In carcere un altro anno. Corona fa lo sciopero della fame: "Disposto a sacrificare la mia vita"
In una lunga lettera dal carcere spiega a Verissimo la sua delusione e insofferenza

Nonostante secondo la sentenza del Tribunale di Milano Fabrizio Corona non sia un delinquente professionale, il Tribunale di sorveglianza ha respinto la richiesta di affidamento comunitario: il fotografo resta in carcere. Una decisione che Corona ha deciso di combattere con lo sciopero della fame, come ha raccontato la fidanzata Silvia Provvedi.

Per ribadire la sua insofferenza, Fabrizio Corona ha scritto una lunga lettera a Silvia Toffanin, conduttrice di Verissimo, in cui spiega le sue ragioni. La giornalista ha deciso di leggerla durante il programma. "Quello che mi hanno fatto questa volta - così inizia la lettera dal carcere - è peggio di tutto quello che ho subito dal 2005. Troppo lungo per spiegartelo in una lettera, spero di poterlo fare al più presto di persona".

"Ora, - continua - per i miei principi e per insegnare a mio figlio che bisogna sempre lottare per l'ingiusta libertà negata, gli abusi di potere, le vendette e le vanità personali (che nulla hanno a che vedere con i procedimenti giuridici e la giustizia), sono disposto a sacrificare la mia vita. Sciopererò fino a quando non mi verrà fissata un’udienza nella quale verranno riconosciuti i miei diritti e la libertà che mi spetta. Il giudice che mi ha assolto nelle motivazioni della sentenza già depositata e non letta dal magistrato di sorveglianza, dichiara che non sono un soggetto pericoloso, che non ho mai vissuto dei proventi dei reati e che non sono un delinquente professionale, anzi, che ho gestito bene la mia immagine".

 

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