La donna dell'autunno milanese, Seventies e colorata

Milano, 9 mar. (LaPresse) - (LaPresse) - Le sfilate di Milano sono appena concluse e ora tutto il circo della moda è in forze a Parigi. L'edizione milanese di quest'anno è stata una delle più riuscite degli ultimi anni e gli spunti per le prossime stagioni sono molti.

Se non esiste più una tendenza univoca, è facile rintracciare però delle linee guida che pilotano il lavoro dei brand, dal mood anni Settanta, che ritorna prepotente in varie declinazioni, al piacere del colore, che finalmente, contagia anche gli insospettabili insieme al gioco delle citazioni. Il pregio della varietà è poter scegliere senza sbagliare.

Bohème-Chic. È la donna del nuovo direttore creativo di Gucci Alessandro Michele, leggera, scanzonata e irresistibile.

Seventies-lurex. Arriva dalle discoteche degli Anni Settanta la donna di Blumarine con i tessuti iridescenti dei corti vestiti. Ragazze luminose pronte a saltare la fila del 'Paradise Garage's' domandando "Da ya think I'm sexy" con Rod Steward.

Contrasti. Di colori e di materiali ma per un risultato di assoluta eleganza: è Prada. Una palette di colori inedita veste una forte ragazza metropolitana. Anche Armani usa i colori in modo eterodosso rispetto all'estetica del brand: accanto alle sfumature dei grigi, grigi-azzurrati e dei neri, porta in passerella freschi abiti da sera rosa e rossi dal bel corpetto ricamato.

Graphic power. Pattern da tappezzerie vintage vestono l'elegante donna di Ferragamo. L'impatto è fortemente optical ma le linee sono minimal, essenziali.

Lonely Tunes. Moschino, con Jeremy Scott (che è anche uno degli stilisti più amati da Katy Perry) gioca con i personaggi dei cartoni animati classici, li porta sulle ampie e comode felpe. Molto divertente anche il lavoro sul tessuto jeans mixato e le catene da rapper.

Ti voglio bene. Ricamato su abiti, cappe e maglie, è il tributo alla mamma di Dolce & Gabbana che ha segnato l'acme, uno dei punti alti di una sfilata molto coinvolgente. Grande teatralità e capacità di attirare l'attenzione sono i punti forti del duo di stilisti.

Sorpresa finale. Dove aspettavi il colore, da Pucci, arriva il bianco e nero grafico. È l'addio apoteosi al brand di Peter Dundas, lo stilista che probabilmente vedremo da Roberto Cavalli.

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