Madonna ancora in tribunale: nuova causa con i vicini di casa
Dopo la causa per l'affidamento del figlio, continuano le beghe giudiziarie per la popstar

Pare che negli ultimi tempi Madonna passi più tempo fra carte bollate e tribunali che sul palco dei concerti o in sala di registrazione. Per ripercorrere solo le più recenti vicissitudini legali della regina del pop bisogna parlare della difficile e dolorosa causa di affidamento del figlio Rocco, avuto dal regista Guy Ritchie, che ha chiesto di vivere col padre in Inghilterra e non con la madre negli Stati Uniti o dell'incidente avvenuto durante il suo ultimo tour quando, a Brisbane, scherzando con una fan che aveva chiamato sul palco l'ha lasciata a seno nudo con la non trascurabile complicazione che la ragazza in questione è minorenne.

E poi c'era la questione dei divieti di parcheggio non autorizzati piazzati dalla pop star per tenere lontani da casa paparazzi e curiosi. Oggi Immobiliare.it racconta di una nuova causa condominiale in cui, contrariamente a ciò cui è abituata, Madonna è la denunciante e non la denunciata. L'appartamento oggetto del contendere è quello che la diva possiede all' 1W. 64St. di Central Park a New York. A quanto sostiene Madonna l'organo equivalente alle nostre assemblee condominiali ha cambiato le regole di utilizzo degli immobili dello stabile senza che lei ne venisse informata.

Da qualche settimana non è più consentito che collaboratori o parenti dei ricchi proprietari (figli inclusi) godano dell'appartamento in assenza del titolare del contratto. In pratica, se si dovesse intendere alla lettera la norma, mentre mamma è in giro per il mondo per i suoi concerti, Lourdes e fratellini dovrebbero fare i bagagli e andare altrove con lo stuolo di segretari, tate e guardie del corpo che li accompagna ovunque.

Madonna, che abita in questo stabile fin dai tempi del suo matrimonio con Sean Penn - anche se allora occupava un altro appartamento - si è rivolta al tribunale per essere esentata da questo vincolo, impossibile da rispettare per lei e per il lavoro che fa. Al giudice l'ardua sentenza.

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