto di un compleanno o di un momento di vita privata", comunque il fato di sapere di essere spiati "è causa di un malessere". Per il pm Colacicco "non abbiamo la prova della 'pistola fumante' che Neri abbia avuto l'accesso all'account di Fontana e poi abbia spedito le foto a Lucarelli", ma i reati contestati al blogger e alle due giornaliste sono provati da una serie di messaggi e email che i tre imputati si sono scambiati.

"Le fotografie che ritraggono per la prima volta gli interni di Villa Oleandra - ha spiegato il pm - erano di grande valore economico, rappresentavano uno scoop pazzesco, come ci hanno detto anche i testimoni".  In particolare, il pm ha ricordato ceh in uno scambio di messaggi, "Neri dice a Lucarelli che non sprecherà la parola 'Canalis' tra le sei opportunità che ha per indovinare la password della mail di Clooney" e quelli a proposito della posta elettronica di Mara Venier. A un certo punto Neri scrive alla Lucarelli: "Habemus Mara" e lei ribatte dicendo che vuole "tutti i suoi scheletri". Il pm ha anche ricordato che è stato Neri a suggerire alla giornalista e opinionista di "dire agli inquirenti di avere ricevuto le foto dall'email giorgioclone61, cosa che poi effettivamente lei fece quando venne sentita come testimone". La stessa mail, fanno notare però gli avvocati di parte civile, con la quel sono state condotte le trattative con il direttore di 'Chi' Alfonso Signorini, al quale quegli scatti sarebbero stati proposti in cambio di 120 mila euro.  Si tornerà in aula il prossimo 27 marzo e la parola andrà alle difese e poi ci sarà un rinvio per la sentenza.

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