Modest fashion tra business e religioni: quando coprirsi è chic
L'abbigliamento per le donne musulmane diventa un mercato sempre più ghiotto per i brand di moda

Modesta nel nome ma non nelle cifre: è la modest fashion dedicata alle donne che non si vogliono scoprire. Un'esigenza non riconducibile unicamente all'importante bacino d'utenza di fede islamica che da solo vale circa 500 miliardi l'anno. Sono centinaia di milioni nel mondo le osservanti musulmane e molte vivono nei principali paesi europei, dalla Francia alla Gran Bretagna alla Germania.

Un richiamo economico a cui negli anni hanno risposto una manciata di marchi del lusso, i primi sono stati Dkny e Prada, seguiti poi da Stella McCartney, Céline (designer Phoebe Philo), fino alla maison Valentino di Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, che è stata acquistata nel 2012 dallo sceicco del Qatar dietro suggerimento proprio della moglie Mozah bint Nasser al-Missned. Nelle collezioni primavera-estate 2016 sono stati numerosi gli stilisti che non hanno resistito al richiamo del business: Dolce&Gabbana, Etro, Marni, Max Mara, Missoni, N21, Trussardi.

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